Valentino Rossi alla Ducati: ricordare Welkom 2004

Valentino Rossi - bisogna dirlo - nel 2004 era più giovane e non veniva da un doppio infortunio, ma i dubbi legati al suo passaggio dalla Honda alla Yamaha rispecchiavano molti di quelli che si ripresentano adesso che ha fatto il grande salto verso la Ducati

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    Il Wrooom di Madonna di Campiglio si è chiuso ed una settimana storica per gli appassionati delle due ruote è stata archiviata con una spettacolare gara che ha visto i piloti Ducati e Ferrari sfidarsi sul laghetto ghiacciato.

    Inizia così l’era Valentino Rossi e a Borgo Panigale le cose non saranno più le stesse. Non tutti hanno salutato positivamente l’arrivo del Numero 46 in sella alla Desmosedici e dopo i test di Valencia ci sono molti dubbi sulla sua possibilità di essere da subito competitivo. Bisogna però sempre ricordarsi di Welkom 2004

    Valentino Rossi – bisogna dirlo – nel 2004 era più giovane e non veniva da un doppio infortunio, ma i dubbi legati al suo passaggio dalla Honda alla Yamaha rispecchiavano molti di quelli che si ripresentano adesso che ha fatto il grande salto verso la Ducati. Solo la pista potrà dirci se il Dottore riuscirà a ripetersi nell’impresa di quel Welkom 2004, ma intanto ecco come Rossi ricorda quel momento nel suo libro di memorie: “Qualcosa di impensabile, anche per me. Il motociclismo è cambiato per sempre l’8 aprile 2004. A fine gara, quando mi sono seduto a fianco della moto, ho stretto la testa tra le ginocchia e ho iniziato a ridere. Ridevo di cuore,” scrive Rossi, “Ridevo per l’incredibile sentimento di orgoglio, sollievo e felicità che mi aveva pervaso. E allora, mi dicevo, alla fine ho avuto ragione: ho fatto bene a lasciare la Honda.”

    Dubbi allora come oggi, ricorda il nove volte iridato: “Un mio amico, in una delle ultime gare del 2003, aveva visto Sete Gibernau prendermi in giro davanti a un televisore che trasmetteva immagini mie. ‘Vedrete’, diceva, ‘quando sarà su una Yamaha addormentata non riderà più’. Questo è il motivo per cui la prima gara di Welkom è stata la più importante della mia carriera.”