Storia del Motociclismo. Falappa, le sue teorie e la sua leggenda

Storia del Motociclismo

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    giancarlo falappa

    Lo abbiamo incontrato all’EICMA, allo stand Ducati.

    Un sorriso scanzonato di chi sa tutto di motori, il corpo segnato dal tempo, ma gli occhi ancora brillanti di passione desmodromica.

    Stiamo parlando di Giancarlo Falappa, aka “il Leone di Jesi”, genio del periodo d’oro SBK Bimota e poi Ducati, centauro come pochi altri.

    L’uomo delle penne“: così era chiamato Falappa grazie alla sua bravura nelle impennate da capogiro. Ma non fu solo questo a consacrare Falappa nella Storia del Motociclismo.

    Una Storia che assomiglia ad una leggenda, governata dalla passione, da un briciolo di follia propria solo dei genii, e da fiumi di incredibile talento.

    Leggiamo su uno dei tantissimi siti web a lui dedicati che la leggenda di Falappa iniziò a crescere per merito, anche, di episodi al limite dell’incredibile, come la vittoria su Baldwin in Francia. A quel tempo, la Bimota aveva assoldato Mike Baldwin come compagno dello scatenato Falappa, e l’americano si era da subito rivelato estremamente veloce, ingaggiando un duello stratosferico con il marchigiano.

    Scontri e sportellate degne solo della SBK, nel lunghissimo rettilineo di partenza i due centauri si scontrarono ripetutamente ad una velocità di più di 290 km/h orari, e fu proprio una botta più violenta delle altre convince l’americano a desistere, lanciando Falappa verso la vittoria ottenuta senza un semimanubrio!

    Nell’ultimo scontro, infatti, Falappa spezzò il semimanubrio sinistro, finendo la gara con la mano sulla forcella…

    Ed è qui che la Storia si tinge di leggenda.

    Bracco e Leo, i suoi meccanici dell’epoca (e poi in Ducati), hanno ancora le lacrime agli occhi nel ricordare l’evento e la faccia di Giancarlo stesso che, appena arrivato, urla loro: “Cambiate il manubrio prima del parco chiuso sennò me squalificano!“.

    La Storia, a questo punto, è tutta in discesa. E come si sa, la discesa fa acquistare velocità.

    L’anno successivo è quello della consacrazione del Leone di Jesi con il suo passaggio in Ducati.

    Curioso e incredibile il modo in cui ottenne l’ingaggio!

    Mentre Marco Lucchinelli (a quel tempo team manager Ducati) viaggiava in autostrada a 180 km/h in direzione della pista di Misano, si vide aprire la portiera destra da un pazzo in moto, che lo salutò per poi ripartre impennando…

    Da lì in poi, è veramete Leggenda. La SBK è di Giancarlo, con 16 vittorie 8 Pole e tanta adrenalina!

    Da allora ai giorni nostri, Giancarlo non ha abbandonato la sua vena ironica e ingenua.

    Basti prestare attenzione al finale di questa intervista!

    “Non l’ho sbattuto fuori io, era lui che frenava presto”

    Un Mito!