Superbike: droga in un camion Kawasaki

SUPERBIKE - La notizia riportata dal quotidiano britannico “The Telegraph” ha sconvolto il mondo della SBK: nello scorso mese di aprile quattro uomini del Paul Bird Motorsport (la squadra ufficiale Kawasaki nel WSBK) avrebbero subito l’arresto per trasporto di sostanze stupefacenti

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    Superbike: droga nel camion Kawasaki

    SUPERBIKE – La notizia riportata dal quotidiano britannico “The Telegraph” ha sconvolto il mondo della SBK: nello scorso mese di aprile quattro uomini del Paul Bird Motorsport (la squadra ufficiale Kawasaki nel WSBK) avrebbero subito l’arresto per trasporto di sostanze stupefacenti.

    Secondo quanto dichiarato da un agente della United Kingdom Border Agency (l’ente che si occupa della sicurezza dei confini britannici) i quattro sarebbero stati fermati per traffico di droga e poi rilasciati sotto cauzione dopo che erano stati rinvenuti 8 kg di cocaina, 100 kg di cannabis e 71 kg di tavolette di anfetamina.

    KAWASAKI – Gli arrestati risponderebbero – a quanto dichiarato dal quotidiano inglese – a Philip Roe, 40enne guidatore del truck, Gary Matthews, 50enne tecnico dei pneumatici, e i due meccanici Mattia Fontana e Daniel Swyer, rispettivamente di 27 e 32 anni.

    Il Paul Bird Motorsport ha prontamente divulgato un comunicato stampa per presentare pubblicamente la propria posizione: “A seguito delle indiscrezioni riportate dai media, Paul Bird Motorsport può confermare che una quantità di sostanze illecite sono state depositate in un nostro truck quando si trovava ad Assen, in occasione della prova del Mondiale Superbike. Le sostanze illecite sono state scoperte soltanto in un secondo momento, più precisamente quando il truck era di ritorno nel Regno Unito presso il Porto di Dover, in occasione di un esame di verifica da parte di HM Customs.

    Naturalmente questa scoperta è stata uno shock per tutto il team, comprese le persone incaricate di questa verifica di routine. Il team è sicuro che nessun componente della squadra ha qualsiasi tipo di legame con il trasporto di queste sostanze: nessuno di loro è stato trattenuto oltre il tempo di verifica e controllo del truck, tanto da poter riprendere le attività lavorative senza problemi,” continua il comunicato, “Non c’è alcuna correlazione ed ipotesi di coinvolgimento tra il Paul Bird Motorsport e queste pratiche illecite, così come nessun altro componente della squadra è stato interrogato a seguito dell’accaduto. Tutti possono contare sulla piena fiducia da parte dei responsabili del team, mostrando la disponibilità a collaborare con HM Customs per il prosieguo delle indagini.

    La Paul Bird Motorsport conclude dicendo che intensificherà i controlli in materia di sicurezza del veicolo, al fine di scongiurare questi episodi in un prossimo futuro, e conferma che la squadra parteciperà al prossimo appuntamento del WSBK in calendario a Monza.