Valentino Rossi: “Ducati nuova sfida”

Dopo la notizia del passaggio di Valentino Rossi alla corte della Ducati, l'italiano motiva la scelta che lo ha portato a lasciare la Yamaha dopo sette anni di vittorie e quatto titoli mondiali

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    A poche ore dall’annuncio ufficiale dell’atteso matrimonio con la Ducati di Borgo Panigale, Valentino Rossi parla del rapporto con la sua cara Yamaha, la moto che gli ha fatto vincere quattro dei suoi nove titoli iridati in carriera. Il nuovo pilota della Desmo 2011, ricorda con affetto la prima vittoria di Welkom del 2004 e tutti i bei momenti passati insieme al team dei tre diapson, ma ora è giunto il tempo di una nuova sfida dal sapore tutto italiano con la possibilità di conquistare la decima corona con una moto e un progetto nostrano. Da risolvere con i giapponesi la questione dei test.

    A poche ore dalla notizia del passaggio del campione del mondo della MotoGP, Valentino Rossi alla corte della Ducati, l’italiano motiva la scelta che lo ha portato a lasciare la Yamaha M1 dopo sette meravigliosi anni di vittorie e ben quatto titoli mondiali.

    L’addio di Rossi alla M1 sembra quasi malinconico nel ringraziare tutte le persone che, insieme a lui, hanno trasformato una moto derisa da tutti, in un modello da seguire e imitare nel box. Da Masao Furosawa agli ingegneri, dai meccanici a i tecnici del suo team; tutti rientrano nei ringraziamenti del Dottore: “da quel tempo lontano 2004, la mia M1 è cambiata, a quel tempo era una “cattiva” moto che viaggiava a metà classifica, derisa dalla maggior parte dei piloti. Ora, dopo averla aiutata a crescere e migliorare, si può vedere il suo sorriso nel suo garage, corteggiata e ammirata, trattata come ‘prima della classe”.

    Per Valentino, a 31 anni, è il tempo di cercare nuove sfide e record da battere: “ora è giunto il momento di cercare nuove sfide, il mio lavoro qui in Yamaha è finito. Purtroppo, anche le storie d’amore più bella finiscono, ma lasciano un sacco di bei ricordi, come quando ho baciato la mia M1 e ho per la prima volta sull’erba a Welkom, quando guardandola dritta gli ho detto ti amo”.