Valentino Rossi, Giacomo Agostini e i record del Motociclismo

Valentino Rossi e Giacomo Agostini, due eroi di tempi difersi tra cui è impossibile fare paragoni, anche dal punto di vista dei record

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    Chiusi i battenti del Campionato MotoGP 2008 che ha visto la vittoria di Valentino Rossi, al suo ottavo mondiale conquistato sulle due ruote, tocca adesso tirare le somme di quella che è stata una stagione con luci e ombre, non priva di colpi di scena, di battibecchi e di novità.

    Tra le altre cose, la stagione 2008 è stata cornice di alcuni eventi storici come l? abbattimento del muro di alcuni record stabiliti nel passato e sgretolati proprio quest?anno per mano di Valentino Rossi.

    Proprio qualche giorno fa avevamo parlato di come il folletto di Tavullia abbia affrontato la sua ennesima vittoria nella classe regina e di come abbia vissuto la conquista della vetta di nuovi record, infrangendo il primato conquistato da un mostro sacro del Motociclismo quale Giacomo Agostini, una sorta di secondo padre per il Valentino delle due ruote.

    Così, se Valentino, com?è ovvio, canta: ?Chiudo con il record di punti e di podi, sono molto contento?, il Grande Agostini, già dopo Motegi, aveva dichiarato?l primato delle 68 vittorie è solo una piccola sfumatura, io in realtà ho sempre considerato nella totalità le mie vittorie, in tutte le classi e quindi sono 123. I titoli mondiali sono 15. Le gare vinte, al di là dei mondiali, 311, e 18 i titoli italiani. Non voglio certo polemizzare, anche perchè lui (Valentino, ndr) si merita tutta questa attenzione, ma se lui dichiara di essere contento quando batte i miei record, non vedo perchè io dovrei essere felice di essere battuto?.

    Noi siamo d? accordo, sia dal punto di vista umano, che sportivo. E? infatti inutile, sterile e deleterio, secondo noi, fare paragoni che non portano da nessuna parte se non a fazioni proprie, spesso, del pubblico calcistico.

    Il Motociclismo, come l? Arte, non contempla paragoni con il passato, ma solo artisti in grado di dipingere nel presente l? idea di un futuro glorioso.

    E, nel caso di Valentino, la gloria è adesso.