Valencia MotoGp 06: Giustizia è fatta, Titolo ad Hayden

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    Nicky Hayden

    Nicky Hayden

    Giustizia è fatta: Nicky Hayden è Campione del Mondo della MotoGp 2006.

    Più potente della sfortuna, più forte dell’ingiustizia, alla fine dei giochi il modesto, bravo, paziente, granitico, generoso Hayden, a dispetto dei boicottaggi del suo stesso Team, e della dolosa, criminale invidia del proprio compagno di squadra ha giustamente trionfato su tutto e su tutti, aggiudicandosi quello che veramente si deve definire il più meritato Titolo Mondiale di Tutti i Tempi.

    Lo ha vinto con la costanza, la continuità, la caparbia, ferrea volontà, ma anche con le sue grandissime abilità e versatilità di guida, enormemente cresciute nelle ultime due stagioni, fino a farlo diventare un Campione vero. L’antico Kentucky Kid, il ragazzino del Mid West è ormai sbocciato e maturato, evolvendosi in un grande personaggio.

    Questo Titolo infatti Nicky se lo è sudato, cercato, conquistato e supremamente meritato, lottando non solo contro avversari fortissimi, ma anche contro la HRC stessa, che come ho scritto tante volte ha provato in ogni modo ad ostacolarlo, biocottarlo, umiliarlo, considerandolo solo un misero collaudatore, indegno neppure di pensare di poter arrivare alla fine più avanti della giovane superstar del Team, il tre volte iridato Pedrosa.

    Troppi sarebbero gli episodi da citare, a proposito di questo assurdo veto della HRC nei confronti del bravissimo Hayden, a cominciare dalla imposizione forzosa della mini RCV 211 così detestata dall’americano, fino alla farsa patetica di Donington, ed agli episodi degli ultimi tempi, che tutti conosciamo bene.

    Nella intera Storia del Motomondiale, credetemi, NON è dato ritrovare una simile titanica impresa, il caso cioè di un pilota che riesce comunque a vincere un Mondiale a dispetto degli innumerevoli ostacoli, impedimenti e boicottaggi, palesi o nascosti messi in atto contro di lui dal suo stesso Team, e dal compagno di squadra!

    L’impresa eroica di Nicky NON ha assolutamente precedenti, è UNICA nella Storia, e molto probabilmente lo rimarrà.

    Per trovare tanto odio e veleno, tra team mates, occorre infatti risalire al 1968, alla faida Ivy – Read, ma in quel caso, almeno, la Casa Madre (Yamaha) ovviamente non ostacolò di proposito alcuno dei due, anche se fu profondamente offesa dal tradimento degli ordini di scuderia da parte di quella emerita carogna che risponde al nome di Phil Read, tanto che, per l’amarezza derivata da questo caso, la Casa dei Tre Diapason decise di ritirarsi ufficialmente dalle corse alla fine di quella stagione.

    E’ stato il trionfo dell’umiltà e del valore, umano e professionale, sull’arroganza, di Rossi, della HRC, di Pedrosa, degli stessi mass media: la splendida, ineffabile rivincita del gregario, tante volte umiliato e deriso quando i due correvano nello stesso Team, sul Campione Assoluto e Riconosciuto.

    Quale sublime rivalsa sul destino……..

    La gara di Valencia resterà però memorabile nella Storia del Motomondiale anche per un’altra incredibile impresa, la strepitosa vittoria di Troy Bayliss.

    Il suo è stato un veni, vidi, vici che pure non ha precedenti, e che è già entrato nella Leggenda.

    Una vittoria stupenda e perentoria, in testa dal primo metro fino all’ultimo, su una moto – perchè la Desmosedici odierna ha veramente ben poco a che fare con quella di anni fa – e su gomme sconosciute fino ad appena una settimana prima!!

    Davvero una fantastica impresa, che degnamente suggella e corona un anno assolutamente straordinario per il trentottenne Campione australiano, dominatore assoluto del Campionato SuperBike 2006.

    Degno secondo è stato, oggi, un grandissimo Capirossi, che finisce anche, meritatamente, al terzo posto nella Classifica del Mondiale, e che senza i soliti infortuni avrebbe potuto benissimo mirare alla Vittoria Finale. Una bellissima stagione, quella del Romagnolo, la sua migliore da anni a questa parte, sfortunata ma brillantissima. Bravo Loris!

    Melandri ha disputato un mondiale a fasi alterne, con troppi alti e bassi, alternando gare entusiasmanti a prove decisamente opache, anche per colpa di qualche infortunio di troppo. Il quarto posto finale (sebbene ad un solo punto da Capirossi) non può essere certo soddisfacente per un pilota della sua classe, visto che Marco era uno dei pretendenti dichiarati al Titolo.

    Per lui, l’augurio di fare meglio il prossimo anno.

    Di Pedrosa non parlo. Non si è affatto riabilitato, oggi, dal vergognoso episodio dell’Estoril. Per me, nella tuta di questo piccolo, patetico ed imbarazzante disastro umano, c’è, e sempre rimarrà, solo maleodorante spazzatura.

    Che dire di Rossi? Oggi ha sbagliato per sua colpa. Non è stato capace di vincere un Mondiale che aveva già praticamente in tasca, dopo l’incredibile regalo che la Cospicua Unica Longeva Ottimale buonasorte, come al solito, gli aveva elargito all’Estoril. Non si meritava il Mondiale, e giustamente lo ha perduto. Vale ha iniziato a perderlo già prima dell’inizio della stagione, avendo per mesi la testa altrove, verso le quattro ruote, in quella indegna sceneggiata, quel noiosissimo tira e molla invernale che ha ci ha propinato.

    BEN GLI STA’.

    Questo, credetemi, nulla toglie alla sua classe ed alla sua bravura. Anzi, questo meritato smacco non potrà fargli che bene, per ridimensionare un pò il suo ego, in questi ultimi anni cresciuto e gonfiato a dismisura come una mongolfiera, esponenzialmente, fino a soffocarlo, ed a renderlo terribilmente antipatico.

    La sua sconfitta farà bene anche a tutto il Mondiale Velocità, e particolarmente alla MotoGp, che da ora non è più un suo annoso ed uggiosissimo monopolio.

    Tutto l’ambiente aveva urgente bisogno proprio di questo.

    A me sembra giusto che la MotoGp abbia finalmente un volto nuovo, quello modesto, sorridente, simpatico ed umano del bravo Nicky Hayden.

    Chi non sia d’accordo, la pensi esattamente come vuole. Rispettosamente parlando, non me ne cala proprio alcunchè.

    Le premesse, ora, per una sfida finalmente equilibrata tra la MotoGp – ridimensionata ed assurdamente umiliata a soli 800 cc – e la SuperBike, nel 2007, ci sono tutte. E’ quello che vedremo presto, in una prossima stagione di gare che si preannuncia interessantissima, per tanti motivi.

    Ne vedremo delle belle, ve lo assicuro.

    Arrivederci al prossimo anno!

    DONOVAN