Valentino Rossi in Ducati? Il “no comment” di Borgo Panigale

La notizia ha squarciato la serata di lunedì e per la Yamaha è stata come un fulmine a ciel sereno: Valentino Rossi ha lanciata un ultimatum, dichiarando alla BBC che se i giapponesi non sceglieranno il pilota su cui puntare (lui o Jorge Lorenzo) allora preferisce passare alla Ducati dal 2011

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    La notizia ha squarciato la serata di lunedì e per la Yamaha è stata come un fulmine a ciel sereno: Valentino Rossi ha lanciata un ultimatum, dichiarando alla BBC che se i giapponesi non sceglieranno il pilota su cui puntare (lui o Jorge Lorenzo) allora preferisce passare alla Ducati dal 2011. Secco il “no comment” subito arrivato da Borgo Panigale.

    Non c’è nulla di nuovo. Sono cose già sentite che non commentiamo.

    Questo lo scarno comunicato con cui la Ducati ha replicato all’avvertimento di Valentino Rossi alla Yamaha. Nella sostanza, dalla casa di Borgo Panigale arriva il più classico dei “no comment”.

    In Ducati quindi si fermano ad aspettare, ma a questo punto le carte sono state scoperte: Valentino ha parlato chiaramente di “grossa offerta” messa sul piatto dalla casa costruttrice italiana, a conferma delle voci che si stavano rincorrendo da quando Jeremy Burgess fu avvistato in via Cavalieri Ducati.

    E se per il Dottore “correre per la Ducati e cercare di vincere il mondiale con una moto italiana sarebbe una grande motivazione”, per la Rossa investire su un pilota amato come Valentino significherebbe non solo poter contare su quello che alla prova dei fatti è ancora il miglior pilota della MotoGP, ma anche e soprattutto godere di un ritorno d’immagine notevole: un’accoppiata tutta italiana che farebbe felice qualunque uomo di marketing.

    Qui non si tratta solamente di vincere in pista: poter convogliare sul proprio marchio l’attenzione mediatica che Valentino si porta dietro ovunque vada significa prima di tutti “soldi”. Tanti.

    E dato che il cirkus del Motomondiale è anche una grande macchina promozionale, noi che in Ducati ne sappiano poco e niente proprio non ci crediamo.