Sud Africa WSBK 09: Dominio Ducati, Spies ancora sfortunato!

Sesta prova della WSBK in Sudafrica a Kyalami dove domina la Ducati prima e seconda con Haga e Fabrizio in entrambe le frazioni, mentre Spies è solo tezo in Gara 1 e deve sfortunatamente ritirarsi al terzo giro per rottura in Gara 2

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    Dominio Ducati, Spies ancora sfortunato!

    Il nuovo episodio di questa eccitante Saga WSBK 2009, andato in onda nello storico, bello, vario ma attualmente un po malmesso circuito di Kyalami in Sud Africa, teatro in passato di cinque anni di sfide della World SBK nel quinquennio 1998-2002,

    ha visto esattamente come nell’ultima edizione disputata nel 2002 (quando Bayliss firmò una doppietta nella stagione che lo vide alla fine soccombere a Texas Tornado Edwards su Honda VTR SP2 proprio nella sfida decisiva di Gara 2 ad Imola) un doppio trionfo Ducati con due consecutive doppiette firmate da Haga e Fabrizio, con il povero Spies che a bordo di un mezzo nettamente inferiore non ha potuto far meglio di un terzo posto in Gara 1, mentre nella seconda frazione la sua sfortuna nera lo ha nuovamente colpito appena al terzo giro quando era secondo, appiedandolo per guai al cambio.

    Kyalami è un circuito assolutamente ideale per le bicilindriche e le Ducati in particolare, ed ancora una volta lo si è visto.

    Infatti, la sua configurazione varia e con ampi dislivelli (in questo, ricorda parecchio Imola) richiede coppia, accelerazione e velocità unite ad un’attenta gestione delle gomme, doti che la 1198R – forte anche di ben 200 cc in più rispetto alle rivali – possiede in abbondanza.

    Oggi anche un Genio assoluto delle due ruote come Spies, pur siglando la SESTA incredibile Superpole consecutiva (sia pure di un millesimo di secondo, stavolta) che eguaglia il favoloso record di Doug Polen del 91, non è potuto andare più in là di un terzo posto in Gara 1, piazzamento certo ottimo in assoluto ma che per lui suona come una solenne delusione.

    La sua Yamaha pur agile e veloce è risultata in gara troppo inferiore alle bicilindriche di Borgo Panigale, il che ha consentito anche ad un pilota indegno perfino di allacciare…….il casco all’asso texano come Fabrizio di precederlo sul traguardo. Per di più, a Spies sono finite le gomme ben prima che alla coppia Ducati, tanto che dopo un primo spavento in occasione del quale il posteriore di Ben è visibilmente andato via (causandogli pure la perdita temporanea della presa sulle staffe), l’alfiere di Casa Yamaha ha dovuto giocoforza rallentare l’andatura ed accontentarsi del gradino più basso del podio.

    In Gara 2 Spies è partito determinatissimo ad aggiudicarsi almeno questa frazione, ma come già detto la sua M1 ha alzato quasi subito bandiera bianca causa problemi al cambio, costringendolo ad un amarissimo ritiro che a questo punto pregiudica grandemente le sue chances di Vittoria Mondiale, che in assoluto meriterebbe ovviamente più di ogni altro.

    Tuttavia, come ho già detto in occasione della ugualmente scarognata prova di Monza Ben deve assolutamente continuare a crederci, perchè con le due gare sudafricane in archivio siamo comunque appena a (quasi) metà strada del lungo cammino Mondiale, e dunque tutto è ancora possibile. Abbiamo infatti visto vantaggi anche più consistenti squagliarsi come neve al sole nella lunga storia della WSBK. Il prossimo Gp in calendario per di più si svolgera nello splendido, letteralmente favoloso circuito del Miller Park negli USA, dunque finalmente un tracciato familiare all’asso americano che fin’ora ha fatto letteralmente miracoli in piste a lui assolutamente sconosciute e MAI viste prima.

    Detto di Spies, va rimarcata l’ottima prestazione complessiva di Haga – del resto già vincitore in passato su questa storica pista, precisamente in Gara 2 nel 2000 – che certo sfrutta al meglio l’indiscussa superiorità della sua moto ma si riconferma anche di una buona una spanna superiore al team mate, che oggi ha provato come del resto a Monza a contrastarlo a fondo, specie nella seconda corsa, dovendo però ancora una volta alla fine cedergli il passo in entrambe le frazioni.

    In buona evidenza le Honda Ten Kate che ripetono i buoni risultati di Monza anche se con attori diversi, in primo luogo un velocissimo Rea, arrrivato rispettivamente quarto ed addirittura terzo (suo primo podio assoluto nella WSBK) nelle due gare, un regolare Checa due volte sesto ed un positivo Haslam sulla Honda Stiggy, caduto nella prima prova ma buon quarto in gara 2, ritornato in buona forma dopo la pausa italiana, mentre Kiyonari dopo l’exploit del doppio podio monzese ritorna qui precipitosamente nell’anonimato con due brutti risultati finendo al dodicesimo e tredicesimo posto.

    Sono rimasto un pochino deluso dalle prestazioni di Biaggi, che dopo aver promesso molto con prove finalmente brillanti – partiva infatti in prima fila dal terzo posto in griglia – si è poi un pò perso in gara conquistando comunque due dignitosi quinti posti che però a mio giudizio potevano essere migliorati se il Campione Romano non avesse commesso qualche errore di troppo in entrambe le manches, dove sempre per un soffio ha mancato almeno un quarto posto che sembrava davvero alla sua portata, perdendo alla fine i serratissimi confronti con Rea in Gara 1 e con Haslam nella seconda frazione.

    Max ha comunque corso con moltissima grinta supplendo in parte alla ancora evidente immaturità della sua cavalcatura ed il valore aggiunto di Max si può facilmente vedere comparando i suoi risultati con quelli del team mate Nakano, giunto due volte settimo e comunque ben staccato dall’italiano. Max incamera in ogni caso ventidue punti pesanti e si trova ora in sesta posizione in classifica a quota 103 punti a pari merito con Sykes, mentre entrambi vengono scavalcati da Rea che con i ventinove punti sudafricani si porta a 106, dietro ad Haslam quarto con 116.

    Ai primi tre posti in graduatoria troviamo Haga ormai lontano con 250 punti (la sua media, grazie anche alle disavventure di Spies, è davvero impressionante, considerando i 300 punti fin qui teoricamente conquistabili), Fabrizio ora secondo con 165 appena davanti a Spies a quota 162.

    Purtroppo, l’appuntamento sudafricano è risultato per certi versi drammatico come quello monzese, in quanto come tutti sappiamo nelle prove del venerdì Regis Laconi si è seriamente infortunato, riportando traumi alle vertebre cervicali nel violentissimo impatto col terreno. Dopo un primo spavento, sembra adesso che Regis appena operato potrà riprendere pienamente senza quei danni neurologici che in un primo tempo erano stati adombrati. Al Campione francese va l’augurio da parte di tutti gli appassionati di un pronto ritorno alle gare già nel finale di stagione.

    Sembra che ci siano attualmente trattative in corso per assegnare provvisoriamente la sua Ducati del Team DFX Corse al nostro Lorenzo Lanzi già negli Usa, staremo quindi a vedere.

    Come detto, il prossimo appuntamento in calendario prevede la tappa Statunitense al fantastico circuito di Miller Park incastonato tra le splendide montagne dello Utah, un tracciato mozzafiato, letteralmente favoloso e stupendo che rappresenta davvero un modello ed un esempio da seguire per chiunque voglia progettare una pista motociclistica realmente degna di questo nome, larga, molto varia e lunghissima.

    Un Gp dunque atipico, in cui ogni sorpresa appare possibile (come del resto successe lo scorso anno, con l’inaspettato doppio successo di Checa che riaprì provvisoriamente il Mondiale) e dove Spies potrà per una volta sentirsi a casa dopo tantissime piste a lui letteralmente sconosciute sulle quali ha comunque compiuto imprese al di là di ogni immaginazione.

    Quindi, ancora un appuntamento marchiato WSBK straordinariamente eccitante e per tanti aspetti interessantissimo, e che come sappiamo si terrà in contemporanea, salvi fortunatamente i diversi fusi orari, con la puntata Italiana della MotoGp al Mugello l’ultimo week end di Maggio.

    Dunque, segnatevi come imperdibile quella data, ed appuntamento certo in Terra degli Stati Uniti d’America per la nuova adrenalinica puntata di questa spettacolare, drammatica ed imprevedibile Saga World SBK 2009!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it