Valentino Rossi, biografia e carriera del numero uno del motociclismo

Valentino Rossi, biografia e carriera del numero uno del motociclismo

Vediamo carriera e biografia del più grande di tutti i tempi: parliamo di Valentino Rossi, naturalmente, il numero 1 del motociclismo mondiale

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    Dici motociclismo e pensi a Valentino Rossi: può piacere o non piacere, si può fare il tifo per lui o sperare che non vinca più una gara, si può pensare che sia il più grande di tutti i tempi o ritenere che altri siano stati superiori a lui, ma quel che è certo è che il Dottore è stato, è tuttora e rimarrà per sempre un’icona delle due ruote, un personaggio dentro e fuori la pista che tifosi e appassionati di questo sport faticheranno a dimenticare. Valentino praticamente nasce con la moto attaccata al corpo, anche grazie all’influenza di papà Graziano, anche lui motociclista professionista. Una passione che è poi letteralmente esplosa e che ha fatto di Rossi il campione che tutti possiamo ammirare.

    E’ il 16 febbraio 1979 quando Valentino Rossi vede la luce all’ospedale di Urbino: in pochi lo sanno o lo ricordano, ma è proprio nella bellissima cittadina umbra che il Dottore ha preso i natali, prima di trasferirsi insieme alla famiglia a Tavullia, nelle Marche. Per tutti noi Rossi è il campione di Tavullia, ma rendiamo onore e merito a Urbino! Dicevamo che in pratica Rossi è nato con la moto sotto al sedere: papà Graziano, campione delle due ruote a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, non ha mancato di far valere la propria influenza, tanto che fin da piccolissimo Valentino si cimentato coi motori. Dapprima sui Kart, per poi passare immediatamente alle minimoto, con cui prende la primissima licenza da pilota presso il Moto Club di Cattolica.
    A 13 anni la prima vera esperienza da “grande” in sella alla Cagiva nel campionato Sport Production, campionato che vincerà l’anno successivo, dimostrando fin da subito di che pasta è fatto. Nel 1995 vince anche il campionato italiano delle 125, piazzandosi terzo in quello europeo. E’ ormai pronto per il grande salto nel motomondiale, in cui debutterà l’anno dopo: siamo nel 1996.

    31 marzo 1996: in sella all’Aprilia Valentino Rossi fa il suo esordio nel motomondiale, categoria 125. Alla fine Vale sarà sesto, ma quel che più importa è che lì inizia una carriera straordinaria che lo porterà a festeggiare ben nove titoli mondiali (1 in 125, 1 in 250, 1 in 500 e 6 in MotoGP) con oltre 300 gare disputate (228 consecutivi da quel Malesia 1996 al Mugello 2010), 106 vittorie, 187 podi e 59 pole position. Tutte con il numero 46 sulla carena, in onore di papà Graziano che quando correva utilizzava quello stesso numero portafortuna.

    Il campionato d’esordio nel 1996, Rossi lo conclude al nono posto, ma riesce comunque a ottenere la prima vittoria e la prima pole position in carriera nel Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno. L’anno successivo, nel 1997, ancora con l’Aprilia vince il suo primo titolo mondiale, chiudendo la stagione con 321 punti, frutto di ben 11 vittorie.

    Nel 1998 passa in 250 ed è un anno di assestamento, chiusa comunque al secondo posto in classifica a soli 23 punti dall’iridato Loris Capirossi. I tempi sono maturi per il secondo trionfo Mondiale che arriva l’anno dopo nel suo ultimo anno in sella all’Aprilia.

    Il 2000, infatti, oltre che il passaggio in 500, segna il passaggio di Valentino alla Honda. Nella sua nuova avventura con la casa giapponese, Rossi viene seguito dallo sponsor Nastro Azzurro e, soprattutto dal capo tecnico Jeremy Burgess, col quale collaborerà ininterrottamente fino a quest’anno: un vero e proprio matrimonio… Anche l’esordio tra i grandi gli regala un secondo posto finale dietro a Kenny Roberts Junior e anche questa volta il trionfo arriva al secondo tentativo: nel 2001 Vale straccia la concorrenza vincendo in ben 11 occasioni e chiudendo con 325 punti iridati.

    Nel 2002 la classe 500 diventa MotoGP, ma Rossi non si fa troppi problemi e prosegue nella sua striscia vincente, mettendo in cascina il quarto alloro personale: sono ancora 11 le vittorie in stagione e ben 355 i punti finali. Un vero e proprio trionfo, anche se il vero capolavoro Valentino lo confeziona nel 2003, terminando tutte le gare sul podio (nove vittorie, cinque secondi posti e due terzi) e conquistando ben 375 punti.

    Nel 2004 Rossi passa alla Yamaha (anche qui portandosi dietro Burgess e molti altri fidati tecnici), ma il risultato è sempre lo stesso: trionfo sia in questa stagione, sia nella successiva, anno in cui firma 11 vittorie e 16 podi su 17 gare, chiudendo col punteggio record di 367 punti. E siamo a cinque titoli consecutivi!

    La striscia si interrompe piuttosto a sorpresa nel 2006: testa a testa appassionante con Nicky Hayden che si risolve a favore di Kentucky Kid all’ultima gara. Va male anche l’anno successivo, in cui il Dottore chiuderà terzo alle spalle di Stoner e Pedrosa, rimediando anche, all’ultima gara, un brutto infortunio alla mano, il primo in carriera.

    Valentino torna a sorridere nel 2008: il successo arriva con tre gare di anticipo grazie a una serie di vittorie consecutive che gli permettono di fiaccare la resistenza dei vari Stoner, Pedrosa e Lorenzo. In questa stagione Vale festeggia anche i 200 Gran Premi in carriera (a Donington) e il record di vittorie tra 500 e MotoGP (69 a Indianapolis), battendo il precedente primato di Giacomo Agostini. Anche il 2009 è anno da record: per il nono titolo Mondiale conquistato, raggiunti Ubbiali e Hailwood, davanti restano solo Agostini e Nieto; per le 100 vittorie in carriera, festeggiate ad Assen.

    Quello conquistato nel 2009 è l’ultimo titolo mondiale messo in bacheca da Rossi che nel 2010 vede infrangersi i sogni del decimo trionfo il 5 giugno, durante le prove del Gran Premio d’Italia al Mugello: incidente e frattura scomposta di tibia e perone che gli fa saltare quattro gare (di cui tre vinte da Lorenzo che poi si laureerà campione). Vale torna comunque in pista dopo poco più di un mese e riuscirà anche a vincere in Malesia.

    Nel 2011 Rossi realizza il sogno di moltissimi tifosi italiani di motociclismo, sposando il progetto della Ducati: il matrimonio non si rivelerà però felice, Vale fa fatica a domare la Desmosedici e il biennio a Borgo Panigale si chiude amaramente con un settimo e un sesto posto finali e tre soli podio conquistati in due anni.

    Il ritorno in Yamaha avviene nel 2013, ma anche questa stagione è avara di soddisfazioni, dominata come è dai tre piloti spagnoli Marquez, Lorenzo e Pedrosa. Spesso quarto, davanti a tutti solo ad Assen e quarto anche alla fine dell’anno. Il Mondiale 2014 è andato meglio, con due vittorie, diversi podi e il secondo posto in classifica generale. Nel 2015 si rivede il Valentino dei giorni migliori. Il ‘Dottore’ inizia la stagione con la vittoria di Losail e mantiene la leadership vincendo altre tre gare e 10 podi. Il finale di stagione ha una pagina nera per il ‘fattaccio’ di Sepang dopo il contatto con Marquez. Valentino viene penalizzato e a Valencia parte ultimo. La sua rimonta in pista si interrompe al 4° posto e il titolo finisce nella mani di Jorge Lorenzo per 5 punti. Ad inizio 2016, qualche ritiro di troppo, ha messo subito in salita la corsa al titolo iridato e alla fine è stato Marc Marquez a vincere il mondiale. Per Valentino Rossi, nell’ultima gara di Valencia, è arrivata la magra consolazione del secondo posto finale in campionato.

    Leggendaria la rivalità durante i primi anni in MotoGP con Max Biaggi: i due se le sono date di santa ragione in pista in più di un’occasione e fuori dai circuiti non se le sono mai mandate a dire. Già in 125 Rossi festeggiò la vittoria al Mugello facendo il giro d’onore con una bambola gonfiabile chiamata Claudia Skiffer, chiara allusione alla relazione che in quei tempi Biaggi aveva con Naomi Campbell… Indimenticabile il dito medio alzato da Rossi nei confronti del rivale dopo una serie di manovre oltre il limite durante il Gran Premio del Giappone, così come la rissa a Barcellona lo stesso anno prima della premiazione. “Evidentemente a Biaggi tira il culo arrivare dietro tutte le domeniche“, infine fu il commento di Rossi al termine del Gran Premio d’Inghilterra del 2002, quando Biaggi passò a tutta velocità vicinissimo alla Honda di Rossi che stava festeggiando la vittoria seduto di traverso sulla moto. Non solo Biaggi però perchè negli anni Valentino ha avuto degli attriti anche con Casey Stoner, Sete Gibernau e sopratutto Marc Marquez. Con quest’ultimo, dopo il ‘calcio’ di Sepang 2015, è iniziata una guerra verbale che è durata per molti mesi.

    Ma Max Biaggi non è l’unico nemico giurato di Valentino Rossi: tra questi c’è anche il fisco italiano che nel 2007 gli contestò un’evasione fiscale da 43 milioni di euro. Rossi, dopo aver tentato di difendersi sostenendo di aver pagato tutte le tasse nel Regno Unito, dove era residente, si accordò per pagare 35 milioni per il periodo 2000-2006. Fa ridere, in confronto, la recente accusa di abuso edilizio per la pista costruita nel suo Ranch di Tavullia, per la quale papà Graziano ha dovuto sborsare 13 mila euro.

    Pista su cui Rossi ama svagarsi e allenarsi per conto suo e sulla quale il Dottore insegna i trucchi del mestiere ai giovani piloti della VR46 Academy.

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