Valentino Rossi: “la Yamaha è il mio unico amore, andare in Ducati fu uno sbaglio”

Valentino Rossi dichiara che la Yamaha è la sua moto e non andrà in Suzuki

da , il

    Le voci sul futuro che vedevano proiettato il nove volte campione del mondo come probabile pilota Suzuki nel 2015, sono state prontamente smentite dal pilota stesso durante un’intervista rilasciata ad una rivista tedesca pochi giorni fa. Valentino Rossi allontana ogni ‘chiacchiera’ che lo avrebbe voluto vedere in sella al nuovo prototipo di Hamamatsu nella stagione 2015 gestita ora da Davide Brivio. Il pilota marchigiano inoltre conferma la sua intenzione di restare in Yamaha e sottolinea quanto la sua esperienza con la casa di Borgo Panigale sia stato soltanto un errore poiché, secondo le sue parole, in Ducati il pilota non viene ascoltato.

    I recenti risultati che Valentino Rossi sta raccogliendo in sella alla sua M1, hanno sicuramente fatto un po’ di luce e chiarezza sulle idee del campione di Tavullia; infatti, dopo una prima parte di stagione in cui il dottore ha faticato un po’ ad entrare nei giochi, si vede ora ‘addirittura’ quasi proiettato per un possibile inserimento tra i top rider di questa stagione. Elementi che Valentino considera e che lo fanno riflettere sulle sue precedenti stagioni e sul suo futuro. Queste sono le parole di Valentino Rossi: “Nel 2010 commisi un grave errore; chiedere alla Yamaha di dover scegliere tra me o Lorenzo , poi ho capito che fosse giusto che Yamaha puntasse sul futuro prendendo il pilota più promettente dal vivaio. Io ero preoccupato sopratutto per come mi sarei potuto trovare senza Furusawa che era mio buon amico e visto che stava per andare in pensione, non sapevo come la casa di Iwata si sarebbe comportata nei miei confronti. Adesso sono consapevole che la mia è stata una preoccupazione infondata perché il trattamento nei miei confronti non è cambiato e mi dà lo stesso supporto che ricevevo allora. La mia esperienza in Ducati è stato solo un mio errore perché accettai di collaborare con loro pur sapendo la filosofia che regna all’interno di quella casa; purtroppo il pilota viene preso poco in considerazione e alla fine un rapporto diventa molto difficile. Per quanto riguarda chi mi vorrebbe in sella alla Suzuki posso solo dire che ora sono di nuovo a casa, la M1 è la mia moto e mi trovo bene, se i risultati continuano a crescere non credo proprio che mi separerò da questa casa che mi ha dato e mi sta dando molto.”

    A cura di Alessio Mora