Valentino su Vanity Fair

Intervista di Vanity fair a Valentino

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    L’avevamo lasciato tempo fa, Valentino Rossi, in bilico sulla decisione di smettere con le moto e “fare il grande salto” alle monoposto di Formula 1.

    Non fu così, Valentino invece di ascoltare i richiami delle Sirene del popolo di Maranello, “fece il gran rifiuto” e decise che forse, un altro annetto in motoGP poteva starci, anche solo per curiosità di vedere (e guidare!) la nuova moto a cilindrata ridotta.

    Ora, sfogliando distrattamente Vanity Fair n. 37 capitato ancor più distrattamente sottomano, ecco un’intervista a Valentino Rossi intitolata “Paura di Frenare”.

    Rossi parla del suo rapporto con le donne, la sua moto, le sue tute e la paura. E infine, una confessione-shock per tutti i suoi tifosi.

    “Quando cambia moto, soffre?” è stata una delle domande più interessanti che Silvia Nucini ha posto al campione di Tavullia.

    Moltissimo – ha risposto Valentino – Quando sono passato dalla Honda alla Yamaha sono stato male.E uno dei motivi per cui ho abbandonato quella scuderia è che mi avevano promesso di lasciarmi le moto e non l’hanno mai fatto.A parte la Honda, ho tutte le moto che ho guidato. Dopo. non ci salgo più. Ma mi dà sempre una grande emozione vederle. … C’è sempre una grande lotta tra me e la Dainese, l’azienda che produce le mie tute. Loro le vogliono per studiarle, io non glie le mollo perchè mi ci affeziono. La stessa cosa succede coi caschi. Forse perchè quando metto la tuta e chiudo la visiera del casco entro in un’altra dimensione: tutto il resto rimane fuori

    Sul suo rapporto con la paura, Valentino racconta: “Quando salgo in moto io mi sento a casa, ma la paura c’è. Non la combatto: le vivo accanto e lei mi aiuta a non andare mai oltre il mio limite. In ogni caso è molto più pericoloso fare Milano-Bologna in macchina che correre un Gran Premio con la MotoGP

    Credete forse che Valentino Rossi possegga il fascino delle “vite maledette”? Ecco la sua netta smentita! “Uno, maledetto, ci nasce. E io non penso proprio di avercela dentro quella cosa lì. Non mi piace avere una vita troppo tranquilla, ma sto sempre dentro al imite. Il “maledetto” fa presa, soprattutto sulle ragazze, il che è una cosa importante. Ma se fai finta ti scoprono subito! Poi loro erano artisti, potevano fare tante cose che uno sportivo come me non può fare: bere tutte le sere, non dormire per giorni…anche se mi piace vivere di notte perchè c’è meno di tutto: rumore, gente. Ma la amo non solo se esco, anche se sto in casa: non vado mai a dormire prima delle quattro.

    E infine, alla domanda “Per quanto correrà ancora?“, la riposta di Rossi è sorprendente: “Mi ha fatto pensare molto al futuro tutta la vicenda Ferrari. Ho rifiutato perchè vorrei gareggiare in moto altri due e tre anni. Dopo? Non so, se ci penso mi viene un pò di paura. Finchè potrò, correrò: sulle auto, nei rally. E quando non potrò più correre non credo resterò nel mondo dei circuiti o delle moto, perchè l’unica cosa che mi piace davvero fare è guidarle.”