Storia Formula 1: gli sconfitti dell’ultimo giro

Storia Formula 1: gli sconfitti dell’ultimo giro

nella storia della formula 1 c'è anche un capitolo dedicato a coloro i quali si sono dovuti ritirare all'ultimo giro proprio come felipe massa nel gran premio di ungheria

    La rottura del motore di Felipe Massa quando era in testa e si trovava a 3 giri dalla fine del GP di Ungheria 2008 dopo che con una stupenda partenza aveva messo dietro il favoritissimo Lewis Hamilton, ha fatto tornare alla mente dei più anziani altri casi analoghi. Ripercorriamo i più eclatanti, partendo dal GP del Belgio del 1964 e passando per Monza ’67, Monaco ’70 e ’82, Montreal ’91, Budapest ’97, Barcellona 2001 e Nurburgring 2005.

    1964 – GP del Belgio, Spa-Francorchamps.

    Dan Gurney domina il weekend del vecchio Spa. Prende la pole con grande vantaggio e guida sereno verso la prima vittoria della sua Brabham. Ad un certo punto, però, uno strano rumore proviene dal serbatoio e Gurney capisce che deve tornare ai box perché sta per restare a piedi. Viene passato da Graham Hill che, però, rompe la pompa della benzina all’ultimo giro. A quel punto è Bruce McLaren a guidare la corsa ma anch’egli si deve arrendere prima della linea del traguardo per aver finito il carburante. Un Jim Clark tanto fortunato quanto ignaro di aver vinto per la terza volta consecutiva in Belgio, passa quindi primo sul traguardo. I commissari non sventolano la bandiera a scacchi in tempo e lui prosegue per restare a secco dopo poche curve! La vittoria è comunque sua…

    1967 GP d’Italia, Monza

    Jim Clark è al comando con la sua Lotus nonostante una foratura. Il boss della scuderia, Colin Chapman, però, preferisce mettere il minor carburante possibile per essere più veloce. La conseguenza sgradita diventa inevitabile e il suo motore Cosworth comincia a balbettare proprio all’ultimo giro. John Surtees e Jack Brabham lo passano come lui aveva fatto con McLaren a Spa.
    Il finale, però, è tutt’altro che scontato in quanto Brabham tenta una disperata mossa per passare Surtees all’ultima curva ma arriva leggermente largo alla parabolica dopo che si era messo dietro l’avversario il quale lo ripassa e vince per due decimi di secondo.

    1970 GP di Monaco, Montecarlo.

    Jack Brabham ha la corsa in pugno e comanda comodamente davanti a Jochen Rindt. L’australiano, però, vede il suo vantaggio ridursi e, innervosito dai doppiati, commette un incredibile errore all’ultima curva sul genere di quello commesso da Schumacher nelle sue ultime qualifiche tra i muretti del Principato nel 2006. Rindt lo passa e va a prendersi, attonito, la vittoria.

    1982 GP di Monaco, Montecarlo.

    L’epoca dei motori turbo sta entrando nel vivo ma i team devono combattere con il maggior consumo di carburante che questa soluzione comporta e che vede talvolta le vetture restare a secco proprio nelle ultime fasi di gara. Didier Pironi inizia in testa l’ultimo giro ma è out dopo il tunnel. Andrea de Cesaris lo supera ma si ferma incredibilmente pure lui alla Massenet. Riccardo Patrese, quindi, sale in vetta e, nonostante si giri al Loews, riesce a ripartire ed a tagliare il traguardo primo. Avviene così la sua prima vittoria in carriera.

    1991 GP del Canada, Montreal.

    Nigel Mansell comanda agevolmente il Gran Premio del Canada e sta per prendersi un’importante vittoria anche in ottica campionato. Quello che accade alla sua vettura è ancora oggetto di dibattito: allora si disse che il Leone d’Inghilterra spense per errore il motore mentre salutava la folla a pochi km dal traguardo. Il diretto interessato sostiene, invece, che fu un problema alla trasmissione a metterlo Ko mentre percorreva il tornantino del Casino.

    Fatto sta che Nelson Piquet lo supera e va a prendersi la sua ultima, gustosissima, vittoria in carriera.

    1997 GP di Ungheria, Hungaroring.

    Con l’entrata della Bridgestone a far compagnia alla storica Good Year, si rivede in F1 la concorrenza tra gommisti. In una stagione senza grossi exploit, i giapponesi sfornano un tipo di pneumatico perfetto per le condizioni bollenti e abrasive della pista ungherese e Damon Hill con una Arrows da fondo classifica vive un weekend degno del numero 1 di campione del mondo che porta sul musetto. Mentre comanda la gara con un vantaggio di oltre 40 secondi e sta per portare alla sua scuderia una vittoria che manca da oltre 20 anni, all’ultimo giro la macchina rallenta vistosamente e Jacques Villeneuve recupera e lo passa. Il canadese prenderà con quel “regalo” della sorte i punti decisivi per conquistare a fine stagione il mondiale. Hill riesce comunque ad arrivare sul traguardo secondo in virtù del grande vantaggio accumulato. E sul podio è comunque festa.

    2001 GP di Spagna, Barcellona

    Mika Hakkinen ha vinto molte gare negli anni precedenti ma il 2001 è un anno frustrante per il campione del mondo ’98 e ’99 che si presenta a Barcellona molto indietro in classifica a causa della fragilità della sua macchina e della non più eccellente competitività. Le cose per lui non potevano andare peggio. A poche curve dalla fine la frizione della sua McLaren lo abbandona e Michael Schumacher che era secondo va a prendersi un’immeritata vittoria. Ad Hakkinen non resta che raggiungere il traguardo appoggiato sulla McLaren di Coulthard durante il giro d’onore.

    2005 Gp d’Europra, Nürburging.

    Quell’anno viene introdotta la regola che vieta il cambio gomme in gara. In pratica per tutta la durata del Gran Premio va usato lo stesso treno di pneumatici. Per i piloti questo significa che devono evitare brusche frenate e, in generale, guidare in modo tale da risparmiare fino alla fine le coperture. Kimi Raikkonen sta comandando la corsa nonostante una gomma spiattellata durante un sorpasso ai danni di Villeneuve. Le vibrazioni da dentro l’abitacolo sono evidenti. Il finlandese, però, sembra in grado di arrivare primo sul traguardo nonostante la pressione di Alonso. Il dubbio è se fermarsi a cambiare la gomma lasciando la vittoria allo spagnolo ma prendendo comunque dei punti per il campionato, oppure arrivare fino in fondo con quelle condizioni sperando che tutto regga. Il finlandese sceglie la seconda opportunità ma se ne deve pentire a breve dato che all’inizio dell’ultimo giro le eccessive vibrazioni portano alla rottura della sospensione con conseguente uscita di pista. Per Raikkonen arriva quindi un ennesimo ritiro che rende la sua lotta contro un regolarissimo Fernando Alonso sempre più un salita.

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