Valencia MotoGp 09: Pedrosa trionfa, Spies fa già paura

Puntata conclusiva del Campionato MotoGp a Valencia che vede il dominio assoluto di Pedrosa che vince per distacco su Rossi e Lorenzo, stante lo sconcertante high side di Stoner nel giro di ricognizione che lo ha escluso dalla gara

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    Pedrosa trionfa, Spies fa già paura

    L’episodio finale e conclusivo di questa stranissima Saga MotoGp 2009 - spettacolare ed imprevedibile fino alla fine pur con i giochi per il Titolo già conclusi a Sepang – andato in scena qui nel tortuoso circuito di Valencia, dopo la clamorosa uscita di scena di Stoner nel giro di ricognizione ha visto il convincente successo dell’idolo di casa Pedrosa.

    Dietro al piccolo catalano che ha semplicemente sbaragliato la concorrenza esattamente come nel 2007, quando vincendo tolse il secondo posto in campionato a Rossi, si sono piazzati (lupus in fabula) lo stesso urbinate ed il suo team mate Lorenzo, mentre il consueto collettivo successo di marca Yamaha è stato completato anche dal quarto posto di Edwards e dal settimo di Ben Spies, autore di un esordio assoluto sulla M1 del tutto convincente e positivo.

    Quasi inutile infatti sottolineare il completo e devastante dominio della Casa del Tre Diapason sulla MotoGp, quest’anno ancora di più che nella passata stagione, come eloquentemente testimonia la triple crown appena conquistata, ovvero la Triade iridata comprendente Titolo Marche, Piloti e di Team!

    Ovviamente Pedrosa, che qui era il mio facile secondo favorito dopo Stoner, NON avrebbe MAI vinto oggi senza l’incredibile e sconcertante caduta dell’australiano nel giro di ricognizione.

    Magari deluderò qualcuno, ma proprio NON mi sento stavolta di gettare di nuovo la croce addosso a Casey.

    Chi abbia davvero esperienza di corse in pista sa bene come queste cose possano benissimo capitare – e qui potrei citare molti precedenti, anche nella Storia del Motomondiale – a chiunque, specie con gomme fredde ed in un circuito con aderenza precaria quale è appunto questo di Valencia, un kartodromo che mi ricorda moltissimo il terribile, osceno e sommamente detestabile Montjuich stradale, con la stessa breve parte scorrevole (nel caso di Valencia rappresentata unicamente dal rettilineo) seguita da un coacervo di rampini strettissimi (per di più in discesa nello stradale) tutti in rapida successione, e con la stessa aderenza evanescente di questo pasticcio valenciano.

    La vera differenza tra il Montjuich storico ed il Ricardo Tormo, oltre ovviamente al fatto che il primo è un tracciato stradale, ed il secondo un vero circuito, è la assoluta piattezza altimetrica di quest’ultimo, mentre il Montjuich era caratterizzato da notevolissimi dislivelli, che certo contribuivano moltissimo alla sue proverbiali osticità e pericolosità.

    Le stesse potenze in gioco sviluppate da queste moto rendono di per sè questi incidenti anche teoricamente più probabili che in passato, ed in ogni caso si tratta della prima caduta di Stoner quest’anno, e del suo secondo errore (ammesso che sia stato davvero un suo sbaglio, rivedendo il filmato dell’high side, non si nota proprio alcun vero errore da parte di Casey) della stagione, il primo ed assai più grave – perchè si è trattato di un monumentale goof tattico e di valutazione strategica, in cui l’asso australiano si è davvero giocato buona parte delle sue chances di vittoria nel Campionato – essendo quello perpetrato nello storico disastro di Donington, che notoriamente finì per coinvolgere anche un plagiato Hayden e dunque portare al fallimento più completo l’intero Team.

    Questo è stato invece una banalissimo episodio di disattenzione, quasi certamente dovuto alle gomme, che, ripeto, accade ben più frequentemente di quanto non si pensi, a tutti i livelli di gara. Oltretutto Stoner è stato molto più sfortunato di altri perchè stante i danni della sua moto ed il punto in cui è caduto, non è assolutamente riuscito a rientrare in tempo sulla linea di partenza.

    Simili episodi di distrazione in prova o nei giri di ricognizione hanno purtroppo avuto anche ben più gravi conseguenze, come ad esempio capitò al Grande Bill Ivy che morì tragicamente in prova al terribile Sachsenring stradale nel 68 per una leggerezza davvero comparabile, procedendo a bassissima velocità mentre stava ancora allacciandosi il casco, e vittima di un assurdo grippaggio della sua fatale Jawa 350 V4 a due tempi.

    Davvero un caso scarognato e rarissimo, di per sè veniale e fortunatamente non certo tragico come quello – che davvero segnò tristemente un Epoca – del mitico William “Bill” Ivy, che però ha avuto pesanti conseguenze sulla classifica finale, perchè consente del tutto immeritatatamente a Pedrosa stesso di portarsi al terzo posto conclusivo con appena due vittorie – del resto le sue due solite di ogni stagione in MotoGp – contro le quattro di Stoner, che sarebbero sicuramente diventate cinque oggi, senza questo infortunio iniziale.

    E dire che Casey oggi era ancora teoricamente in lizza per il secondo posto……..:)

    La bandiera del Team Ufficiale Ducati anche oggi è stata tenuta comunque alta da Hayden – il cui feeling con la Desmosedici è nettamente migliorato in questo finale di stagione – autore di una gara grintosissima che lo ha portato a replicare l’ottimo quinto posto di Sepang.

    Bravo Nicky!

    Gara di testa tutto sommato senza storia a parte, stante l’assoluto dominio di Pedrosa che letteralmente adora questa pista restando l’unico pilota attualmente in attività ad averci vinto in tutte le categorie ancora esistenti fino a questa stagione, l’altro motivo di interesse dell’episodio valenciano è stato senza dubbio il debutto “di ritorno” in questa Classe dell’asso texano Ben Spies, fresco dominatore pur all’esordio assoluto del Campionato WSBK, dopo la sciocchezza di ben TRE Titoli consecutivi AMA SBK.

    Pochi ricordano, tra parentesi, che Ben con questa storica impresa ha praticamente eguagliato il fantastico record di Fred Merkel, che ugualmente dopo TRE Titoli AMA SBK consecutivi (84 85 86) fu DUE volte in fila Iridato WSBK nelle due primissime storiche edizioni del Campionato Mondiale SBK, precisamente nell’88 e nell’89 in sella alla mitica e bellissima Honda RC30 del team italiano Rumi. I due records grosso modo comunque si equivalgono, se consideriamo che in quello di Merkel compare un Titolo WSBK in più (che Spies avrebbe del resto certamente rivinto se fosse rimasto in questa Classe!), MA con un anno di pausa tra i tre Allori AMA SBK e i due Mondiali, mentre i quattro Titoli di Ben sono tutti consecutivi.

    Ebbene, il fenomeno texano, a dispetto dei soli DUE giorni di prove in sella ad una M1 a lui del tutto sconosciuta, calzata per di più da gomme per lui altrettanto ignote, non ha certo deluso le attese, compiendo passi da gigante ogni giorno e confermando la sua inarrivabile e leggendaria adattabilità e concludendo infine ottimo settimo in gara, mettendosi dietro a forza gente del calibro di Dovizioso e Capirossi, tutti piloti Ufficiali e di ben maggiore esperienza di lui in MotoGp, e surclassando ovviamente Toseland che pure vanta due anni di esperienza sulla sua stessa moto!

    Da notare come il futuro Team Texas abbia perentoriamente piazzato un quarto ed un settimo posto, ed ancor più da rimarcare come sia stato proprio Texas Terror a regalare a Texas Tornado il Quinto posto finale in Campionato per UN solo punto, ai danni proprio del Forlivese!

    Un Team, questo, che evidentemente ha già iniziato a funzionare alla perfezione già in questo finale di stagione, e che promette davvero faville per il futuro. Per la cronaca, Ben era addirittura quarto nel warm up odierno!

    Senza dubbio il prossimo anno i conti per il Titolo (esatto, gente……..:) si dovranno fare tenendo ben presente anche l’Asso Texano, ovvero la “carriola” – nomignolo nostrano corrispondente all’originale “elbows” e mutuato dal suo innovativo, certo inortodosso quanto efficace stile di guida, che mi ricorda davvero molto quello di Wes Cooley, ai tempi della prima Superbike AMA su autentiche moto di serie a manubrio alto negli ultimi anni 70 e primi 80. il Grandissimo e funambolico Wes infatti fu Campione AMA SBK nel 79 e 80 su Suzuki dopo aver vinto pure la primissima 8 Ore di Suzuka in coppia con Mike Baldwin nel 78 ripetendosi poi nell’80 con Graeme Crosby e, quel che più conta, cambiò per sempre lo stile dei riders americani SBK dell’Epoca, fra cui i suoi illustri rivali Lawson e Spencer – più veloce del Mondo, ve lo garantisco personalmente……….

    L’altro grande avvenimento oggi è stato l’addio alla Classe 250, la VERA CLASSE REGINA del Motomondiale (vedere il mio articolo dal titolo omonimo pubblicato il 13 dicembre 2006, e “250, la Classe degli Eroi” del 2 Dicembre 2005) durante TUTTA la sua lunghissima Epopea, che pur essendo stata oltre che la più gloriosa, anche nettamente la più tecnologica fra TUTTE le altre Classi nel corso della Storia del Motomondiale dal 49 ad oggi, sarebbe dovuta scomparire almeno 25 anni fa, assieme alle 500 a due tempi, almeno nella formula attuale appunto monopolizzata e dominata dai due tempi, motori adesso assolutamente assurdi, del tutto obsoleti e già da OLTRE UN TRENTENNIO clamorosamente bocciati dal Mercato e soprattutto dalle inesorabili leggi antipollution, prima USA e poi Mondiali.

    Questo, badate bene, detto da chi ha corso molto sui due tempi sia in fuoristrada che in pista, colleziona moto d’epoca da GP quasi esclusivamente a due tempi (a parte ovviamente le SBK) e che più di ogni altro li adora………….

    Adesso ci aspetta la lunga pausa invernale, scossa da rumors di mercato sempre più insistenti circa l’insofferenza di Rossi (del resto storicamente accertata) verso un team mate di pari livello – e dunque di un suo possibile clamoroso arrivo in Ducati, dove peraltro ne troverebbe uno ancora più forte – e già movimentata dal passaggio di un personaggio del calibro di Livio Suppo alla Honda.

    I motivi di interesse sono quindi molti, a partire dai possibili movimenti dei piloti (alcuni dei quali ancora alla ricerca di una guida per il 2010, come De Angelis) fino ai progressi di adattamento dei rookies – Spies alla M1 ovviamente in primis – alle loro nuove moto nei tests. Non credo ci sarà molto da annoiarsi, ve lo assicuro………:).

    Il tutto, condito dalla prospettiva di un ritorno ormai pressochè certo alle 1000 cc già nel 2012 – cosa se ci pensate del tutto ovvia visto che le Moto2 da 600 cc sono attualmente troppo vicine per cubatura alle 800 – quando anche le anacronistiche ed obsolete 125 a due tempi abbandoneranno (finalmente!) la scena iridata.

    Dunque, appuntamento certo per tutti al prossimo anno con la nuova, interessantissima ed sicuramente appassionante Saga MotoGp 2010!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it