Superbike Olanda 2012: ad Assen Ducati domina ma Biaggi guida il Mondiale!

Superbike Olanda 2012: ad Assen Ducati domina ma Biaggi guida il Mondiale!

Terza prova WSBK ad Asse, dove vincono Guintoli e Rea in due gare tormentate dalla alternanza tra pioggia ed asciutto

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    Guintoli 2012 La Presse

    Il terzo incredibile episodio di questo sempre più imprevedibile ed appassionante Circus WSBK 2012, andato in scena qui dall’ormai impresentabile kartodromo olandese di Assen – teatro di un week end asciutto-bagnato drammatico ed assolutamente da brivido – ha di nuovo registrato il dominio completo della Ducati come sempre forte di assurdi ed eterni vantaggi regolamentari, che solo per un errore marchiano di Smrz e per l’inverosimile Hara-Kiri di Checa nella seconda frazione ha evitato alle proprie privilegiatissime bicilindriche di monopolizzare entrambi i Podi delle due Gare, nonchè fortunosamente di buscarsi per almeno altri tre appuntamenti (ovvero fino a dopo Miller!) l’ulteriore penalizzazione di tre chili che pure merita in pieno vista la schiacciante superiorità comunque dimostrata nei fatti (con tra l’altro 4 Vittorie su 6) in questa prima parte della stagione.

    Infatti, in Gara1 troviamo come al solito tutto il Podio monopolizzato interamente da Ducati – la prima al traguardo è addirittura una Clienti, quella del bravo specialista del bagnato Guintoli (arrivato secondo per buona misura in Gara2) qui al primo sospirato successo della carriera in WSBK – mentre tra i piloti delle quadricilindriche troviamo Biaggi assoluto eroe nella bagnatissima seconda parte della frazione, corsa su appena nove giri, l’unica valida per la classifica visto che la prima è stata vanificata dalla bandiera rossa causata dalla pioggia intervenuta improvvisamente ad oltre metà corsa.
    In Gara2 invece solo le già citate autoeliminazioni di Smrz e Checa hanno evitato lo stesso identico scenario visto poche ore prima, favorendo l’insperato successo dell’eroe di Casa Rea, il cui Team Ten Kate ha notoriamente sede a 50 km da questo ormai deturpato circuito, sua abituale pista di collaudo.

    Nonostante i tantissimi colpi di scena asciutto-bagnati, tutto in fondo come previsto, salvo lo stupefacente suicidio di Checa.

    L’incredibile goof monumentale occorso alla prima guida del Team Ufficiale Ducati, negli anni recenti delle competizioni iridate ha il solo precedente illustre dell’altrettanto inglorioso suicidio tecnico-tattico di Stoner – che se ricordate trascinò nella sua folle decisione pure Hayden – a Donington MotoGp 2009.

    Significativamente, questi due incredibili episodi sono avvenuti nell’ambito delle Squadre Ufficiali di Borgo Panigale, indizi certi di un management tecnico debole ed indeciso che in entrambi i casi non è riuscito ad impedire le scelte chiaramente balorde dei suoi piloti.
    In particolare, QUELLA scelta assurda costò storicamente la virtuale esclusione di Stoner dal Mondiale MotoGp 2009: forse a Checa succederà altrettanto, in questa stagione che pure, sulla falsariga di quella 2011, prima di Assen si preannunciava trionfale con già ben tre successi (su 4 corse) in carniere.

    Di fatto qui, ovvero proprio in una pista a lui sommamente favorevole dove l’anno scorso aveva vinto, lo spagnolo ha incassato – dopo le tre sonanti Vittorie stagionali che si uniscono al terzo posto odierno – il secondo zero della stagione in appena sei corse e deve solo ringraziare le enormi difficoltà del Team Ufficiale Aprilia fin dal venerdì se la giornata odierna non abbia assunto le proporzioni del disastro assoluto.

    Tutto sommato quindi a Checa è andata di lusso, perchè nonostante la bella impresa di Biaggi – che in soli nove giri è risalito dalla quarta fila al quarto posto mettendo ancora una volta in luce un Talento fantastico sotto la pioggia – nell’accorciata Gara1, nella seconda corsa The Emperor a causa delle infaustissime prove del Sabato (sfociata nella sua miseranda posizione in griglia), non ha potuto davvero fare di più di un ottavo posto.

    Questo ha limitato molto i danni per Checa, che lascia pertanto Assen con appena UN solo punto di svantaggio su Biaggi, che pure ama questa pista – l’anno scorso fu il più regolare pilota in campo finendo due volte secondo, non dimentichiamolo – e che solo tremende difficoltà tecniche hanno limitato così notevolmente.
    Alcuni commentatori hanno arguito che al Campione Romano sia andata di lusso qui in Olanda.
    IO invece rovescio il discorso completramente ed affermo che ad essersela cavata con pochi danni sia stato invece Checa, che in caso di forma solo normale della RSV4 avrebbe invece subito un deciso, quasi disastroso distacco dal suo più abile portacolori, significativo specie alla vigilia di Monza.

    Infatti, NON certo di fortuna di Max si può parlare per la folle decisione di Checa – ovvero di scegliere la gomma posteriore rain con una pista ormai chiaramente asciutta in assoluto contrasto con TUTTI gli altri piloti in pista: il leader della Classifica semplicemente NON PUO’ E NON DEVE fare simili perniciosissimi azzardi, riservati invece a chi non abbia nulla da perdere – ma di un suo esclusivo goof monumentale, in cui Biaggi non centra un bel nulla.
    Anzi, il Quintuplice Iridato può da parte sua lamentare la puntuale sfortuna di una precaria preparazione tecnica del suo team, che lo fa lasciare Assen con appena 21 punti, ben 19 in meno di quanto racimolato qui l’anno scorso.

    Max Biaggi Phillip Island 12  d

    L’aver perso in fondo la miseria di 5 punti appena su Biaggi dopo un simile disastroso Hara-Kiri dimostra che sia appunto Checa (che ne conquista comunque 16) quello cui sia andata assolutamente di lusso pur dopo il secondo zero su appena sei gare, e dimostra altresì in maniera incontrovertibile come lo spagnolo davvero disponga nettamente della miglior macchina del lotto, così clamorosamente avvantaggiata dai regolamenti da permettergli di restare virtualmente in testa alla graduatoria parziale pur dopo gia il 33% di gare a zero punti!

    Gara1 è stata sicuramente una delle gare più emozionanti degli ultimi tempi in WSBK, con una adrenalinica prima parte vanificata dalla pioggia che ha deciso di rendersi assoluta protagonista di questa tormentata frazione, ripartita poi da zero per regolamento – dopo la scontata bandiera rossa – su appena nove giri bagnatissimi, la prima classifica avendo solo l’effetto di determinare la nuova griglia di partenza.

    Come detto, protagoniste assolute di questa mini-corsa – una gara ad eliminazione dove solo i più accorti ed abili sono arrivati in fondo: Sykes, Haslam e Badovini sono inesorabilmente capitombolati per terra mentre in diverse fasi della corsa erano in testa! – sono risultate le moto ovviamente più adatte (per caratteristiche di coppia ed erogazione) alle condizioni di pioggia, ovvero le Ducati, in particolare la Liberty Racing dello specialista Guintoli, che finalmente ha colto il primo sospirato successo nella Classe dopo averlo sfiorato più volte, prevalendo giustamente sulle due Ufficiali di Giugliano – ottima la sua gara, ma pessimo il gioco di squadra che ne è risultato per il Team Ufficiale di Borgo Panigale – e Checa.

    Biaggi, per vari giri il più veloce in pista, ha lottato da par suo completando una rimonta fantastica partendo dalla quarta fila ed avrebbe potuto fare ben di più – ad un certo momento era secondo dietro al francese in fuga – ma ha ben giudicato come l’eccessivo rischio in questo caso non valesse la candela, limitandosi pertanto a cogliere i 13 sicuri punti del quarto posto (il suo terzo consecutivo dopo i due di Imola) battendo comunque un’altro specialista della pioggia come il team mate nordirlandese Laverty, certamente deluso del risultato finale.

    Dopo le due quadricilindriche ufficiali venete e quella privata bavarese di un Fabrizio finalmente positivo, ovviamente troviamo subito altre due Ducati a seguirle, ovvero quelle altrettanto satelliti di Smrz e Canepa, portando a ben 5 il totale delle bicilindriche fra le prime 8.
    Nono e decimo invece altri due piloti su 4 cilindri, con un opaco BMWista Melandri (più brillante nella prima parte che però ha concluso con un volo spettacolare) a precedere il sorprendente Mercado su Kawasaki, Casa che ha avuto il suo principale alfiere Sykes ben presto out per una clamorosa rottura di motore.

    Gara2 come largamente anticipato prima ha visto l’incredibile suicidio tattico di un Checa evidentemente in stato confusionale, probabilmente alla ricerca di una spasmodica rivalsa anche per lo smacco subito in Gara1 dal giovane team mate Giugliano.
    Questo stato psicologico lo ha portato semplicemente a sragionare, follemente scommettendo sulla pioggia imminente pur con una pista in partenza quasi competamente asciutta, col bel risultato di dover quasi subito rientrare a cambiare le gomme completamente distrutte dopo pochissimi giri.

    La scelta più azzeccata è stata quella del local hero Rea, con addirittura la slick hard posteriore che ha garantito alla sua altrimenti scarsamente competitiva CBR1000RR una prestazione costante anche a fine gara.

    Rea SBK_Assen_Gara2_ La Presse

    A proposito di scelte errate di coperture, possiamo citare a riguardo Smrz ed Haslam, entrambi con una intermedia all’anteriore: il primo dopo aver lungamente condotto la gara ha buttato via un sicuro Podio mentre era terzo, mettendo incautamente le ruote sull’erba fradicia – ed ovviamente volando via – per la troppa fretta di doppiare un attardato, mentre l’inglese ha compiuto un mezzo miracolo arrivando comunque al quinto posto finale.

    Dopo Rea e l’ispirato Guintoli – che lascia Assen col maggior bottino di punti, ovvero 45 – un buon Laverty ha riscattato lo smacco subito da Biaggi in Gara1 acchiappando il primo podio della stagione, sia pure a oltre 12 secondi dal vincitore, precedendo in volata Melandri.
    Dietro il già citato Haslam quinto – battuto a sua volta dal ravennate per appena due millesimi – troviamo poi ben staccato l’altro vero deluso (assieme a Checa) della giornata, vale a dire il bellicoso poleman Sykes che dopo aver promesso tantissimo rientra a casa con le proverbiali pive (e soli 10 punti) nel sacco.

    Dietro al britannico sono arrivati staccatissimi Badovini ed a ruota il rassegnato Biaggi appena ottavo, stavolta incapace a risalire oltre questa posizione dalla infelicissima diciassettesima posizione in griglia rimediata nella nera giornata di prove ufficiali.
    Molto meno brillante stavolta è risultata la prova di Giugliano, nono a oltre 4 secondi da Max a precedere Fabrizio ed Hopkins (come al solito scarognatissimo e pertanto puntualmente caduto in Gara1).
    Come diffusamente anticipato prima, Checa a causa del forzato cambio gomme ad inizio corsa è attivato solo diciassettesimo, pertanto fuori dalla zona punti collezionando il secondo zero della stagione.

    Brutta – e molto seria per le conseguenze, ovvero la frattura di due vertebre cervicali, per fortuna pare senza alcuna compromissione midollare – la caduta del Canadese McCormick sulla quarta Ducati Liberty, che pertanto resta subito libera dopo appena la terza prova.
    Segnalo in WSS la straordinaria Vittoria bagnata di Lanzi, colta correndo addirittura come wild card nel suo clamoroso ritorno alle gare Iridate dopo tanto tempo: fossi nel Team Liberty Effenbert, chiamerei proprio il Romagnolo (da sempre specialista Ducati) per la sua quarta moto lasciata provvisoriamente libera dallo sfortunato Canadese.

    La Classifica parziale Piloti dopo tre appuntamenti e sei gare vede al comando Biaggi a 92 lunghezze, seguito a ruota da Checa a 91, mentre terzo è Sykes con 79. Quarti a pari punti a quota 66 risultano Guintoli e Melandri, tallonati da vicino da Rea a 65.ed Haslam a 58.
    Laverty è ottavo a 56: dietro al nordirlandese troviamo ormai irrimediabilmente staccati Smrz con 39 e Giugliano decimo a 37.
    La graduatoria Costruttori vede ovviamente di gran lunga prima la dominatrice Ducati con 136 seguita da lontano dall’Aprilia con 100 e dalla sorprendente BMW a quota 86.
    Terza tra le 4 cilindri è la Kawasaki con 85, seguita dalla Honda (oggi al primo successo stagionale) a 69. Sempre ultima è la cenerentola Suzuki a quota 20.

    Come accennato sopra, la prossima attesissima prova sarà tenuta già il primo week end di Maggio a Monza, teatro l’anno scorso del vergognoso e truffaldino scippo di una ben meritata Vittoria di Biaggi in virtù di un pretestuoso cavillo regolamentare – e neppure applicato a tutti come abbiamo ben visto, ma solo ai piloti scomodi – guarda caso sommessamente eliminato in tutta fretta dopo quel turpe misfatto.
    Assieme a Portimao – ed in misura minore, Aragon: il Moscow Raceway pure promette bene a riguardo, ma è troppo nuovo per poterlo giudicare con sicurezza adesso – la storica pista lombarda rimane, seppur notevolmente rallentata rispetto ai suoi tempi gloriosi, quella più veloce del Mondiale WSBK.

    Qui Biaggi – compatibilmente con l’evidente crisi tecnica del suo Team palesata qui ad Assen – deve assolutamente puntare al doppio successo sperando nel contempo in due piazzamenti opachi per Checa, vale a dire quanto esattamente capitò nella trionfale stagione 2010 del Quintuplice Iridato.

    A Monza finalmente, dopo tanti circuitini-kartodromo, le quadricilindriche potranno dire la loro, dunque attenzione a quelle più competitive, ovvero le redivive BMW (ancora alla ricerca della prima Vittoria nella Classe!) di Melandri ed Haslam e la velocissima verdona Kawasaki di Sykes sempre poleman fin’ora. Altri sicuri protagonisti saranno i nordirlandesi Laverty (due volte a segno a Monza 2011 viste le disavventure e le clamorose rapine subbite dal team mate Biaggi) e Rea, mentre in agguato – pronte ad approfittare di eventuali pasticci degli avversari – come tante tigri ci saranno sempre le Ducati (Ufficiali e non) fin’ora dominatrici assolute della stagione.

    Sicuramente dunque i vari e speziati ingredienti per un sublime week end Monzese ci sono veramente tutti, dall’ansia di riscatto delle quadricilindriche fin’ora schiacciate dallo strapotere Ducati al desiderio di queste ultime di non restare fuori dai giochi neppure in una rarissima pista veloce, all’infinito duello dei due soli veri pretendenti al Titolo, ovvero gli eterni duellanti Biaggi e Checa.

    Checa Ducati 2012

    Pertanto, NON prendete assolutamente impegni per il primo fine settimana di Maggio, ed appuntamento certissimo ed immancabile in Terra Italiana a Monza, l’Antico Tempio della Velocità Italica e Mondiale (storicamente, assieme alla NordSchleife del vecchio Nurburgring stradale ed allo IOM TT), per un nuovo eccitante spettacolo di questo drammatico, adrenalinico ed eternamente insostituibile Circus WSBK 2012!

    DONOVAN

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