USA WSBK 2010: il sesto trionfo di Biaggi vale il Titolo Mondiale!

Settima prova Mondiale WSBK che ha visto la TERZA clamorosa doppietta stagionale di Max Biaggi che facendo bottimo pieno si porta in vetta alla classifica Mondiale approfittando del doppio ritiro di Checa, dominatore delle prove e di buona parte delle due gare, e della caduta in Gara2 di Haslam

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    sesto trionfo di Biaggi  in USA 2010

    Il settimo adrenalinico episodio di questa incredibile, fantastica ed unica Saga WSBK 2010, andato in onda qui dal magnifico e modernissimo circuito in altura di Miller Park, incastonato tra le maestose Rocky Mountains dello Utah, vera perla motociclistica mondiale al centro di un paesaggio mozzafiato, ha visto ancora una volta – ed esattamente la TERZA, dopo i duplici clamorosi successi di Portimao e Monza – il DOPPIO TRIONFO di uno scatenatissimo Max Biaggi che, grazie anche alla caduta del suo grande rivale Haslam – per altro ottimo secondo nella prima corsa – in Gara2, si porta meritatamente in testa alla Classifica Iridata.

    Il vero ed unico antagonista di Max oggi, come avevo del resto previsto, è stato però uno straordinario Carlos Checa, da sempre a casa propria in questo formidabile circuito, doppio trionfatore qui nel 2008 e poleman sia quell’anno che questa domenica, ma purtroppo lo spagnolo pur meritando sicuramente ll successo in entrambe le corse è stato estremamente sfortunato, essendo stato ogni volta messo clamorosamente fuori gioco da un misterioso problema elettrico quando era nettamente in testa in entrambe le frazioni.

    Max Biaggi esattamente come Ben Spies, ANZI MEGLIO: serve aggiungere altro?

    Infatti, proprio come Texas Terror col doppio trionfo casalingo dell’anno scorso qui al meraviglioso circuito di Miller Park aveva spiccato il volo verso il suo meritatissimo Alloro Iridato, così il Quadruplice Iridato Massimiliano “Max” Biaggi, ovvero a mio avviso sicuramente il pilota dal più puro Talento in assoluto ancora in attività al Mondo, con questa terza clamorosa doppia Vittoria della stagione che porta a SEI i suoi Successi ed a NOVE i suoi podi fino a questo momento, ovvero già più Vittorie di quelle che aveva accumulato in tutti e tre anni precedenti, allunga decisamente le mani verso quello stesso Titolo Mondiale, già sfiorato nel 2007, sua bellissima stagione d’esordio in questa Classe, e poi mancato all’ultimissima sfida di Magny-Cours per pura sfortuna e per soli diciotto punti.

    Allo stesso identico punto, ovvero con la fatidica e significativa boa di metà Campionato appena passata – esattamente dopo Gara1 odierna, come tutti sappiamo, essendo la tredicesima corsa su ventisei in totale – Ben Spies dopo il duplice successo nel solo tracciato che conoscesse veramente in tutto il calendario Mondiale aveva in carniere 211 punti (pur trovandosi ancora a ben 53 lunghezze dal capolista Haga!) ed aveva appena incasellato la seconda doppietta della stagione (dopo quella del Qatar), con un totale di SETTE Vittorie e otto podi, ma anche la bellezza di cinque stop, dovuti spesso ad un’incredibile sfortuna nera, come quella patita in Gara1 a Monza quando restò clamorosamente senza benzina a duecento metri dal traguardo quando stava per vincere in solitaria……….finendo per suprema beffa soltanto quindicesimo!

    Sempre dopo sette prove su tredici, ora Max vanta 257 punti, SEI Vittorie e NOVE podi, avendo appunto fatto complessivamente MEGLIO del Grande Ben – pur con un successo in meno – dopo le stesse quattordici gare.

    Come ho detto, certo Ben fu martoriato dalla sua leggendaria sfortuna nera anche e soprattutto nella prima parte del Campionato, MA riuscì comunque, dall’alto della sua Inarrivabile Classe, a vincere lo stesso l’Alloro Iridato, e davvero MAI Titolo Mondiale in tutta la Storia del Motociclismo Agonistico fu più meritato di quello.

    Per la prima volta in tantissimi anni, Il Corsaro invece ha finalmente goduto di un pò di fortuna oggi, e lo vedo come un buonissimo segno, perchè come si sa la Dea Bendata aiuta i valorosi e gli audaci ed è davvero ora che possa finalmente sorridere ad un Grandissimo Campione come Biaggi che ne aveva assolutamente bisogno, dopo tante stagioni di assoluta mancanza della sua benevolenza.

    Comunque, avevo avvertito come quest’anno i circuiti nuovi, medio veloci e squisitamente tecnici, come appunto Portimao, sembrassero portare assai bene al Corsaro, e così in effetti è stato

    Per vincere i Titoli Iridati oltre a Talento, Classe ed una buona moto, infatti, un pizzico di buona sorte non guasta mai, quella che appunto Max NON ebbe assolutamente dalla sua nel 2007, sua splendida stagione di debutto nella meraviglioso mondo della World SBK e, come sappiamo, certamente neppure dopo.

    Attenzione quindi gente: la bandiera nera, il jolly roger con teschio e tibie quattro volte Iridato del Corsaro ha sventolato altre due volte anche qui in America, significativamente nel giorno del Memorial Day tanto caro agli Statunitensi, ed il sospirato e già sfiorato Titolo Mondiale WSBK, che Il Campione Romano ha dimostrato di meritare quest’anno più di qualsiasi altro, si fa ad ogni GP sempre più vicino.

    L’altro in questione, ovviamente, risponde al nome del figlio d’arte Leon Haslam, assolutamente il solo che possa ormai validamente contrastare The Emperor nella corsa alla Corona Iridata quest’anno.

    Ebbene, stavolta al giovane inglese è andata piuttosto male, sebbene abbia beneficiato esattamente al pari di Biaggi nella prima frazione della clamorosa uscita di scena di Carlos Checa che stava dominando la corsa, regalandogli il secondo posto dopo una gara bellissima, che lo ha visto recuperare velocissimamente dopo una partenza infelice, scattando comunque da una posizione in griglia non troppo favorevole.

    Gara1 infatti ha vissuto essenzialmente del monologo recitato dai due mattatori Checa e Biaggi che hanno staccato da subito tutti gli avversari, con lo spagnolo che malgrado l’accanita resistenza di Max, che lo tallonava sempre da molto vicino specie nella prima metà della corsa, ha iniziato fin da subito a macinare giri veloci con una consistenza fantastica che l’hanno meritatamente portato a vantare un buon vantaggio sul rivale italiano, che a circa due terzi di gara forzatamente non poteva del resto più tentare il riaggancio per aver precocemente consumato la copertura anteriore, probabilmente usuratasi anzitempo perchè difettosa.

    L’imprevedibile e drammatico turning point della gara si è avuto solo al terz’ultimo giro quando la Ducati ormai NON più privata del Team Althea Racing – infatti sembra che in occasione di questa trasferta americana, qualche mente sana ancora rimasta a Borgo Panigale abbia finalmente capito che Carlos fosse ormai IL SOLO rider Ducati ancora in lizza per il Titolo, con conseguente fornitura di pezzi ufficiali al bravo pilota iberico! – ha accusato un repentino calo di potenza dovuto ad un enigmatico problema elettronico, appiedando miseramente il trasecolato Checa che già pregustava il meritatissimo trionfo sul traguardo.

    Così, ad un comunque velocissimo Biaggi che altrettanto meritatamente si era guadagnato il secondo posto, non restava altro che amministrare il consistentissimo vantaggio di oltre SEI secondi accumulato sugli inseguitori, tra cui si è appunto distinto un Haslam reattivo e decisamente abile alla fine ad aver ragione degli avversari – semplicemente formidabile il suo doppio sorpasso con cui ha infilato allo stesso tempo sia Haga che Corser, cosa possibile appunto nelle moderne piste così larghe – che lo precedevano e soprattutto dell’omonimo connazionale Camier che pur disputando una corsa splendida ha sostanzialmente fallito il compito di far perdere punti al più pericoloso rivale del proprio team mate, pur resistendo molto a lungo in seconda posizione proteggendo Max.

    Alla fine il Leon dell’Aprilia si è dovuto accontendare di un quarto posto che pur buono in assoluto gli va decisamente stretto, dovendo soccombere anche al ritorno di un positivo Haga che ha finalmente imbroccato una buona gara dopo la fortunosa Vittoria di Gara2 a Valencia, dovuta anche e soprattutto alle favorevolissime condizioni createsi con la ripartenza.

    Dietro al giovane alfiere della splendida RSV4 – ormai alla sesta vittoria stagionale al pari di Max – si sono piazzati un bravissimo Corser, che pur partito dalla quindicesima posizione in griglia per lungo tempo ha sperato nel podio prima del solito calo delle gomme, ed altri due sorprendentissimi riders privati Ducati, ovvero il compagno di squadra di Checa Shane Byrne ed un formidabile Luca Scassa che con questo prestigioso settimo posto ha siglato di gran lunga la sua miglior prestazione della carriera in WSBK.

    Dopo le due bicilindriche si è piazzata l’altra Suzuki GSXR di Guintoli che ha preceduto i due delusissimi riders Yamaha, Toseland e Crutchlow, inframmezzati dal parimenti inconcludente BMWista Xaus.

    Ancora un disastro invece per l’altro rider ufficiale Ducati, Fabrizio – che pure aveva ottimi trascorsi qui avendo sempre centrato il podio nelle precedenti due prove americane nello Utah – cascato come una pera subito ad inizio gara.

    Delusione anche per l’altra bicilindrica privata di Jakub Smrz, come al solito bravissimo in prova, che ha letteralmente terrorizzato gli organizzatori uscendo di scena appena al secondo giro in una enorme nuvola di fumo, fortunatamente perdendo probabilmente molta più acqua che non invece olio come si era in un primo tempo temuto!

    Fallimento totale anche per le Honda ufficiali – che pure avevano colto qui una bellissima doppietta nel 2008 con Checa – con Rea di nuovo ingloriosamente capitombolato, rimontato e finito infine quattordicesimo, ed il triste team mate Neukirchner, sempre in ombra quest’anno e giunto appena in dodicesima posizione.

    Gara2 è risultata sostanzialmente un’incredibile quanto pedissequa replica della emozionantissima frazione precedente, con Checa, sempre partito fortissimo, a dettare il ritmo tallonato da vicino da Biaggi, autore di una coraggiosa ma probabilmente sbagliata scelta di gomma anteriore, scottato da quella per lui deludente impiegata poche ore prima.

    Purtroppo per il bravissimo rider spagnolo, ma stavolta ben prima che in Gara1, ovvero appena al settimo giro, si è incredibilmente verificata la medesima scena vista in precedenza, ovvero la triste immagine della Ducati dalla bella livrea bianca bordata di rosso e blu che doveva ingloriosamente accostare e dare quindi strada ancora a Biaggi, non certo ancora rassegnato – mancavano infatti a quel punto ben due terzi di gara – come al termine della prima frazione al secondo posto.

    E’ comunque davvero una cosa ridicola, assolutamente assurda al giorno d’oggi, che anche stavolta il meritatissimo successo di Carlos sia stato tarpato ed annullato, sembra, sostanzialmente dallo STESSO guasto elettronico che lo aveva fermato in Gara1.

    Evidentemente i tecnici del Team Althea non hanno capito una beatissima mazza circa cosa avesse realmente fermato il proprio pilota – sembra un problema al sistema ride-by-wire del comando elettronico del gas – ma la cosa veramente irreale è che abbiano comunque tranquillamente affidato a Checa – se si presta fede alle sue parole del dopo corsa – la STESSA moto di Gara1, invece di cambiarla come normale prudenza avrebbe suggerito………..col bel risultato che abbiamo visto!

    La vera differenza rispetto alla prima frazione si è avuta con l’altrettanto drammatico colpo di scena occorso subito dopo, all’ottava tornata, con l’inopinata uscita di scena di Haslam, scivolato e finito fuori strada abbastanza inspiegabilmente, con un errore banale e non forzato che facendogli totalizzare il primo zero della stagione lo scalza brutalmente dalla testa della classifica, retrocedendolo al secondo posto in favore di un Max Biaggi spietato, estremamente veloce, sempre bravissimo E per una volta anche fortunato che d’un colpo gli ha soffiato ben TRENTA punti passando da uno svantaggio di 15 ad un surplus di altrettante lunghezze sul giovane inglese.

    Stavolta Leon Camier ha riscattato alla grande la non brillantissima difesa della posizione in Gara1 disputando una corsa semplicemente straordinaria che facendolo giungere infine alle spalle del suo grande team mate – seppure distanziato di vari secondi – ha completato un autentico trionfo tricolore Aprilia, il primo pesantissimo uno-due della Casa Veneta non solo quest’anno, ma in tutta la sua Storia Iridata in WSBK, inaugurando così nel migliore dei modi l’era del motore a cascata di ingranaggi, utilizzato per la prima volta in gara (ma solo prudenzialmente per brevi tratti in prova) qui a Miller Park.

    Alle spalle del giovane inglese si è finalmente distinto il suo connazionale Crutchlow, per una volta veloce in gara oltrechè come sempre in prova, che rinvenendo dal sesto posto di metà gara ha disputato una gara splendida prevalendo alla fine prima su Corser e poi su Haga, giunti rispettivamente quinto e quarto, andando infine bravamente a conquistare il gradino più basso del podio, posizione che replica l’ormai lontano terzo posto di Gara2 a Portimao e quello più recente della prima frazione di Monza.

    Dietro il vecchio alfiere australiano della BMW, oggi in gran spolvero con due buoni quinti posti che tuttavia non rendono pienamente merito alle sue grintosissime gare odierne passate sempre a battagliare per un posto sul podio, poi sempre sfumato solo nel finale, partendo per giunta dalla remota 15esima posizione in griglia, sono poi giunti Guintoli ed un sempre più sorprendente Byrne che hanno preceduto i due grandissimi delusi della giornata, ovvero lo sprecone Rea ed il derelitto Fabrizio, con dietro un grande Scassa a chiudere col comunque buono decimo posto di questa Gara2 un GP semplicemente straordinario sia per se stesso che per il suo povero Team Supersonic Ducati privato.

    Ancora sfortunate le gare di Toseland (uno dei pochissimi partenti odierni a non aver mai visto prima questa pista) e soprattutto del protagonista delle prove Smrz, entrambi fuori per caduta.

    Ricapitolando la nuova e rivoluzionata situazione di classifica già accennata prima, Biaggi con questa strepitosa terza doppietta stagionale compie un autentico balzo da………..leone portandosi perentoriamente in testa con 257 punti e distanziando di 15 lunghezze Haslam, ora secondo a 242.

    Dietro alla magnifica coppia italo-britannica, ma ormai virtualmente quasi tagliato fuori dalla lotta al Titolo, segue un quartetto di piloti molto vicini tra loro come punteggio, capitanato da Rea con 151, seguito dal grande deluso di oggi Checa a 141, Haga con 135 e Toseland a quota 132.

    In settima posizione troviamo poi Corser con 127 ed in ottava Camier che con i 33 punti odierni rinviene dalla decima all’ottava piazza che deteneva qualche GP fa, portandosi a livello 115, un magro bottino che a conti fatti avrebbe potuto essere ben più consistente (al pari di quello del connazionale Rea) a causa di già numerose occasioni perdute.

    Ormai, a questo punto si può ben dire come in effetti la lotta per la Corona Iridata sia ormai praticamente ristretta ai soli Max e Leon, ovvero, VEDI UN PO’ IL CASO, proprio ai due che dopo la PRIMA prova del Campionato in Australia avevo indicato quali UNICI VERI pretendenti al Titolo.

    Certo, in calendario restano ancora SEI GP e dunque 300 punti teoricamente assegnabili, e la Storia ci insegna come in WSBK – emozionantissima Classe dove si procede con in palio ben 50 punti alla volta – vantaggi anche molto consistenti si siano poi squagliati come neve al sole nella seconda parte del cammino mondiale, come del resto accaduto diverse volte, l’ultima delle quali proprio l’anno scorso ad Haga, che prima di Miller Park vantava quasi cento punti di vantaggio su Spies, poi meritatissimamente vincitore del Mondiale dopo ben TRE Titoli AMA SBK consecutivi.

    Personalmente, ripeto, pur avendo indicato praticamente alla pari entrambi come possibili Campioni dopo il GP d’esordio australiano, ho visto come netto favorito Biaggi fin da subito, pur in svantaggio di punteggio, ed ovviamente ancor più dopo le doppiette di Portimao e Monza, nonostante il mezzo complessivamente ancora lievemente inferiore rispetto al rivale, in virtù delle ben maggiori Classe ed esperienza del Campione Romano rispetto al pur talentuosissimo giovane rider inglese.

    Il cammino fin qui percorso da Max ed costanti progressi della magnifica ma ancora recentssima RSV4, in forzata e talvolta sofferta evoluzione fin dalla nascita ed appena approdata alla nuova distribuzione a cascata di ingranaggi – che potrebbe forse correggere il maggior difetto del vecchio motore a catena, ovvero l’accelerazione ancora nettamente inferiore alle migliori avversarie, il che contrasta acutamente con l’ottima velocità di punta – mi inducono a questo ottimismo.

    Il Corsaro da parte sua è in piena forma, assolutamente deciso e motivatissimo a non lascarsi sfuggire questa grande occasione, mentre a livello di Team può contare su elementi esperti e validissimi con cui si muove in piena armonia avendoci vinto già TRE Allori Iridati.

    Il Team Avversario invece sta passando diversi guai, ed il divorzio della Alstare dalla Casa di Hamamatsu, accusata apertamente da Batta anche in questi giorni di non interessarsi abbastanza – specie finanziariamente – alla WSBK pur da sempre vincente per favorire invece l’inconcludente avventura in MotoGp (che effettivamente in vari anni ha fruttato solo UNA SOLA casuale vittoria bagnata di Vermeulen a Le Mans 07), appare in realtà sempre più vicino.

    Il prossimo step del cammino Mondiale, come tutti sanno, avrà luogo tra tre settimane in Italia e precisamente a Misano per il Gp di San Marino, una pista un tempo straordinaria che non aveva pari nel nostro Paese ma ormai completamente rovinata da un’improvvida, assurda e pure completamente inutile inversione del senso originario di rotazione, che ne ha decisamente devastato e snaturato le formidabili caratteristiche di base con cui era felicemente nata all’inizio degli anni 70′ per essere l’erede naturale dei gloriosi ed eroici circuiti cittadini che costituivano la mitica, Storica Mototemporada Romagnola, tradizionale apertura – assieme all’altrettanto storico Circuito “aeronautico” di Modena – in Marzo ed Aprile della classica Stagione iridata dai ruggenti anni 60 fino al 71 compreso e formata dai tracciati di Cesenatico, Milano Marittima, Rimini e Riccione.

    Il circuito attuale, inviso a buona parte dei piloti che lo trovano decisamente brutto ed indecifrabile, specie ricordando la vecchia versione, NON è mai stato in passato favorevole a Biaggi, che vi disputato in WSBK GP totalmente negativi (il suo atterramento da parte di Haga qui nel 2007 praticamente gli costò il Titolo Mondiale), quindi sulla carta non gli appare certo favorevole, neppure del resto alla sua cavalcatura dalla scadente accelerazione in uscita di curva, che notoriamente esprime invece il meglio di sè nei tracciati veloci e scorrevoli, come ormai appunto NON è più da anni la pista Romagnola.

    Pertanto, Il Corsaro dovrà stare attentissimo a non lasciarsi sorprendere da Haslam – la cui versatile e veloce GSXR appare invece assai più adatta della RSV4 a questo circuito ormai lento e dalle traiettorie sempre obbligate – che potrebbe benissimo approfittare di questa favorevole occasione per riportarsi sotto in classifica.

    Pertanto, per tutti questi straordinari motivi di interesse, e per seguire da vicino l’eterna titanica lotta tra questi due giganti del Motociclismo Mondiale, attorniati e contrastati da tutti gli altri grandi protagonisti del Circus delle Derivate Serie, ovvero il VERO Campionato Mondiale delle VERE moto, non mancate di assistere dal vivo, se potete, a questo sublime spettacolo motoristico che vi sorprenderà per la sua vivacità, simpatia, semplicità, l’amichevole accessibilità dei paddocks anni luce lontana dalla algida spocchiosità della MotoGp, ipocrita e falso mondo ormai in completa crisi, decadente e stupidamente elitario.

    Quindi, appuntamento immancabile ed imprescindibile l’ultimo week end di Giugno in Romagna, romantica Terra dei Motori per eccellenza, per la nuova elettrizzante puntata di questo fantastico, magnifico, insostituibile Circo WSBK 2010!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it