Stoner shock: “mi ritiro per colpa della Dorna”

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    stoner alla conferenza stampa di le mans

    In un’intervista al canale televisivo australiano Channel Ten, Casey Stoner è tornato a parlare delle motivazioni che lo hanno portato a decidere di abbandonare il mondo della MotoGP, il due volte campione del mondo ha spiegato come la sua decisione non sia dovuta solamente ad singolo e preciso problema, ma piuttosto ad una combinazione di problemi, tra cui spicca la mancanza di passione per questo mondo del Motomondiale che la Dorna, con la sua gestione non proprio impeccabile, ha creato.

    Stoner non ha usato giri di parole e ha puntato il dito addirittura contro Carmelo Ezpeleta: “Penso che la Dorna sia in buona parte responsabile della situazione in cui ci troviamo oggi, infatti non mi piacciono le decisioni che il comitato organizzativo ha preso e la direzione che ha assunto questa classe in seguito ad esse; inoltre non condivido per nulla alcune scelte di Ezpeleta.”

    Casey, dopo tutte le voci di mercato che si sono rincorse in questi giorni su chi guiderà la sua moto l’anno prossimo, si sbilancia e dichiara che gli piacerebbe vedere la stella nascente Marc Marquez sulla sua RC213V, anche qui però va a scontrarsi con il nuovo regolamento imposto dalla Dorna per cui i piloti esordienti non possono al loro primo anno in una classe guidare una moto ufficiale, anche questo trova in disaccordo il campione australiano che infatti dichiara: “Naturalmente Marc Marquez sarebbe il candidato perfetto per il mio posto in HRC se non fosse per questa “regola del rookie”, che a mio parere è un’altra decisione sbagliata ed é un’altra delle tante cose che non mi piacciono”.

    Stoner non sembra poi dimenticare il percorso che ha dovuto fare per arrivare in MotoGP e infatti critica anche alcune decisioni che sono state imposte ai piloti di Moto2 e Moto3 dalla Dorna: “Il fatto che nessuno dei piloti della Moto2 e della Moto3 sia autorizzato ad avere il proprio motorhome nel paddock non mi piace affatto, poiché io stesso, per esempio, non sarei stato in grado di arrivare dove sono oggi se non avessi avuto l’opportunità di portare il mio camper nel paddock quando correvo nelle, cosiddette, classi minori”.

    Casey arriva quindi a parlare delle vere motivazioni che l’hanno spinto a lasciare il circus della MotoGP e afferma che il suo abbandono è dovuto solamente al venir meno della sua passione per il mondo delle corse, precisando che la sua famiglia non ha influito su questa scelta e lo fa con queste parole: “Non ha niente a che vedere con mia figlia, con il matrimonio o cose simili, è una scelta maturata nel corso degli ultimi anni. Posso dire che ho iniziato a pensare al ritiro nel 2009, quando tutti parlavano della mia malattia misteriosa con commenti del tutto inappropriati e fuori luogo: quello mi ha aiutato a capire quello che la gente pensa realmente di noi (come persone, non piloti) e ciò che noi realmente significhiamo per loro: nulla. Ci sono cose che sono state fatte alle mie spalle che mi hanno fatto capire che il paddock e tutto il resto non sono altro che un business, non un luogo dominato dalla passione come dovrebbe essere. E’ partito tutto da questa considerazione e per questo ho capito che se avessi corso un altro anno poi non sarei in grado di salire su una moto per i prossimi 10 anni. Già ora non sono entusiasta di salire in moto e voglio ritrovare quindi quella passione che mi ha fatto da sempre divertire e a cui ho dedicato tutta la mia vita”.

    Casey Stoner ha continuato l’intervista dichiarando che nel 2013 non si dedicherà ad alcuna attività sportiva, ma sarà un anno di relax dopo il quale non si sente di escludere una possibile carriera nel mondo delle quattro ruote, come lui stesso afferma: “Non ho progetti in mente e non voglio avere qualcosa da fare per forza in un determinato momento, ho solo voglia di godermi un pò di tempo con la mia famiglia e trascorrere più tempo possibile con loro. Devo confessare che mi è piaciuto moltissimo il test che ho fatto con la Supercars del Campionato Australiano V8, certamente non credo che correre con quelle macchine dia lo stesso tipo di emozione ed adrenalina di una moto, ma allo stesso tempo non è rischioso quanto una moto, cosa di non secondaria importanza; infatti molta gente non capisce quanto sia realmente rischioso scendere in pista su una moto: ogni volta che sei in sella spingi sempre al limite, anche in cattive condizioni, anche con gomme che non danno un buon feedback, ci sono un sacco di cose che potrebbero andare storte e avere quattro pareti intorno a te è certamente meglio. Le Supercars V8 sono qualcosa che ho intenzione di prendere in considerazione per il futuro, ovviamente la decisione definitiva la prenderò più avanti, visto che come ho già detto per ora ho solo voglia di godermi il tempo con la mia famiglia e con Adriana, quello che succederà nei prossimi anni è tutto da decidere”.