Valentino Rossi: il suo ranch è abusivo! Pagata la multa, ma non è finita qui…

Nuovi guai con la giustizia per Valentino Rossi: tutti ricorderete la maximulta pagata dal Dottore qualche anno fa per evasione fiscale

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    Valentino Rossi Ranch abusivo

    Nuovi guai con la giustizia per Valentino Rossi: tutti ricorderete la maximulta pagata dal Dottore qualche anno fa per evasione fiscale. Questa volta Rossi finisce nel mirino della Procura per alcune inadempienze nel processo di costruzione della pista da motocross all’interno del Ranch La Biscia a Tavullia. A papà Graziano e alla sua società, la Testa Track, proprietaria del Ranch, viene contestato il reato di abuso edilizio, per il quale è già stata pagata una multa di 13mila euro, oltre a reati ambientali e di falso per i quali il processo si aprirà il prossimo 2 dicembre.

    Non c’è pace per la pista da dirt track voluta da Valentino Rossi all’interno del Ranch di Tavullia di sua proprietà: pista che Vale utilizza per allenarsi, per svagarsi e divertirsi, ma anche per insegnare qualche trucco ai giovani piloti della VR46 Academy. Alcuni mesi fa le cinque famiglie vicine di casa di Valentino avevano presentato un esposto in Procura, lamentandosi dell’eccessivo rumore provocato dalle moto in pista: una battaglia che non si è ancora conclusa e che si trascina da un tribunale all’altro tra perizie e controperizie.

    Ora la faccenda si fa però più seria, perché alla Testa Track, società del papà di Valentino proprietaria del Ranch La Biscia, al geometra che ha supervisionato i lavori e alla ditta che ha realizzato l’impianto, vengono contestati reati importanti: ambientali, di falso e di abuso edilizio.

    In sostanza non sarebbero stati denunciati i lavori prima della loro effettiva realizzazione e in questo modo l’attuale situazione del Ranch differisce da quella del progetto originario. Per il reato di abuso edilizio papà Graziano ha già provveduto al pagamento di una multa di 13.000 euro che ha di fatto cancellato il reato e risolto la situazione. Non finisce qui, però, perché il prossimo 2 dicembre si aprirà il processo per i reati ambientali e di falso.