Super Aguri, è ufficiale: ritiro dalla F1

dopo due anni e mezzo di alterne fortune la SUper Aguri annuncia il ritiro ufficiale e immediato dal mondiale di Formula 1

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    Super Aguri, è ufficiale: ritiro dalla F1

    La Super Aguri non c’è più. Diciamolo chiaramente: la storia della Formula 1 è piena di scuderie dalle alterne fortune che hanno avuto una breve e spesso poco intensa vita. La Super Aguri solo apparentemente rientra in questo insieme. In realtà il team 100% nippon era semplicemente diverso, unico.

    La sua mancanza si sentirà, non tanto per i risultati della pista quanto perché in pochi mesi, già alla fine del 2005, era riuscito a catalizzare la simpatia e l’interesse di molti appassionati.

    Tant per rendere l’idea del fenomeno in oggetto, Aguri Suzuki, sicuramente più bravo come team manager che come pilota, era riuscito assieme a Daniele Audetto ed a tanti validi ingegneri e meccanici a fare le scarpe alla casa madre Honda dopo un solo anno di permanenza in F1.

    Per mancanza di fondi, però, l’avventura finisce qua. A renderlo noto è lo stesso Suzuki che sul sito ufficiale spiega:“Nel 2005 ho chiesto ed ottenuto l’iscrizione della Super Aguri al mondiale di F1. Questo era il mio sogno. Ora devo annunciare il nostro ritiro”.

    Le cause. “Il team ha combattuto contro molti costruttori di automobili e dopo sole 22 gare ha raggiunto i suoi primi punti. I problemi sono nati con l’abbandono da parte di un nostro sponsor e con le conseguenti difficoltà economiche. A peggiorare ulteriormente la situazione ci hanno pensato alcune modifiche ai regolamenti”.

    Le conseguenze. “Per questi motivi – conclude Suzuki – abbiamo deciso di ritirarci dalla Formula 1. Grazie alla Honda siamo riusciti a proseguire fino al possibile ma adesso non possiamo andare oltre”.

    I ringraziamenti. Nonostante sia stata la Honda a decretare la fine del team, Aguri Suzuki mostra parole di gratitudine un po’ dovute alla circostanza e un po’ reali. In fin dei conti è merito del colosso giapponese se l’ex pilota è riuscito a vedere il suo sogno realizzato:“Ringrazio la Honda, la Bridgestone e i nostri sponsors. Ringrazio i piloti che hanno stretto i denti nonostante le condizioni fossero difficili. Ringrazio infine i tifosi che ci hanno sostenuto in tutto il mondo”. Anche in Italia era nato sin dai primi mesi di vita del team, un attivo fans club composto da veri appassionati del nostro sport preferito.