Tourist Trophy: il fascino antico delle due ruote

Ogni anno a cavallo tra maggio e giugno si svolge sull'isola di Man la gara piu' affascinante della storia del motociclismo: il Tourist Trophy

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    C’e’ una gara, nel panorama mondiale delle corse in moto, che ha un fascino particolare che la rende unica e amatissima dai tantissimi piloti che ogni anno la disputano: il Tourist Trophy. Nei circa 60 km del suo percorso sull’isola di Man si sono impegnati tutti i piu’ grandi piloti del passato, da Omobono Tenni che riporto’ la prima vittoria italiana nel 1937 con una Motog Guzzi a Giacomo Agostini, Mike Hailwood, Geoff Duke e Carl Fogarty.

    Dal 1976 non e’ piu’ una gara che fa parte del motomondiale a causa della pericolosita’ del circuito, che a dire il vero un circuito non e’ perche e’ praticamente la strada normale dell’isola con tutti i suoi pericoli tipici delle strade urbane: marciapiedi, alberi, avvallamenti e nessuna via di fuga. Nella storia del TT sono state tante le vittime, sicuramente troppe ma il fascino che ha questa gara spinge piloti da tutto il mondo sull’isola, addirittura famiglie che partecipano per tradizione, padri contro figli o mariti contro mogli.

    Basta solo un dato a far capire la pericolosita’ di questa competizione: la velocita’ media e’ superiore ai 200 Kmh! Il record assoluto appartiene al dominatore delle ultime edizioni John McGuinness che in sella alla Honda CBR1000rr nel 2007 chiuse il giro in 17’21″99 alla velocita’ media di 209,780 kmh.

    Si potrebbe dire che si tratta di pazzi scatenati senza un briciolo di buon senso, che si piazzano a manetta in mezzo alle case, ai boschi, a tutti i pericoli che ha una strada “normale”: ma questa analisi e’ solo superficiale e non riesce a carpire il segreto di una gara come questa che unisce la voglia di avventura, l’amore per la velocita’, la passione che spesso sfocia nella pazzia tipica di ogni motociclista che si rispetti.

    In Italia la gara dell’isola di Man e’ snobbata dai media e quindi di conseguenza dal grande pubblico, probabilmente perche’ viene considerata “politically uncorrect” vista la sua pericolosita’ e il cattivo esempio che potrebbe dare ai giovani. Ma conoscere la storia del TT aiuta non solo a conoscere i grandi piloti del passato ( il motociclismo non e’ nato con Valentino Rossi) ma a capire la vera essenza dello sport delle due ruote.