Valentino Rossi e il rinnovo del contratto con Yamaha, ma c’era anche Honda e Ducati…

Valentino Rossi aveva parlato con Ducati prima di firmare il contratto con Yamaha per altri due anni

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    Non lo sappiamo se la scelta di Valentino Rossi di rinnovare il contratto e rimanere in casa Yamaha per altri due anni sia stata la scelta giusta.

    Di sicuro è stata quella meno entusiasmante.

    E dire che la MotoGP viva e si nutra di entusiasmo è solo una bella favola che raccontano ai più senza, ovviamente, che nessuno ci creda.

    Dietro la favolosa patina dei video e dei colori, degli sponsor e della sana tifoseria, la MotoGP macina milioni di euro e, soprattutto, vive di milioni di euro.

    Il rinnovo del contratto di Valentino Rossi con Yamaha è stato uno di quegli eventi che hanno mobilitato il MotoMondiale, la Stampa e tutto il resto molto più della vittoria del Titolo vinto da Nicky Hayden nel 2006, per esempio.

    Alla fine è successo quello che tutti in fondo sapevano, ma quello che tutti speravano non succedesse: il binomio Valentino-Yamaha fino al 2010.

    In tanti hanno creduto che Valentino, quella scheggia impazzita di una MotoGP sopra le righe, quel folletto pesarese così bravo e così menefreghista, avrebbe “compiuto l’ impresa”, ossia sarebbe passato in sella di quella rossa Ducati Campione del Mondo che da due anni infiamma il cuore dei tifosi di mezzo mondo e porta il tanto osteggiato telaio a traliccio in cima alle classifiche del MotoMondiale e delle vendite.

    Ci avevamo creduto, anzi no, ci avevamo sperato. E non è poco.

    Più o meno segretamente, tutti hanno pensato, detto, sperato, auspicato un cambiamento di Valentino ad una moto diversa dalla Yamaha.

    Non perchè la Yamaha fosse antipatica. Assolutamente no.

    Ma perchè Valentino è… Valentino.

    Perchè la Yamaha purtroppo non vince e perchè Valentino è nato per vincere.

    Perchè “Rossi sulla Rossa” sarebbe stato un felicissimo motto da sfoderare ad ogni vittoria, e perchè gli italiani amano entrambi, soprattutto adesso che il Desmosedici le sta suonando a tutti gli altri.

    Perchè c’era la speranza che Valentino avrebbe fatto sognare la tribuna Ducati e avrebbe riportato in Italia quel totale predominio motociclistico degli anni d’ oro

    Alla fine, proprio mentre la sua testa della Classifica MotoGP 2008 sta per essere agguantata da un Casey Stoner ritrovato, Valentino si risposa con la Yamaha che, messo da parte Lorenzo (colui che veniva dato per immediato successore di Valentino) decide di puntare per altri due anni sull’ Asso di Tavullia.

    Decisioni. Strategie.

    Sbagliate? Chi può dirlo, se non il tempo?

    Valentino, intanto, ringrazia.

    Avevo questa possibilità di scegliere. – confessa il #46 – Ho scelto serenamente per due anni perchè qui sto molto bene e perchè penso che gli stimoli li troverò con la Yamaha. Due anni almeno vorrei proprio correrli ancora. Poi magari se mi diverto ancora, anche altri due!

    Scherza Valentino, forse. Sicuri che non volesse cambiare?

    Sì, diciamo che delle possibilità c’erano per cambiare. – aggiunge Vale – Poteva essere la Honda, ma poteva anche essere la Ducati con cui ho avuto dei contatti. La seconda soluzione poteva anche essere interessante. E’ un marchio italiano, affascinante e ho una grande stima di Filippo Preziosi che conosco molto bene. Alla fine ho scelto di stare qui, dove ho una squadra eccezionale e un bellissimo rapporto. Provare a battere Stoner con la sua moto forse non sarebbe stato molto originale. Dobbiamo riuscire a batterlo così come siamo, con la Yamaha“.

    Due frasi, quelle in grassetto, che dicono tutto.

    Battere Stoner con la sua moto, e poi la stima per Preziosi (colui che ha progettato la moto; e non stima per Stoner, il pilota?), e molto altro ancora…

    E tutto, per non cambiare.

    Certo, cambiare.

    Ma a che prezzo?

    • 1 – Ducati e Jeremy Burgess

    Probabilmente, la Ducati non avrebbe accettato tutta la falange di tecnici al seguito di Valentino: i panni (e i motori) si lavano in casa e forse a Borgo Panigale ci sarebbe stato poco posto per Jeremy Burgess & Co.

    • 2 – Ducati e Valentino Rossi

    Altra osservazione: la guida di Rossi è profondamente diversa da quella di Stoner, il “tutto aperto o tutto chiuso” non va completamente a genio al numero #46 e probabilmente Valentino non avrebbe avuto la possibilità di vincere da subito, dovendo impiegare tempo, risorse e preghiere per rendere la Ducati GP9 più simile a sè stesso piuttosto che al canguro australiano, soprattutto in mancanza dei suoi “tecnici del cuore”.

    Da qui si deduce che Valentino avrebbe perso, ancora una volta, il Mondiale. Contro Stoner.

    Un’ onta insopportabile, soprattutto dal momento che i due (R)rossi contendenti avrebbero avuto “la stessa moto” che significa nulla (per i piloti) e tutto per quella falange granitica e cieca che è l’ insieme di pubblico, stampa, sponsor et similia.

    • 3 – Valentino Rossi e Stoner

    E poi… se Stoner vince e fa (oltre che il suo dovere per cui è profumatamente pagato) un immenso favore alla Ducati, come gestire Valentino Rossi che, di sicuro, non si sarebbe accontentato di essere “il secondo pilota di Borgo Panigale”? Ovvio, poi, che per tirar su Valentino, non avrebbero potuto declassare Casey Stoner che tanto ha fatto e tanto sta facendo per la Ducati.

    Una squadra con due “primi piloti” non si è mai vista (almeno ultimamente) e probabilmente la Ducati non avrebbe avuto nè la forza nè le intenzioni di “parificare” due piloti che, geniali nel loro essere, sono comunque agli antipodi.

    E come si sarebbe sentito Stoner, colui che veramente ha compiuto l’ impresa di riportare la Ducati in cima al mondo dopo lunghissimi 33 anni, messo sullo stesso gradino di Valentino? Probabile perdita di motivazioni, gli psicologi insegnano.

    In Ducati hanno imparato a fare le moto e oltre alle aule di Ingegneria, hanno frequentato quelle di psicologia. Una doppia laurea che fa benissimo alle risorse umane e, ovviamente, alla Cassa.

    Mettere in conflitto due piloti non è quello di cui hanno bisogno a Borgo Panigale, soprattutto adesso che è stato trovato un certo equilibrio che li sta riportando in cima al mondo, e quindi Valentino sarebbe stato un oggetto refrattario e un organo facile al rigetto che non avrebbe fatto bene all’ organismo Ducati.

    Queste e infinite altre considerazioni devono aver fatto in “Casa Rossi” intesa come Valentino e tutto il suo entourage di tecnici, amici, parenti, commercialisti etc, e abbiano deciso di rimanere in Yamaha e rilanciare la sfida con Stoner+Ducati.

    Lorenzo permettendo, ovviamente…