Stefano Domenicali: le verità sul 2009 Ferrari

Stefano Domenicali parla della stagione 2009 della Ferrari affrontendo temi spinosi come il rapporto tra Massa e Raikkonen, il nuovo ingegnere di macchina del finlandese, il ruolo di Schumacher, l'arrivo di Alonso, le nuove regole della FIA, etc

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    Un pilota italiano in Ferrari, il rapporto con Michael Schumacher, l’arrivo di Alonso, l’assenza di Montezemolo alla presentazione della Ferrari F60, gli ordini di scuderia, il nuovo ingegnere di Kimi Raikkonen, la revisione dei ruoli interni al team, l’inutilità del KERS, l’addio di Valentino Rossi alla Formula 1. Di questo e di molto altro ha parlato Stefano Domenicali a Madonna di Campiglio di fronte ad una folta schiera di curiosi giornalisti

    MASSA E RAIKKONEN. Tra i piloti, rispettando il copione del 2007 e del 2008, non vi saranno neanche quest’anno gerarchie fino a quando uno dei due non sarà fuori dai giochi. “Ho visto un Felipe Massa molto fresco con tanta voglia di fare. La scorsa stagione l’ha maturato definitivamente. Lo ritengo psicologicamente pronto e maturo per gestire qualsiasi tipo di pressione, sia interna che esterna” ha affermato Stefano Domenicali caricando di grandi responsabilità il vice campione del mondo. Quanto all’ex campione Raikkonen, al pari del brasiliano, si presenta ai nastri di partenza della stagiona 2009 con un conto da saldare e con tanta voglia di fare bene:“Vuole dimostrare riprendendo una battuta del presidente Montezemolo di ‘essere tornato quello vero e non il suo gemello’. Non aspettatevi che sorrida o parli italiano - ammette il team principal del Cavallino – però saprà da subito dimostrare le sue qualità. Kimi ha ed ha sempre avuto una grande capacità: quella di sapersi isolare. Questa grande forza gli permette di non subire alcuna pressione dall’esterno”

    NUOVO INGEGNERE. Qualcuno ha vociferato che dietro alle tante difficoltà trovate da Raikkonen nei primi due anni di Ferrari ad adattarsi alla vettura, ci fosse un non perfetto rapporto con l’ingegnere Chri Dyer. Domenicali smentisce la velenosa indiscrezione e spiega come la promozione dell’australiano e la contemporanea crescita di Andrea Stella erano già nei piani:“E’ prodotto di fantasia la negatività del rapporto tra Chris Dyer e Kimi. La relazione empatica tra Robert Smedley e Felipe è venuta alla luce in modo molto visibile e sembra contrastare con questo, ma la crescita professionale di Dyer era pianificata. Andrea Stella è stato il veicolista prima di Michael Schumacher, poi di Kimi: il cambiamento rappresenta un proseguimento della sua carriera, aiutato da un ottimo rapporto tra i due”. Proprio quest’ottimo rapporto tra Stella e Raikkonen ha già fatto sentenziare ai più critici nei confronti del finlandese che quest’anno non avrà più alibi per non ingranare.

    MONTEZEMOLO. Trattenuto a Roma per un incontro con il Presidente della Repubblica Napolitano, Montezemolo non era presente al debutto della F60. Questo non significa nulla, ha precisato Domenicali spiegando come il coinvolgimento del Presidente Ferrari nella Formula 1 sia sempre più elevato soprattutto da quando è stato nominato a capo della FOTA:“Il nostro Presidente si sta spendendo in prima persona per il futuro della F1 Senza la FOTA non sarebbe stato raggiunto un accordo sulla riduzione dei costi”.

    KERS. Se Montezemolo ha avuto successo con le sue proposte per la riduzione dei costi, non è riuscito allo stesso modo a far ragionare gli altri team e la FIA sul KERS. La Ferrari ha a tal proposito un’opinione decisamente critica che Domenicali sintetizza con una battuta:“È come buttare soldi dalla finestra. In un momento critico, è sbagliato introdurre una novità del genere”.

    ALONSO E SCHUMACHER. Un tempo rivali, un giorno forse riuniti sotto lo stemma del Cavallino rampante. Un giorno non vicino, però, stando alle parole del team principal Ferrari:“Credo che su Alonso sia difficile aggiungere quanto già detto. I nostri piloti hanno dei contratti firmati, anche se come ha detto Montezemolo chi vivrà vedrà. Fernando è un grande pilota ma noi siamo strafelici dei nostri”. Quanto a Schumacher, l’ex-pilota proseguirà il suo lavoro di consulenza per le vetture stradali e da corsa. Su quest’ultime sarà preso in particolare considerazione nell’approccio alle gomme slick. Sembra escluso, però, il suo impegno durante i test.

    ROSSI E I PILOTI ITALIANI. Tramontata definitivamente l’ipotesi di Valentino Rossi in Ferrari “ha preferito vincere un Mondiale… Una decisione che dunque si è rivelata proficua” ha commentato Domenicali, le speranze di vedere un italiano al volante della Rossa di Maranello sono aggrappate a qualche giovane talento come i 3 piloti della F3 Italia (tra i quali spicca Mirko Bortolotti) che nel Novembre scorso hanno girato con la F2008 impressionando positivamente pubblico e addetti ai lavori. “Sono lunghi i tempi per vedere di nuovo un pilota italiano sulla Ferrari – ha ammesso Domenicali senza nascondere il disappunto per un regolamento che obbliga ad utilizzare i test con il contagocce – l’obiettivo dell’anno scorso è stato centrato perché abbiamo fatto fare esperienza ai giovani piloti italiani della F3 in altre formule, però per far crescere dei giovani, italiani o meno, bisogna superare questo compromesso sul chilometraggio.