Stoner tiene in piedi la Ducati

Dopo le delusioni delle prime gare, Casey Stoner riesce a portare a casa almeno un quarto posto, che è veramente poco rispetto alla bella vittoria ottenuta al Mugello, nella scorsa MotoGP 2009 in sella alla Ducati

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    Nel Gran Premio che si ricorderà per il terribile incidente di Valentino Rossi al Mugello, ci sono anche i primi deboli segnali di ripresa di Casey Stoner. L’australiano ha ottenuto il quarto posto al termine di una gara saggia e molto tirata, mentre il team mate americano, Nicky Hayden è uscito fuori di pista nel corso del sesto giro nel tentativo di lottare nel gruppo dei primi sei piloti. Anche se Stoner ha sfruttato bene il pacchetto Ducati che aveva su questa pista, non è riuscito a raggiungere il passo dei primi tre piloti a causa di un’errata scelta di gomme.

    Dopo le cocenti delusioni delle prime tre gare, il pilota della Desmosedici ufficiale, Casey Stoner riesce a guadagnare almeno un quarto posto nel Gran Premio d’Italia 2010. L’australiano è pienamente consapevole che la quarta piazza del Mugello è veramente poco rispetto alla bella vittoria ottenuta nella scorsa MotoGP 2009.

    Per tutta la gara, Stoner è rimasto attaccato alle marmitte di Randy De Puniet e di Marco Melandri, ma solo durante l’ultimo giro ha sferrato un attacco deciso ad entrambi, mentre Nicky Hayden si è tolto di mezzo nel tentativo di recuperare le posizioni perse allo scatto in partenza.

    Casey si aspettava sicuramente di più dopo il warm-up svolto nella mattinata di domenica e dopo le modifiche che avevano effettuato sulla Desmo. Ma una scelta di gomme morbide, davvero azzardata per i trenta gradi del circuito toscano, ha tolto al numero 27 la possibilità di girare sul passo dei primi tre piloti.

    Dopo essersi negato ai microfoni dei giornalisti nell’immediato post-gara per recuperare le forze dopo la calda gara nostrana, Stoner ammette candidamente di aver perso un’occasione in un tracciato favorevole alle caratteristiche della propria moto: “non è esattamente il risultato che avrei voluto su questa pista, una di quelle che mi piacciono davvero. Quando, a metà gara, ero davanti a Marco e Randy, mi sono reso conto che non avrebbe avuto senso continuare a forzare, non ce l’avrei fatta ad andare via e avrei rischiato troppo. Ho quindi deciso di restare alle loro spalle e di aspettare l’ultimo giro per passare”.