Valentino Rossi: a Vallelunga la Ferrari va a fuoco

Sfortuna a Vallelunga: nonostante un'ottima prestazione nella “Sei Ore”, Valentino Rossi si ferma a 10 minuti dalla fine per la rottura del motore della Ferrari 430

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    Sfortuna a Vallelunga: nonostante un’ottima prestazione nella “Sei Ore”, Valentino Rossi si ferma a 10 minuti dalla fine per la rottura del motore della Ferrari 430. Il campione del mondo MotoGP chiude comunque terzo nella categoria GT3 e undicesimo assoluto.

    L’avventura di Valentino Rossi alla “Sei Ore di Vallelunga” era iniziata nel migliore nei modi, con campione iridato MotoGP che riesce anche a prendere la testa della gara.

    Ma alla fine Valentino è stato tradito dalla sua Ferrari 430 GT3 nera, quella con il mitico numero 46 portafortuna: l’auto del Team Kessel che divideva con Alessio “Uccio” Salucci e Andrea Ceccato lo ha prima costretto a fermarsi per la sostituzione del motorino di avviamento, stop che gli ha fatto perdere la leadership della classe GT3 e la quinta posizione assoluta; al rientro in pista Rossi, ha spinto sull’acceleratore e a testa bassa ha cercato di riprendersi la prima posizione, ma la Ferrari lo ha “punito” di nuovo con la rottura di uno scarico. Valentino cerca di rientrare ai box, ma il motore è in fiamme. Fine della corsa.

    Mi sono un po’ spaventato,” ha dichiarato Rossi, “Perché in auto sei chiuso dentro, così mi sono sganciato dalle cinture, ma non riuscivo a vedere la maniglia per aprire la portiera. E’ stato un attimo: poi sono arrivati i ragazzi dell’anti-incendio e mi hanno aperto loro… Peccato, perché se non ci fossero stati problemi avremmo vinto!

    Mi sono comunque divertito ed è stata una bella esperienza, che cercherò di ripetere,” ha continuato Valentino, “La macchina andava bene, ma siamo stati sfortunati per il guasto.

    La vittoria assoluta della “Sei Ore di Vallelunga” è andata alla Lola Judd, classe LMP2, di Thomas Biagi, Filippo Francioni, Edoardo Piscopo. Per la categoria Fia GT3 ha vinto la Corvette di Emanuele Pirro, Elio Marchetti e Carlo Graziani.