Valentino Rossi in crisi, le parole di Capirossi: “Ducati non competitiva”

L'ex pilota del Motomondiale Loris Capirossi interviente sul momentaccio della Ducati e del suo pilota Valentino Rossi

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    Motomondiale Misano

    L’ormai ex di lusso della MotoGP, Loris Capirossi, appesi guanti e casco al chiodo interviene con alcune battute sulla prima disastrosa gara del 2012 dell’acccoppiata Valentino Rossi-Ducati e sullo sfogo del Dottore nel dopo-gara del Gran Premio del Qatar, andato in scena l’8 aprile dalle curve del tracciato internazionale di Losail e che ha visto il pesarese tagliare il traguardo in decima posizione, dietro anche alle Ducati dei team clienti. L’unione Rossi-Ducati sembra già in crisi e il futuro rimane un’incognita e nel frattempo, Valentino impegnato nel week-end a Monza, si prende la solidarietà di Capirossi che si schiera dalla parte del Dottore della Desmo16.

    Mentre lo stesso Rossi dichiara di non essersi mai sentito a proprio agio in sella alla Ducati di Borgo Panigale, il Dottore trova un appoggio morale insperato in questo periodo di crisi, nel quale le critiche piovono da ogni dove. Stiamo parlando di Capirossi, baluardo della prima Ducati MotoGP e amico di Valentino: “Ho guidato nella mia vita tante Ducati bellissime e velocissime, ma quella dello scorso anno non era una moto competitiva. Così, prima di criticarlo la gente dovrebbe vincere quello che ha vinto lui e tenere la bocca chiusa”.

    Capirex può vantare un’esperienza considerevole nel Motomondiale, in virtù della sua permanenza per ben 22 anni e 328 gare, nonchè rimane il primo baluardo dell’approdo della Ducati Desmosedici di Borgo Panigale nell’universo della MotoGP.

    Già l’esordio di Capirex con la Rossa, quasi dieci anni fa. Periodi, tecnologie, progetti e velocità troppo diverse per paragonarla con la situazione di Rossi sulla Desmo, una moto completamente stravolta e che non presenta più le peculiarità che l’hanno resa grande e veloce negli anni. Indicazioni allo sviluppo fornite dallo stesso Dottore e dal suo staff di ingegneri e meccanici che speravano di trasformare la Rossa in una copia di un progetto giapponese, moto da sempre ( a parte l’Aprilia ) guidate da Valentino.