Petrov, eresia contro il circuito del Mugello: “Troppo pericoloso”

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    Vitaly Petrov

    Abituati a correre nel deserto, capita che alcuni arrivino quasi all’eresia. Protagonista, Vitaly Petrov. Per il russo della Caterham, il tracciato del Mugello – scelto come sede dei test infra-campionato – è troppo pericoloso per le monoposto di Formula 1.

    Cosa teme Petrov? Le due curve dell’Arrabbiata? «Penso che non saremmo dovuti venir qui, non è sicuro e largo abbastanza», ha sentenziato Vitaly. Che poi ha proseguito: «Se perdi la macchina, le barriere sono così vicine che vai a sbattere contro le gomme». Bene, verrebbe da rispondergli, mettiamo centinaia di metri di vie di fuga e allontaniamo ancor di più il pubblico.

    «Non è adatto alla Formula 1, se hai un problema allo sterzo o si abbassa la pressione delle gomme, hai un grande incidente». Giustificazioni che appaiono disarmanti, tanto più considerando i progressi enormi in termini di sicurezza delle attuali monoposto. Le lamentele di Petrov fanno seguito a quelle di alcuni anni addietro, quando anche Coulthard si lamentò del tracciato toscano.

    Fortuna che tra i piloti presenti a queste prove Petrov sia stato l’unico a trovare il coraggio di lamentarsi, mentre altri suoi colleghi, ad esempio Mark Webber, hanno apprezzato l’impegno che richiede un tracciato vero. Su twitter, l’australiano ha scritto: «Ho fatto 10 giri sull’asciutto oggi (ieri; ndr) al Mugello, che è come farne 1000 ad Abu Dhabi in termini di piacere». Anche Ricciardo si è unito al coro: «Amo guidare la bestia qui. Bel circuito veloce».