USA SBK 08: uno scatenato Checa riapre il Mondiale!

commento del gran premio di superbike 2008 negli stati uniti dove ha vinto carlos checa ed ha riaperto la stagione

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    uno scatenato Checa riapre il Mondiale!

    Questa inedita ed emozionantissima puntata del Mondiale SBK, andata in onda qui in questa nuovissima e splendida pista del Miller Park, presso Salt Lake City (Utah), con i suoi mille colpi di scena ha visto uno scatenatissimo Checa letteralmente dominare le due gare dopo aver conquistato anche la Superpole, e riaprire a tutti gli effetti un Mondiale che sembrava quasi già archiviato anzitempo a favore di Bayliss, decisamente sfortunato oggi con una drammatica caduta in Gara 1 ed un ritiro nella frazione successiva.

    Al tempo stesso, abbiamo assistito a due grandi corse di un positivissimo Fabrizio, che per una volta ha preso il posto dello sfortunato Team mate negli onori della cronaca, nonchè di un pimpante Max Biaggi decisamente ritrovato dopo la sfortuna nera e gli infortuni degli ultimi appuntamenti iridati, anche se in Gara 1 ha dovuto precocemente subire un clamoroso danneggiamento da parte del solito scorrettissimo Haga (caduto del resto, come giustissima nemesi, come un emerito pollo qualche giro dopo).

     

    Ragazzi, che pista!! Per chi sia costretto a vedere ogni anno tanti circuitini – ciofeca europei, veri indecentissimi kartodromi da quattro soldi come ad esempio il Sachsenring, Le Mans, Jerez e l’ormai assassinato Assen attuale (indegno fantasma della bella pista che era), il poter ammirare finalmente un impianto realmente splendido come questo di Miller Park è decisamente una autentica gioia per gli occhi di ogni vero motociclista, uno spettacolo che mette letteralmente l’acquolina in bocca, e fa un gran bene al cuore.

    Bellissima, varia, larga, nonchè magnificamente lunga (primatista in questo senso nel Nord America), questo superbo e recentissimo tracciato – inaugurato nel 2006 -  con la bellezza di 24 curve quasi tutte diverse tra loro, e realizzato con i più avanzati e spinti criteri di sicurezza (non c’è la benchè minima traccia di un guard rail manco a pagarlo oro, e gli spazi di fuga sono enormi) è davvero una lezione memorabile sul come si debba disegnare una pista con la P maiuscola, finalmente degna di questo nome. Bayliss dice che ricorda il Qatar, e forse ha ragione, ma è una Losail al cubo, ingigantita ed ipervitaminizzata!

     

    Proprio l’asso australiano, però, è stato lo sfortunatissimo protagonista in negativo di questa peraltro esaltante giornata di sport, splendidamente rappresentata in un altrettanto fantastico scenario superbamente dominato dalle Rocky Mountains. Arrivato qui con un enorme vantaggio di punti, che pareva quasi aver ammazzato anzitempo il Mondiale SBK, Bayliss con questa inopinata doppia battuta d’arresto odierna se ne riparte sì ancora in testa in classifica con gli immutati 194 punti, ma con quasi alle calcagna uno scatenato Checa a quota 166, che con questo perentorio doppio successo ha ormai degnamente preso il posto di Toseland come vero leader del Team Honda Ten Kate.

     

    Per Carlos questa è stata davvero una giornata di primati, quasi una autentica rinascita sportiva.

    Prima gara vinta in dieci anni (ultimo successo addirittura nel 98 in 500, vincendo a Jarama con la Honda Pons sul compianto Norick Abe!), prima Superpole conseguita, prima vittoria in assoluto in SBK della carriera (coincidente fra l’altro con il centesimo successo Honda in SBK!), per giunta subito bissata in Gara 2!

    Saluto con grande ammirazione il completo risveglio di questo forte pilota, che del resto aveva conseguito alcuni brillanti piazzamenti anche l’anno scorso in MotoGp, seppur in sella ad mezzo non particolarmente competitivo.

     

    Gara 1, orfana di un giro causa ritardata partenza (che ha comportato un giro di ricognizione supplementare) ha visto Checa partire male per poi recuperare brillantemente, e prendere la testa al nono giro per non mollarla più fino all’arrivo, mentre alle sue spalle avvenivano le cadute di Laconi e di Bayliss, quest’ultima particolarmente drammatica, visto che il Campione australiano, spettacolarmente disarcionato dalla sua 1098 come da un cavallo selvaggio, è stato evitato per un pelo da più di un concorrente una volta a terra!

     

    Appena nei primi giri, poi, quell’emerito cretino di Haga ha mandato fuori pista Biaggi – partito velocissimo in terza posizione – con una solita scorrettissima manovra delle sue, un numero fra i più dementi del suo già infame repertorio. Il giapponese, seriamente infortunato con una clavicola rotta, ovviamente non avrebbe dovuto neppure trovarsi in pista, e chi lo ha autorizzato a partire dovrebbe davvero cambiare mestiere. Ha perfettamente ragione Batta, che ha dichiarato come Haga abbia dimostrato ancora una volta di essere solo un pericolo per sè e per gli altri, e che non avrebbe dovuto assolutamente essere lasciato partire! Max, rientrato solo in diciottesima posizione, si è poi lanciato in una entusiasmante e velocissima rimonta che lo ha portato finire nono sul traguardo. Come giustissima nemesi, Haga è poi finito a terra qualche giro dopo.

    Alle spalle di Checa si sono piazzati nell’ordine Corser e Fabrizio, che ha disputato una gara brillante e tutta in rimonta, regolando alla distanza un Max Neukirchner che aveva promesso molto nelle prime fasi della corsa, e che a sua volta ha preceduto il team mate Nieto.

     

     

    In Gara 2 si è ammirata la stessa battaglia per il comando già verificatasi nella prima frazione tra Checa e Neukirchner, con Biaggi a lungo in terza posizione davanti alla coppia Yamaha. Putroppo Max ha poi commesso un piccolo errore a qualche giro dalla fine, andando largo in una curva e perdendo così la possibilità di aggiudicarsi quel podio che oggi avrebbe davvero meritato.  The Emperor - come sempre lo chiamava lo speaker americano - ha poi risuperato prontamente Haga (mentre Corser cadeva con una spettacolare scivolata) ma è stato poi raggiunto e superato dall’amico Fabrizio, in sella ad un mezzo nettamente superiore al suo ma comunque davvero in stato di grazia, che con un’ennesima  corsa tutta in salita ha conquistato un’altra brillantissima terza piazza, bissando il risultato della prima frazione. Comunque sia Max, ancora seriamente handicappato dai noti infortuni, col quarto posto finale ha disputato una seconda frazione veloce e brillante, indubbiamente foriera di future prestazioni ancora migliori che il Campione Romano sicuramente merita, anche per la grande sfortuna patita in questa prima parte della stagione! A proposito di malasorte, va rimarcata ovviamente quella di Bayliss pure in Gara 2, che dopo una corsa nelle primissime posizioni è stato di nuovo costretto ad abbandonare, questa volta appiedato da noie meccaniche al cambio.

     

    Dunque, ricapitolando, il delusissimo alfiere della Ducati Ufficiale lascia così gli USA a secco di punti, e rimanendo a quota 194 vede avvicinarsi pericolosamente in classifica Checa, ormai a 28 punti da lui con ancora più di metà Campionato ancora da disputare. In terza posizione Neukirchner a quota 144 (a 22 lunghezze dal lanciatissimo spagnolo) a sua volta precede Nieto, Haga e Corser racchiusi in un ristrettissimo fazzoletto di appena cinque punti, da quota 126 a 121. Staccatissimi ed ormai apparentemente fuori dai giochi seguono Xaus, Fabrizio e Biaggi.

     

    Per tutti, l’appuntamento per la rivincita sarà fra due settimane in Germania, nello storico scenario del gloriosissimo Nurburgring.

    Arrivederci dunque nella Vecchia Europa per la prissima puntata di questo avvincente sceneggiato targato World SBK!