Valentino e Jorge: due modi diversi di aspettare il GP di Spagna

Valentino e Jorge: due modi diversi di aspettare il GP di Spagna

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    Valentino Rossi Jeremy Burgess

    Chi pensava che il team Fiat Yamaha avrebbe vissuto di serena pace nel 2008 si sbagliava di grosso.

    E’ anche vero che tra i due team-”mates” insanabili battibecchi non ne sono successi, se si escludono le “notizione” pompate dalla stampa nel pre-campionato.

    Però…

    L’enorme differenza di approccio, di età, di guida e di ambizioni dei due piloti della casa dei tre diapason è visibile sotto ogni punto di vista.

    Jorge Lorenzo, spagnolo alla ribalta dopo l’upgrade in MotoGP, punta spudoratamente al Titolo senza troppa pressione, Valentino Rossi, alla rincorsa, punta al Titolo sotto milioni di Pascal.

    Cambiando l’unità di misura, il risultato non cambia.

    Valentino ha un compito enorme, quello di “riprendersi” il Titolo.

    Jorge, quello di… correre, senza curarsi di nulla e di nessuno. Se poi arriva qualche vittoria…

    Dopo la gara di Losail, Valentino e Jorge aspettano un confronto “normale”, il che equivale a dire su pista asciutta e di giorno.

    Jorge, dal canto suo, non si preoccupa. Il suo (ottimo) piazzamento a Losail è uno stimolo a fare sempre meglio e al campioncino iberico non resta che dire: “Il weekend in Qatar è stato incredibile e lo ricorderò per sempre. Da lì in poi mi sono sentito davvero bene e sono eccitato per il prossimo weekend; non mi sarei mai aspettato di arrivare alla seconda gara MotoGP in una posizione di classifica così incoraggiante! In ogni caso so che sarà dura per me a Jerez e che questa sarà solamente la mia seconda gara sulla M1. Dovrò lavorare duro e concentrarmi al massimo durante le prove se voglio ripetere il successo dell’esperienza in Qatar. Nei test di novembre ho avuto qualche difficoltà ma in Febbraio ho staccato uno dei migliori giri di tutto l’inverno, nonostante il cattivo tempo, e spero che potremo essere ancora più veloci questa volta. La gara di Jerez dello scorso anno è stata fantastica, ho ottenuto la pole o ho vinto la gara così come mi era successo nel 2006. Jerez è senza ombra di dubbio un tracciato speciale per me; è casa mia, lo conosco molto bene ed è il tracciato dove ho corso il mio primo GP nel 2002. E’ anche il primo tracciato sul quale ho posto la mia bandiera ! Resterà sempre nel mio cuore. E’ un tracciato abbastanza tecnico ed è mi piace anche per questo. In Jerez un pilota può vincere la gara facendo la differenza in curva anche senza la moto più veloce. Le mie sensazioni sono molto differenti rispetto all’anno scorso, quando ero in 250. Ora sono al top e mi sento sotto la luce dei riflettori. Il Qatar mi ha sconvolto completamente e spero di poter continuare nello stesso modo di fronte ai miei fan!“.

    Beati i sereni!

    Non è così sereno, invece, Valentino Rossi.

    In Qatar non è andata come speravamo, ovviamente” – dice il Dottore – Guardando gli aspetti positivi della prima gara, ci siamo resi conto della competitività del nostro pacchetto, sia della forza di Yamaha che Bridgestone. A Jerez nei test dello scorso mese di Febbraio siamo andati bene, è un tracciato che mi piace particolarmente dove la Yamaha è sempre andata forte. Tuttavia dobbiamo lavorare duramente sin dalla prima sessione di prove, al fine di trovare il giusto set-up per poter stare davanti. Guardo con fiducia al Gran Premio di Spagna, qui ho sempre fatto delle belle gare ed è davvero fantastico correre qui, tenendo conto del calore del pubblico“.

    Sperando che il calore del pubblico basti a Valentino per ritrovare la via della vittoria…