Valentino Rossi-Ducati: Burgess dirige i lavori

Filippo Preziosi è tranquillo per quanto riguarda l'approdo di Valentino Rossi alla Ducati: il DG della casa di Borgo Panigale manifesta ottimismo sia per i tempi troppo alti fatti registrare dal Dottore a Valencia, sia per il recupero dopo l'operazione alla spalla destra

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    Valentino Rossi e Preziosi

    Filippo Preziosi è tranquillo per quanto riguarda l’approdo di Valentino Rossi alla Ducati: il DG della casa di Borgo Panigale manifesta ottimismo sia per i tempi troppo alti fatti registrare dal Dottore a Valencia, sia per il recupero dopo l’operazione alla spalla destra.

    Preziosi ha anche chiarito il suo rapporto (e quello di tutto il Team Ducati) con gli uomini di Valentino Rossi e in particolare con Jeremy Burgess. In pratica nei test di Valencia era il capotecnico australiano a prendere le decisioni e i tecnici Ducati sono stati “soltanto un supporto”.

    Come dire che Valentino Rossi avrà carta bianca nello sviluppo della nuova Ducati Desmosedici GP11. E nessuno se ne meraviglia, perché era chiaro dall’inizio che l’operazione che lo ha portato in Ducati comprendeva anche tutto il suo “pacchetto tecnico” e la possibilità di costruirsi una moto su misura.

    Abbiamo lavorato per dare a Burgess e ai ragazzi della squadra un feedback su come si comporta, come reagisce la moto alle modifiche. Quando abbiamo cominciato ho subito detto a Jeremy Burgess che il capo era lui e che noi eravamo soltanto un supporto: insomma che le decisioni su quando uscire e con cosa uscire erano sue,” ha dichiarato Preziosi, “Questo secondo me è l’unico modo per capire la moto, per prendere confidenza. Abbiamo fatto una serie di cambiamenti molto grossi proprio per capire bene come reagisce la moto e per avere la misura di quello che succede quando si fanno le varie regolazioni. Per formare il suo data-base, insomma. Alla Yamaha aveva una mole infinita di informazioni, qui nessuna, perciò tante prove che non avrebbe fatto un ingegnere di pista che da anni lavorava con la Ducati perché sapeva cosa sarebbe successo, Jeremy la ha dovute effettuare. Ma in futuro quando avrà unito i dati della Ducati a quelli relativi a tutte le altre moto che ha gestito, sarà in grado di lavorare benissimo.”

    La settimana prossima fare un meeting in Ducati, discuteremo qualche idea e poi ad inizio dicembre quando verranno Jeremy e tutti gli altri per il montaggio delle moto discuteremo ancora,” continua, “Comunque i giorni di test non sono più numerosi come una volta perciò prima o poi dovremo quagliare perché altrimenti arriverà la prima gara e noi non saremo pronti.