Tomizawa morto in pista? Sospetti sulla Dorna!

Tomizawa morto in pista? Sospetti sulla Dorna!

A due giorni dalla scomparsa di Tomizawa, piomba nel momento di cordoglio una clamorosa indiscrezione

da in Moto2
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    Sono appena passati due giorni dalla tragedia di Shoya Tomizawa che ha scosso la coscienza e la sensibilità di appassionati e no del mondo delle due ruote che la vicenda si arricchisce di particolari squallidi. Tutto comincia quando Jorge Lorenzo, appena sceso dalla moto (quando non poteva sapere ufficialmente della morte di Tomizawa) ha commentato in mondovisione la scomparsa del pilota giapponese in diretta mondiale: “si, si, lo sapevo”. Ma come, Tomi non si è spento alle 14:19, come confermato dal Dottor Costa? Dorna invasa dai sospetti!

    A due giorni dalla scomparsa del diciannovenne Shoya Tomizawa, una clamorosa, quanto macabra indiscrezione, piomba nel momento di cordoglio e di riflessione Secondo il quotidiano La Repubblica il giovane corridore sarebbe deceduto in pista, ma la notizia è stata data dopo per consentire che le gare proseguissero senza interruzioni.

    Domenica, tutti abbiamo scambiato Lorenzo per un pazzo, un pilota che ancora scosso dall’adrenalina della corsa si sia confuso nella risposta data al collega. Ma poi, quando gli si chiede: “come facevi a sapere?”. Jorge ha sempre glissato rifugiandosi nel suo spagnolo e cercando di parlare della sua gara. Così l’orribile sospetto, che Tomizawa sia morto in pista, si fa strada e trova conferme.

    Una differenza non da poco perché con un pilota morto in pista e non fuori dall’autodromo si dovrebbe aprire un’inchiesta diversa da parte della magistratura e le gare non sarebbero proseguite senza la benchè minima interruzione.

    Il procuratore della Repubblica di Rimini, Paolo Giovagnoli, ha aperto un’inchiesta sulla morte del giovane giapponese per valutare l’ipotesi di reato da formulare a carico di ignoti, anche se appare probabile che si tratterà di omicidio colposo.

    Il magistrato, dopo l’ispezione esterna del corpo del giovanissimo centauro, eseguita ieri, disporrà a breve l’autopsia: a quanto si è appreso si vuole accertare innanzitutto se abbia avuto conseguenze sul decesso del pilota la sua caduta dalla lettiga dei soccorritori, avvenuta proprio perchè uno di loro era inciampato nella ghiaia a bordo pista.

    Ma da dove arrivano i dubbi della morte di Shoya sull’asfalto di Misano? Da tanti punti. Primo: perché trasportare un ferito così grave in ambulanza e non in elicottero? Secondo, Valentino Rossi ha detto: “quando ho visto l’ambulanza andare così piano ho capito”. Appunto, un mezzo di soccorso procede lentamente per due ragioni: o il paziente non è grave; oppure non c’è più niente da fare.

    E le dichiarazioni di Lorenzo a fine gara?

    Perché poi il giovane è stato trattato come un sacco di patate e mosso senza nessun rispetto, è una domanda lecita che non troverà mai una cortese risposta. E ancora, perché non è stata data almeno la bandiera rossa per pulire la pista dai detriti? Il sospetto cresce.

    Inoltre, da alcune testimonianze raccolte tra i presenti sugli spalti della pista e vedendo che la gara non è stata interrotta, insieme alla lentezza con cui soccorrevano il povero giapponese, si era diffusa la sensazione che nonostante la terribile carambola l’entità dell’incidente non fosse così grave. Purtroppo ci sbagliavamo.

    Poi a fine corsa, lo speaker si è degnato di annunciare ciò che ormai sapevano tutti. Ci ha detto che le bandiere sarebbero state messe a mezz’asta e non ci sarebbero state le hostess sul podio.
    Allo speaker, comunque, va riconosciuto il tentativo di creare un clima più sobrio durante la premiazione ma parte del pubblico non gli interessava nulla della morte di Tomizawa e continuava a far suonare le trombe.

    Fissando il podio dove lo champagne veniva versato per una festa che, gente con un minimo di compassione umana, non avrebbe dovuto far celebrare e senza entrare nel merito di un’eventuale decisione di fermare le gare per prestare i soccorsi e non permettere che la logica spietata dello spettacolo prevalga sulla vita umana.

    I soliti sospetti sul comportamento della Dorna, organizzatrice del Motomondiale, salgono esponenzialmente e chi piange la scomparsa di Shoya è in attesa di risposte chiare e precise.

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