Valentino Rossi-Ducati: il divorzio è la cosa migliore per entrambi

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    C’è un prima e un dopo nell’avventura MotoGP della Ducati. A fare da spartiacque è un certo Valentino Rossi: che lo si ami o no bisogna ammettere che è così.

    C’è un prima che si chiamava Casey Stoner, fatto di derapate ingressi al limite e un titolo mondiale nel 2007 con 10 vittorie, 14 podi, 5 pole, 6 giri veloci e 367 punti finali. E’ stata una grande annata quella per la casa di Borgo Panigale, battere i colossi delle moto con un’azienda che rispetto alle altre risulta essere minuscola… E’ stato come Davide che batte Golia.

    Nel prima Ducati ci sono state anche tante delusioni, quelle delle “seconde guide” che arrivarono credendo di avere la miglior moto del lotto e invece si sono trovati ad andarsene a testa bassa con l’opinione pubblica che li critica e privi di certezze, come se tutta quella potenza del desmondromico li avesse svuotati non solo nel fisico ma anche nell’anima. Basta vedere Sete Gibernau e Marco Melandri, e alla lista si potrebbe aggiungere anche Loris Capirossi, ma forse il pilota italiano merita un capitolo a parte.

    Casey Stoner

    La Ducati del prima è stato un misto tra genio e follia, una moto che vuole essere guidata d’istinto come un folle ma con la lucidità di un genio. Forse a Borgo Panigale avevano bisogno di un po’ di normalità, come quando si stà per diventare genitori e si spera che il secondo figlio sia ubbidiente, studioso e con i capelli pettinati non come il fratello maggiore che sembra vivere a modo suo e non accetta le regole imposte. E qui si arriva al dopo….

    Quel dopo che doveva essere fatto di normalità con un pilota dalla guida pulita, in grado di offrire prestazioni costanti, anche se bisognava stravolgere le regole della famiglia. Quel dopo chiamato Valentino Rossi.

    valentino rossi va in ducati

    Rossi è arrivato dopo un corteggiamento durato anni, diventando l’evento piu atteso del motorsport italiano e non solo.

    Sembrava una favola: il miglior pilota italiano con una moto italiana. Poteva essere una di quelle storie da raccontare ai nipoti per farli appassionare al motomondiale, e invece si è rivelato il peggior incubo per tutti, tranne per le case rivali.

    Nessuna vittoria, solo qualche podio all’attivo, una gran quantità di piazzamenti poco utili e nessun guizzo degno di nota. Insieme a questo anche un’infinita di aggiornamenti, test, nuovi motori, nuova elettronica e telai che hanno stravolto totalmente il progetto e la filosofia Ducati.

    valentino_rossi lascia la ducati triste

    Il matrimonio dell’anno così come è stato definito si è trasformato nel divorzio del secolo, con i ducatisti che accusano Rossi e i rossisti che accusano la Ducati di non saper progettare moto ma cancelli non scorrevoli.

    La fine di questo rapporto è la miglior cosa per entrambi.

    Adesso quale futuro ci sarà per Ducati? La Rossa di Borgo Panigale prima di tutto deve riprendere la sua vecchia personalità, fatta di scelte tecniche azzardate che la rendevano unica in tutto il suo stile, per far rinascere l’orgoglio italiano di essere diversi da tutti. E poi forse deve trovare un altro figlio scapestrato e disordinato che guidi fuori dagli schemi convenzionali, senza porsi troppe domande come si faceva anni fa, e magari allora saremo di nuovo orgogliosi della nostra Casa italiana.

    Alessio Azzarello