Spy-story, ufficiale: il team Vodafone McLaren Mercedes rinuncia al ricorso in appello

Spy-story, ufficiale: il team Vodafone McLaren Mercedes rinuncia al ricorso in appello

Spy-story, ufficiale: il team Vodafone McLaren Mercedes rinuncia all'appello e ammette la propria colpevolezza

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    Spy-story, ufficiale: il team Vodafone McLaren Mercedes rinuncia all'appello

    Mettiamola così. Alla fine l’ammissione di colpevolezza, per quanto edulcorata, è arrivata. La McLaren Mercedes rinuncia all’appello e cambia musica. Non più un “lo facciamo per il bene dello sport” ma un “c’è stato un errore da parte nostra: chiudiamola qui”.

    Ultimo posto nel campionato costruttori e 100 milioni di multa. Una pena tuttosommato leggera e quindi più che accettabile. Nel comunicato ufficiale del team di Woking si legge:“Avendo studiato il giudizio del Consiglio Mondiale con i propri avvocati e azionisti, la McLaren, nell’interesse dello sport e del suo obiettivo di vincere gare e campionati, non si appellera’. E’ chiaro dalla sentenza che secondo il Consiglio Mondiale l’accusa del possesso non autorizzato di documenti e informazioni riservate da parte di un addetto McLaren e’ stato provato. Nonostante la mancanza di prove sull’utilizzo delle informazioni da parte del team di ingegneri, il possesso costituisce una violazione del Codice. Con nostro pentimento e imbarazzo il contenuto di email precedentemente non note ha dimostrato che il possesso non era limitato ad una singola persona. Per questa violazione dell’articolo 151c e’ stata imposta una penalita’ molto severa. Per la McLaren il punto focale della questione e’ questo: queste informazioni non sono state utilizzate per apportare vantaggi sulle proprie vetture. D’accordo con gli investitori, miglioreremo ulteriormente i processi interni e le procedure”.

    Come dicevo, non è proprio una vera ammissione di colpevolezza.

    L’ultima frase, in particolare, fa capire che qualcosa è accaduto al di fuori del controllo dei vertici. E forse è proprio questa la chiave: uno scarso controllo ha permesso che quel baco si diffondesse dentro alla scuderia senza che Ron Dennis lo sapesse. Solo lui all’oscuro. Perché gli altri, praticamente tutti, parlottavano e commentavano tranquillamente le intime cose della F2007…

    Senza discutere adesso del fatto che, rinunciando all’appello hanno evitato, in realtà, altre penalizzazioni, e lasciando da parte il come sia possibile che i piloti e il capo-progettista, ad esempio, non abbiano neanche per caso fatto cenno al capo della scuderia di queste cose (questo è quello che Dennis continua a sostenere), non possiamo ignorare un altro nodo oscuro rimasto fino ad ora in secondo piano: come mai Alonso si è risparmiato una maxisqualifica cantando come un usignolo alla FIA mentre Lewis “boccacucita” Hamilton non è stato neanche sfiorato dal polverone?
    Mi spiego meglio: tra i tanti misteri che ruotano ancora a questa vicenda, ce n’è uno veramente grosso per poter essere ignorato allegramente. Lewis Hamilton non ha detto nulla, non ha collaborato alle indagini, ma poi si è scoperto che il team sapeva e, infatti, Ron Dennis e la squadra sono stati puniti. Impossibile, quindi, che solo il pilota britannico ne fosse all’oscuro. Perché, allora, è stato graziato?

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