Valentino Rossi: ecco la MotoGP ideale

Nella lunga intervista a GQ nella quale ha sparato a zero sui suoi rivali Casey Stoner e Jorge Lorenzo, Valentino Rossi ha anche parlato delle motivazioni legate al suo passaggio in Ducati e ha anche descritto i cambiamenti che farebbe per rendere la MotoGP più avvincente

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    Valentino Rossi

    Nella lunga intervista a GQ nella quale Valentino Rossi ha sparato a zero sui suoi rivali Casey Stoner e Jorge Lorenzo, dicendo che in pratica hanno trovato il coraggio di attaccarlo e dire quello che pensano di lui solo dopo l’infortunio del Mugello, il Dottore ha anche parlato delle motivazioni legate al suo passaggio in Ducati (“il movente non è il denaro“) e ha anche descritto i cambiamenti che farebbe per rendere la MotoGP più avvincente e competitiva (“bisognerebbe poi togliere molta elettronica“).

    Come immagina Valentino Rossi il “campionato motociclistico perfetto“? Al margine dell’intervista/attacco contro i rivali in MotoGP (con molte dichiarazioni che di sicuro faranno discutere) il nove volte campione del mondo ha giocato a inventare una MotoGP ideale: “Innanzitutto il numero giusto di concorrenti sarebbe 24 o 26. Al momento io terrei i quattro tempi, perché se è vero che a tutti piacciono le 500 due tempi, il mondo ormai viaggia con il quattro tempi,” ha proposto Rossi, “Io credo che la cilindrata giusta sia 1000 cc, non 800 cc; con un limite di 16.000-17.000 giri al minuto, e non di 19.000 come adesso, in modo che le moto non possano arrivare a 360 km/h. Secondo me, 320 km/h possono bastare.”

    E ancora, il Dottore è per l’equazione meno elettronica uguale più emozioni: “Bisognerebbe poi togliere molta elettronica e molti accorgimenti di aiuto alla guida,” continua Rossi, “Si potrebbe tenere un po’ di controllo sulla trazione, un piccolo aiuto, perché le moto sarebbero potentissime, ma io vorrei un quarto dell’elettronica che usiamo adesso. Sai, ora noi possiamo impostare la potenza, il gas e il controllo di trazione a ogni curva, per ogni marcia. La moto sa esattamente dove si trova, sulla pista, e quindi sfruttando l’elettronica puoi adattarla in modo che percorra ogni curva alla perfezione. Il controllo di trazione lo terrei, ma dovrebbe essere fisso, non adattabile a ogni tipo di curva. E niente controllo anti-impennata, niente controllo in frenata: così vedremmo bellissime impennate, grandi derapate in zona di frenata e gare più combattute. Per me, il campionato migliore sarebbe questo. E per gli pneumatici? Massima apertura. La concorrenza tra i diversi produttori è positiva.”

    In chiusura un nota sulle motivazioni dietro il suo passaggio in Ducati: “La Ducati è italiana, come me. Se volessi inseguire il record di Agostini, resterei con la Yamaha, perché sarebbe più facile. Di certo, il movente non è il denaro, perché alla Ducati mi daranno esattamente quello che avrei preso alla Yamaha,” ha concluso Valentino Rossi, “Non ho mai scelto la moto con cui correre sulla base dei soldi. La Yamaha mi aveva fatto un’offerta. Io sono andato alla Ducati e ho detto: “Vi va bene questa cifra?”. Loro hanno risposto di sì, e la questione si è risolta. È stato facile. È più la voglia di provare sensazioni nuove, a spingermi.”