Tamada – RC211V : Questione di feeling

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    Makoto Tamada - Team Honda Konica Minolta

    Dopo l’exploit del 2004, Makoto Tamada, pilota di punta del team Honda Konica Minolta, si appresta a vivere un nuovo finesettimana duro per quel che riguarda il set-up della sua moto. Come lui stesso confessa, il feeling con la rc211v non è stato ancora affinato e, sebbene abbia dalla sua un intero team a dargli sostegno, i risultati tardano ad arrivare:

    “Al Sachsenring è sempre meglio non trovarsi nella condizione di dover recuperare. Il tracciato è tortuoso, non ci sono lunghi rettilinei e, soprattutto nella prima parte, è difficile superare perché la pista è molto stretta. Nei giorni scorsi, nei test fatti a Suzuka non ho mai abbassato il livello di concentrazione. Torno in Europa pronto a riprendere il lavoro con il mio Team, cercando di trovare finalmente il feeling con la mia Honda RC211V che non è ancora ottimale.”

    Il team manager Gianluca Montiron ribadisce ancora una volta tutto il suo impegno, e quello del team, per far sì che si ottenga il massimo risultato :

    “Dopo qualche giorno di sosta che hanno seguito le tre gare Europee consecutive, siamo già pronti per rimetterci al lavoro ed affrontare il decimo GP di uno dei campionati più combattuti degli ultimi anni. Tutti noi del KONICA MINOLTA Honda Team siamo pronti, come al solito, a fornire il massimo supporto tecnico e morale a Makoto, per permettergli di affrontare la gara nel migliore dei modi. La pista del Sachsenring è un tracciato che fin dalla sua introduzione nel calendario del Motomondiale ha incontrato pareri contrastanti tra gli addetti ai lavori. C’è chi lo ritiene troppo stretto e tortuoso per la potenza delle MotoGP e chi, invece, considera divertente e spettacolare l’impegno che i piloti devono mettere nel controllo delle loro moto su questa pista ricca di cambiamenti di ritmo.”

    Il tracciato è molto tortuoso e, se per alcuni molto divertente, rimane comunque uno dei più impegnativi, come ci racconta Giulio Bernardelle, Direttore Tecnico :

    “Il tracciato, in cui si gira in senso antiorario, inizia con un breve rettilineo in salita in cui le MotoGP scaricano tutte le sei marce di cambio settato, necessariamente, con una rapportatura molto corta. La prima parte della pista è quella più lenta, caratterizzata in particolare da due lunghi tornanti che costringono i piloti a restare per molto tempo in piega. Poi le curve diventano via via più veloci, fino al rettilineo di ritorno in discesa, il secondo punto in cui le MotoGP sfiorano i 300 km/h. Il giro si chiude con due curve a sinistra in successione che i piloti affrontano in terza marcia.”