Super Aguri: importanza strategica

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    Risiko

    In molti si saranno chiesti cosa c’entra la Super Aguri. Molti non avranno capito perché Ecclestone ha fatto tanti sforzi per ammettere in F1 un team senza valore, senza macchina, senza squadra e senza piloti. Certo, dal punto di vista sportivo non c’è spiegazione. Ma se si vedono le cose in un’ottica politico-strategica cambia tutto.

    Perché è chiaro che il bisogno di un undicesimo team non lo sentiva nessuno. Già da un po’ di anni le squadre sono dieci e ormai ci si era fatta l’abitudine. Un undicesimo team, poi, inevitabilmente senza speranze di ottenere alcunché dalla pista, è ovvio che – normalmente – non avrebbe senso di esistere.

    Chiuso quindi il capitolo sport. Apriamo quello politico.

    Come è noto la GPMA (Grand Prix Manufacturers’ Association) è l’associazione dei team “ribelli” che contestano alla FIA (ed a Bernie Ecclestone) i loro piani sul futuro della Formula 1. Rifiutandosi di firmare il nuovo Patto della Concordia che entrerà in vigore dal 2008, rischiano di venire estromessi dal mondiale.

    Per fare la voce grossa, però, la GPMA dichiara che, nel caso in cui non fossero accettate le richieste dei suoi team, potrebbe dare vita ad una Serie alternativa in concorrenza con la Formula 1.

    A dare un certo potere a questa Associazione dei Costruttori è il numero dei team che vi aderiscono: Mercedes, Renault, BMW, Honda e Toyota.

    Per portare avanti il nostro ragionamento dobbiamo soffermarci sugli ultimi due. Se Honda e Toyota lasciassero la Formula 1, vi sarebbe un enorme calo di interesse nell’area asiatica. E siccome gli introiti della F1 in quell’area sono sempre crescenti, questa evenienza sarebbe un danno notevole. Un danno talmente grosso che porterebbe la FIA a dover trattare con la GPMA per scongiurare la perdita dei due team nipponici.

    Per questo la FIA e Bernie Ecclestone hanno deciso di cautelarsi con la Super Aguri che – non a caso – è già in accordo con la Federazione. Ecco spiegato come mai i team sono diventati 11 e come mai l’undicesimo non ha nessun valore sportivo.

    In questa specie di Risiko composto da molte battaglie, uno dei fronti più caldi è quello giapponese. Fino a poco tempo fa in mano ai ribelli. Da poco è stato riconquistato dall’Impero. Si spera definitivamente.

    Suona strano ma una volta tanto tifiamo anche noi per il tiranno. La speranza è che gli attuali governanti ci proteggano da un’altra tirannia ancora peggiore, quella dei dissidenti. Il nome non deve ingannarci: si chiamano ribelli ma altro non sono che le grandi case costruttrici che credono che si possa comprare tutto con i soldi, compresa la passione sportiva.

    Forse, anziché “ribelli”, dovremmo chiamargli “prepotenti”. E sarebbe più semplice capire come stanno le cose.