USA WSBK 09: a Miller Park la rivincita di Spies

Nuovo episodio della Saga WSBK al Miller Park nell Utah in Usa, domionio assoluto di Ben Spies che vince entrambe le frazioni, gara 1 su Checa e Gara 2 su Fabrizio, mentre il capolista Haga perde molto terreno arrivando nono ed ottavo rispettivamente

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    a Miller Park la rivincita di Spies

    La nuova puntata di questa incredibile Saga WSBK 2009, andata in onda qui dal bellissimo circuito del Miller Park, incastonato tra le maestose Montagne Rocciose dello Utah, ha visto l’atteso e completo successo di uno Spies letteralmente devastante che incasella la seconda doppietta della stagione e riduce grandemente lo svantaggio che lo separa dal capolista Haga,

    oggi incappato nella più misera figura della stagione, mentre il suo posto come leader della Ducati Ufficiale è stato preso dal team mate Fabrizio che per contro secondo me ha disputato uno dei suoi miglior Gp dell’anno, arrivando brillantemente terzo e secondo nelle due frazioni.

    La rivincita del Migliore, ovvero del grandissimo Ben Spies.

    Il mio facile pronostico della vigilia è stato ovviamente centrato.

    Oggi nessuno al mondo avrebbe resistito a Spies, che ha sfoggiato per l’occasione un nuovo casco che riportava orgogliosamente la Lone Star, la stella solitaria simbolo del suo Stato natale, ma occorre dire come questa meravigliosa pista non centri molto con il fantastico doppio successo odierno.

    Sebbene infatti Ben conosca questo pur nuovissimo circuito come le sue tasche, oggi il genio Texano, troppo superiore ad ogni avversario, avrebbe vinto su qualunque tracciato al Mondo. Dopo le sfortunatissime disavventure italiane e sudafricane, che gli sono costate una marea di punti, ma che non ne hanno evidentemente piegato lo spirito, oggi la sua ferrea volontà di rivincita sugli avversari è risultata infatti semplicemente irresitibile, e lo sarebbe stata, ripeto, su qualunque pista del pianeta.

    Spies ha sfoggiato fin dal primo giro di Gara 1 la sua Classe superiore, in forza della quale ha condotto entrambe le (o meglio, le tre, visto che la prima corsa è stata divisa in due causa incidente) corse conducendole tutte dal primo metro fino all’ultimo, quasi ridicolizzando gli avversari e gestendo saggiamente il vantaggio accumulato.

    Il solo che ha saputo sottrarsi alla debacle generale della attonita concorrenza è stato come detto un volitivo Fabrizio, specie nella seconda frazione dove non ha mai mollato il leader se non nelle ultimissime tornate di gara.

    Per contro, il Miller Park ha ormai una giovane tradizione negativa verso la prima guida Ducati.

    L’anno scorso infatti qui Bayliss incasellò un doppio zero causa una pericolosa caduta (quando rialzandosi si ritrovò in mezzo alla pista con moto che gli sfrecciavano vicinissime) nella prima frazione ed una rottura nella seconda, ed oggi Haga, caduto malamente in prova esattamente come nella passata stagione – quando si fratturò una clavicola, pur correndo poi lo stesso – ha rimediato due bruttissime figure finendo nono ed ottavo, rimanendo sempre nelle retrovie, senza il benchè minimo guizzo da campione (che il giapponese, appunto, notoriamente NON E’, nè è mai stato) pur cavalcando quella che rimane di gran lunga la migliore moto sulla piazza, il suo posto nell’occasione saldamente nelle mani del team mate.

    Fabrzio Michel

    Qui Haga ha dunque perso parecchi punti a favore non solo di Spies, ma appunto anche rispetto a Fabrizio, tornato terzo in classifica dietro il Texano che pur trovandosi ancora alla rispettabile distanza di 53 punti dalla vetta, ha sensibilmente accorciato uno svantaggio che prima di questa prova americana appariva quasi incolmabile. Adesso praticamente tra i primi due c’è l’equivalente in punti di un intero Gp, vale a dire che se Nori dovesse incappare in un altra sola giornata storta, Ben gli piomberebbe inesorabilmente addosso, avendo l’asso texano probabilmente esaurito la sua scorta di ormai proverbiale sfortuna nera, senza la quale ora sarebbe del tutto meritatamente in testa al Mondiale!

    Infatti, conti alla mano, avendo superato proprio qui la boa di metà Campionato (che cadeva esattamente dopo Gara 1 del Miller Park, essendo 13 i Gp in totale) restano ancora sei gare alla fine di giochi e dunque ben 300 punti teoricamente assegnabili, e quindi Spies potrebbe benissimo avere modo e tempo di riagguantare il rivale giapponese. Basterebbe un altro stop di Haga, ripeto, per riaprire completamente un Mondiale che dopo Kyalami sembrava ormai irrimediabilmente assegnato.

    In passato simili rimonte le abbiamo già viste, per esempio nel 2002 quando Bayliss, pur nettissimamente avanti in classifica nella prima parte del Campionato, riuscì a perdere il Titolo ad opera di Texas Tornado Edwards proprio all’ultimissima epica sfida di Gara 2 ad Imola, oppure più recentemente appena due anni fa, quando Toseland pur forte di un vantaggio apparentemente incolmabile a circa metà stagione appena dopo il doppio successo casalingo di Brands Hatch, vide alla fine ridursi quasi completamente la sua scorta di punti e dovette giocarsi il Titolo proprio all’ultima gara di Magny Cours contro Biaggi (che, vedi un po il caso, fu buttato fuori in Gara 1 da una carambola innescata proprio dall’inglese) e lo stesso Haga – che mise a segno una doppietta vincente nelle frazioni finali – arrivando infine rocambolescamente a vincerlo con una dose di fondoschiena veramente enorme, esattamente come del tutto fortunosamente si aggiudicò il suo primo Campionato Mondiale SBK tre anni prima, sempre ai danni di Haga, sua vittima preferita, e di Laconi.

    Nell’occasione, i colleghi di Motosprint lo definirono “Tremoland” cambiandogli opportunamente il nome nei titoli di copertina, neologismo estremamente adatto a definire il suo conigliesco, utilitaristico e meschino comportamento nelle due decisive gare francesi……..:)

    Come detto, Gara 1 ha avuto due frazioni distinte e quindi due diverse partenze, a causa di un incidente occorso a Muggeridge che ha determinato la sospensione della gara dopo appena sette giri, ed una classifica finale determinata dalla somma dei tempi delle due, con tutta la confusione e l’incertezza del caso.

    In questo bailamme generale, a parte il chiarissimo vincitore Spies spicca il buon risultato delle Honda sempre molto a loro agio su questa pista, a cominciare ovviamente dal secondo posto di Checa – che evidentemente adora questo tracciato avendovi vinto due volte lo scorso anno – per proseguire dal quarto e quinto rispettivamente di Kiyonari e Rea arrivati entrambi dietro un Fabrizio buon terzo ma attardato da due partenze disastrose.

    Dietro questi troviamo vicinissimo come tempo totale Biaggi, volitivo e veloce ma che ha forse risentito più degli altri del frazionamento di Gara 1 in due tronconi per evidente deconcentrazione, risalendo comunque fino alla sesta posizione dalla quarta fila dopo prove ed una Superpole assolutamente da dimenticare. Altri due secondi e rotti recuperati e Max sarebbe arrivato quarto……..

    biaggi usa

    Gara 2 ha visto ancora un nuovo trionfo di Spies sempre assoluto dominatore della corsa, anche se meno nettamente rispetto alla prima frazione, con un determinatissimo Fabrizio che lo ha tallonato a breve distanza per oltre metà gara per poi cedere vistosamente nel finale, incapace di reggere il martellante ritmo dell’asso texano.

    Di nuovo dietro a loro si sono distinte le Honda, con però assai minor fortuna che in Gara 1, visto le cadute prima di Checa e proprio alla fine anche di Haslam – in ombra e solo decimo nella prima frazione – che purtroppo ha vanificato un’ottima corsa mentre lottava tenacemente con Rea per il gradino piu basso del podio, consegnandolo così all’irlandese e dando via libera a Biaggi per un fruttifero quarto posto finale davanti all’altra Honda di Kiyonari.

    Il buon risultato complessivo dell’Aprilia è stato poi completato dal settimo posto di Nakano, oggi in buona forma ma sfortunatissimo in Gara 1 perchè pur essendo caduto, non è riuscito a rientrare in tempo al traguardo dietro alla bandiera rossa per poter essere ammesso alla seconda parte della gara.

    Dietro al giapponese è finito ottimo sesto Smrz, ancora una volta primo delle Ducati private.

    Dando un rapido sguardo alla classifica dopo la prova statunitense, dietro il trio di testa chiuso da Fabrizio a quota 201, staccato di 11 punti da Spies e di ben 64 dal team mate, troviamo al quarto posto parziale con 133 lunghezze un Rea in costante ascesa e che sembra aver rimpiazzato stabilmente quale prima guida Honda un Haslam sempre brillante ma attardato da troppe cadute, mentre Biaggi si porta in quinta posizione subito dietro all’irlandese con 126, seguito dallo stesso Haslam a quota 122.

    Dunque, come già ho ribadito, nulla è ancora perduto per Spies, che evidentemente crede ancora e con piena ragione nel successo finale, che del resto MERITA assolutamente, nonostante tutte le sfortunatissime disavventure patite fin qui. Come già detto, il Campionato è infatti ancora lungo e nel cammino ancora da fare possono succedere ancora tantissime cose che potranno magari portare ad un eccitantissimo ultimo duello esattamente come successe nel citato finale di stagione 2007. Ben ci spera davvero, ed io ovviamente con lui……..:)

    Vedremo dunque cosa potrà ancora succedere nel proseguo di questo splendido Mondiale WSBK, già a partire dalla prova sanmarinese, in scena al rinnovato (e per me rovinato per sempre) circuito di Misano il prossimo 21 giugno, in passato regno di Bayliss e dunque pista estremamente favorevole sia come tradizione che proprio come caratteristiche del tracciato in sè alle bicilindriche di Borgo Panigale. Come sempre, vi esorto a non perdervi assolutamente il sublime spettacolo offerto dal Campionato delle vere moto, ovvero le nostre amatissime SBK.

    Dunque, appuntamento immancabile in Terra di Romagna – da sempre la gloriosa Patria dei Motori per eccellenza – per il nuovo episodio di questa incredibile, affascinante ed adrenalinica

    Saga WSBK 2009!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it