Superbike Imola 2012: Checa domina in casa, Biaggi si difende

Seconda puntata del Mondiale WSBK ad Imola, dominata dalla moto di Casa, ovvero la Ducati Ufficiale di Checa che in entrambe le due gare ha preceduto Sykes Haslam e Biaggi

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    Checa Ducati 2012

    Premessa:

    la pubblicazione di questo pezzo è stata volutamente ritardata in segno di profondi rispetto e solidarietà nei confronti dello sfortunatissimo rider spagnolo Joan Lascorz, pilota Ufficiale Kawasaki WSBK, rimasto gravemente infortunato il lunedì successivo alla gara nelle prove post-GP di Imola.

    Secondo quanto si sa, sarebbe caduto in modo apparentemente inspegabile nel rettilineo in forte salita che dalla Tosa porta alla Piratella – la più bella curva dell’attuale tracciato Imolese – schiantandosi violentemente contro le protezioni, forse per un improvviso guasto alla sua cavalcatura.

    Dicono pure che, come Rainey (diciannove anni fa, sempre qui in Romagna) od anche peggio di lui, questo giovane possa essere destinato a passare la vita su una sedia a rotelle.

    Paraplegico o addirittura tetraplegico a vita? Dio non voglia.

    A lui, alla sua famiglia ed al suo Team giungano i miei commossi e fraterni auspici di totale – o almeno, soddisfacente – guarigione.

    Coraggio, Joan!

    Donovan

    La seconda prevedibile puntata di questo comunque sempre più appassionante ed equilibrato Circus WSBK 2012, andata in onda qui dall’Enzo e Dino Ferrari di Imola – circuito un tempo bellissimo, autentica Università del Motociclismo (altro che la coeva Assen……..Findlay Dixit!) old style ma ora ridotto quasi ad un kartodromo, svilito com’è da troppe lentissime chicanes e dall’assoluta assenza di un vero rettilineo – ovvero dal circuito di Casa della Ducati, ha ovviamente visto la piena prevalenza della bicilindrica Ufficiale di Borgo Panigale che nelle capaci mani di un Checa pure in forma straordinaria ha messo a segno una facile doppietta, piegando in entrambe le occasioni un tenacissimo Sykes, uno scatenato Haslam – assolutamente mai positivo come oggi in sella alla BMW – ed infine un combattivo ma pure rassegnato Biaggi, che pure ha sfiorato di un niente per due volte il sospirato podio.

    Come volevasi dimostrare.

    Nella sua pista in assoluto preferita, la moto di gran lunga migliore del lotto e come se non bastasse sempre massimamemnte favorita dal regolamento costruito appositamente per lei, ovvero la Ducati 1198R Ufficiale, ha dettato legge nel suo circuito di casa – ormai lento, guidato, pieno di lente chicanes e con marcati dislivelli che magnificano le doti di coppia delle bicilindriche 1200 – anche questo ormai disegnato apposta per le sue caratteristiche.

    La Ducati Ufficiale in forza di tutti i privilegi illecitamente goduti (fin dagli albori della ormai venticinquennale Storia della WSBK, del resto) sta come sempre dominando in lungo e in largo questo inizio di Mondiale 2012, e storicamente qui ha vinto ben cinque gare delle ultime sei: ciò dice davvero tutto.

    QUI invece l’Aprilia, lungi dall’essere quel terribile prototipo MotoGp quale (un ormai sbugiardato e zittito) Bevilacqua l’aveva dipinta stracciandosi le vesti sia a Phillip Island che per tutti i due anni appena trascorsi, ha sofferto oltremisura per le caratteristiche ambientali della pista e per quelle climatiche, risultando addirittura solo terza tra le quadricilindriche in campo dopo la velocissima Kawasaki e l’enormemente migliorata BMW, entrambe al primo doppio podio della loro Storia in WSBK, in assoluto (la Casa Bavarese) o degli ultimi anni (il Marchio di Akashi).

    Biaggi stavolta non poteva davvero fare di più: sempre quarto, sia nella Superpole (per una sbagliata scelta di gomme da qualifica), che nelle due frazioni, sia pure ogni volta vicinissimo ad Haslam (meno di un secondo in Gara1, solo mezzo nella corsa successiva), anche la matematica dimostra come il Corsaro ad Imola si sia dovuto impegnare a fondo e lottare col coltello tra i denti solo per non perdere troppi punti dall’imperante Ducati Ufficiale, che fino’ra ha vinto ben tre gare su quattro solo perchè nella prima si è autoeliminata!

    Tutto sommato The Emperor in condizioni davvero critiche, sia nel comparto gomme che per quanto riguarda il setting – davvero precario in entrambe le corse, come testimoniano i gravi rischi presi e gli inevitabili errori a cui è stato costretto per tentare di mantenere il ritmo dei battistrada – della sua cavalcatura, è tuttavia riuscito a sfoggiare una notevole consistenza in gara ed a rimediare un rispettabile bottino di punti in ottica Campionato PUR in questo tracciato come sempre supremamente avverso sia alla sua RSV4 che a lui stesso, dove l’ultima volta aveva vinto nel ormai lontano 1997 (anno del suo Quarto clamoroso Mondiale Consecutivo) sulla Honda 250 privata di Erv Kanemoto.

    LaPresse

    Questa pista oltre ad esaltare la Ducati (come ovviamente ci si aspettava) ed annichilire l’Aprilia, ha favorito un rimescolamento dei valori in campo favorendo un sostanziale equilibrio tra le quadricilindriche – ovvero tutte le altre Marche a parte l’imperante Ducati stessa – come testimoniato dalle classifiche finali delle due frazioni: nella Prima troviamo quattro Case diverse nei primi quattro posti, e nella Seconda TUTTI e sei i Marchi in lizza nelle prime otto posizioni.

    OVVERO, la bicilindrica Ufficiale arriva sempre prima, ma sotto di lei c’è sostanziale omogeneità a spartirsi le briciole…………:)

    In Gara1 il solito Checa ha sopportato la sfuriata iniziale di Sykes aspettando pazientemente per meta corsa, poi quando ha voluto lo ha passato in tromba andando a prendersi la seconda Vittoria consecutiva della stagione con un distacco consistente, ovvero di 3,2 secondi, rallendando molto nel finale per meglio gustarsi il trionfo in monoruota.

    Il Britannico della Kawasaki ha comunque disputato la sua miglior gara fino a quel momento sull’asciutto, risultando la sua Ninja la sola quadricilindrica in grado di lottare veramente con la Ducati, almeno fino a quando glielo hanno concesso le coperture alla fine eccessivamente usurate, che invece notoriamente la rivale bicilindrica non consuma affatto.

    Haslam è rinvenuto fortissimo dalle retrovie andando infine a riprendere Biaggi che ha avuto il suo bel d’affare per tutta la corsa per mantenere un passo accettabile e per non perdere troppo terreno dai due battistrada, lottando contro un setting chiaramente sbagliato e svantaggiose coperture hard a cui è stato costretto (come quasi tutti i piloti a 4 cilindri) dalle caratteristiche della pista e dalle fredde condizioni climatiche.

    Alla fine Max non è riuscito a ripassare Leon e quindi il podio è stato completato dalla S1000RR Ufficiale davanti alla RSV4 del Corsaro per poco meno di un secondo.

    Quinto ma staccato di una vita (oltre 18 secondi!) dal team mate, è arrivato Laverty con la seconda Aprilia Ufficiale a precedere un deluso ed impreciso Melandri, poi Lascorz ed il sorprendente Zanetti su Ducati privata, tutti abbastanza vicini.

    Solo nono a ben sei secondi dall’italiano è poi giunto Rea, davanti all’altro pilota nostrano Canepa, sempre su Ducati privata a precedere due altre bicilindriche, quelle di Smrz e di Berger (portando a cinque gli esemplari di Borgo Panigale nelle prime dodici).

    Appena tredicesimo il rientrante Hopkins in evidente ritardo di preparazione, a ben 50 secondi da Checa e 13 da Berger.

    Sfortunato Giugliano, DNF sulla seconda bicilindrica Ufficiale. Clamoroso e potenzialmente molto pericoloso l’incidente di Guintoli alla chicane del Tamburello, la cui Ducati nell’abbrivio della caduta strisciando a terra e rientrando paurosamente in pista tagliando la esse ha finito per falciare il malcapitato Davies sull’Aprilia privata Parking Go.

    LaPresse

    Gara2 è stata praticamente una pedissequa fotocopia della frazione precedente, ma stavolta Sykes pareva aver preso un vantaggio considerevole a metà gara ( stabilendo pure alla settima tornata il giro piu veloce) tanto da far sperare in un suo successo addirittura per distacco. Invece, ad un certo punto Tom ha finito bruscamente le gomme e puntualmente Checa lo ha ripreso di nuovo, passandolo agevolmente nel finale di gara pur finendo stavolta con un vantaggio piu risicato, di 1,9 secondi.

    Anche stavolta Biaggi – nonostante la moto un pò risistemata rispetto alla gara precedente – non è riuscito a risuperare Haslam, mancando ancora una volta di pochissimo – ovvero di mezzo secondo circa – un podio che ancora una volta ad Imola gli è sfuggito ultimamente in WSBK, dopo le prudenti corse in difesa nel 2010 (in vista del Titolo che poi ottenne proprio in quell’occasione) e il forzato forfait della scorsa sfortunatissima stagione.

    Occorre infatti risalire al 2009, ovvero all’anno di esordio del Corsaro in sella alla neonata RSV4 per trovarlo secondo in Gara1, dopo essere stato al comando per 18 giri su 21, e quarto in Gara2.

    Max non fu terzo solo per una CRIMINALE manovra di Simoncelli – ai danni del suo stesso compagno di Squadra – alla Variante bassa.

    Del resto lo aveva ben promesso a Rossi, che avrebbe danneggiato in qualsiasi modo Biaggi, come si vantò dopo EGLI STESSO!

    Con quella manovra carogna, perpetrata ripeto a bella posta per sua stessa ammissione, per un pelo non fece cadere sia Max che soprattutto Spies, che seguiva il Corsaro di pochissimo, mandandolo dritto sullo sporco ed a non schiantarsi solo per un pelo contro le protezioni, che come sapete sono vicinissime in quel punto!

    Ben quel giorno rischiò seriamente la vita, o comunque di finire come lo sfortunatissimo Lascorz: Imola non è più da decenni il circuito veloce che era, ma praticamente NON ha vie di fuga adeguate e i muretti sono vicinissimi alla pista, nonchè ben poco protetti.

    Sic non potè ripetere l’impresa di danneggiare intenzionalmente Biaggi anche in Gara1 solo perchè al decimo giro cadde come un sacco di patate alla Tosa……..

    Pertanto, l’ordine di arrivo della seconda corsa è risultato del tutto identico a quello della prima, ma stavolta a finire quinto è stato un redivivo Rea (che, ricordo, è ancora adesso bello pesto dopo il pauroso high side in prova), bravo a mantenersi in piedi dopo un escursione per le terre dopo un uscita di strada lottando ai ferri corti con Laverty, stavolta finito sesto dietro di lui.

    Dietro il portacolori Aprilia (che come in Gara1 si è buscato esattamente 18 secondi 18 dal team mate) si è piazzato molto vicino Smrz con la prima delle Ducati Liberty, mentre alle spalle del ceco finalmente si è visto un decente Camier (out nella prima frazione) con la cenerentola Suzuki Yoshimura, qui di gran lunga al miglior risultato stagionale a completare lo schieramento di TUTTE le SEI Case impegnate nel Mondiale WSBK entro i primi otto posti.

    Nono è risultato Lascorz che ha preceduto il nuovamente scornato Melandri, seguito da un nugolo di Ducati private, pilotate rispettivamente da Guintoli (ancora deludente qui dopo le ottime prestazioni in prova), Berger e Zanetti.

    Di nuovo terribilmente sfortunato Giugliano, autore di una gara fantastica ma incredibilmente fermatosi a pochi metri dal traguardo quando era quinto, pare per una panne di benzina!!

    Assistendo alla scena sembrava di vedere di nuovo lo scoramento di Spies a Monza 2009, altrettanto clamorosamente fermato da una ipersfortuna identica quando già si accingeva alla wheelie del trionfatore a 200 metri dal traguardo…….Il poveretto finì quindicesimo!

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    La situazione della Classifica Piloti vede Checa al comando con 75 punti, seguito da vicinissimo da Biaggi a 71 e da Sykes a 69. Quarto ma già ben staccato è Haslam a quota 47, seguito da Melandri a 46 e da Rea sesto a livello 40. Settimo è Smrz con 30 lunghezze, tallonato da Laverty con 29 e da Guintoli nono con 21.

    La Classifica Costruttori vede la Ducati ovviamente prima con 91 punti, mentre al secondo posto troviamo l’Aprilia con 71 (tutti conquistati da Biaggi) ed al terzo la Kawasaki con 69 (interamente frutto delle imprese di Sykes).

    Quarta è la sorprendente BMW che a 63 lunghezze precede nettamente la già deludente Honda con 40 ed infine la cenerentola Suzuki a quota 15.

    Adesso, la carovana WSBK si sposta verso nord sempre nella vecchia Europa e precisamente in Olanda per il tradizionale appuntamento primaverile di Assen, altra pista che, come e pure ben peggio di Imola, è stata trasformata negli anni da improvvidi e nefasti cambiamenti da pista leggendaria ad un penoso e sommamente ridicolo kartodromo da 4 soldi che NON ricorda neppure lontanamente il tracciato originale, lungo pressochè il doppio ed anticamente originato dalla trasformazione in circuito permanente di un tracciato puramente stradale (esattamente al pari di Imola).

    Insomma, un altro toboga lento, spezzato e corto, ideale terreno di caccia delle bicilindriche e quindi di un Checa in gran forma, che l’anno scorso qui vinse Gara2 dopo essere risultato terzo nella prima frazione dietro a Rea e Biaggi.

    Questi a sua volta fu secondo anche nella seconda corsa solo per aver perso l’appoggio delle pedana nella curva decisiva, mancando per pure sfortuna una Vittoria meritatissima

    Quindi, certamente Checa vestirà nuovamente i panni del favorito d’obbligo per le caratteristiche intrinseche della pista, ma il casalingo Rea – questo notoriamente è infatti il circuito di casa per il suo Team Honda Ten Kate – pur attualmente non troppo in forma ed il sempre straordinario Biaggi faranno di tutto per rovinargli la festa, per non parlare del lanciatissimo Sykes (che però qui in precedenza non ha mai raccolto troppo) in sella alla quadricilindrica adesso più veloce e versatile in assoluto.

    Attenzione anche ad Haslam che sta recuperando alla grande dall’infortunio ed ama particolarmente questa pista in cui ha raccolto sempre ottimi risultati.

    Certamente ad Assen continuerà il duello infinito tra i due soli contendenti al Titolo, con tutti gli altri (Sykes, Haslam, Rea e Melandri compresi) relegati alla lunga al puro ruolo di comprimari.

    Per entrambi sarà vitale non perdere punti con un’eventuale ed inopinata battuta d’arresto, e ciò è tanto più vero per Checa che nonostante le tre squillanti Vittorie su appena quattro gare ha già rimediato uno zero, per sua fortuna nella primissima corsa della stagione.

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    Per tutti questi grandissimi motivi di interesse, per i grandi piloti in campo e per le sempre possibili incognite legate al meteo, non mancate assolutamente di assistere al sublime spettacolo del VERO Campionato del Mondo delle VERE moto, ovvero le nostre amate SBK, ed appuntamento certissimo ed improrogabile in Terra D’Olanda la quarta domenica (infatti solo il Dutch TT del Mondiale Velocità si disputa di sabato ad Assen, per antica tradizione mutuata dall’originale IOM TT) d’Aprile per il terzo elettrizzante episodio di questo incredibile, adrenalinico e drammatico Circus WSBK 2012!

    DONOVAN