Valentino Rossi: lui e la Ducati competitivi solo con la pioggia?

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    Domenica sul circuito Bugatti Valentino Rossi ha ottenuto il suo miglior risultato da quando corre in Ducati, Vale ha chiuso infatti la gara al secondo posto (portando a 17 le stagioni consecutive in cui il pilota marchigiano è salito almeno una volta sul podio, ovvero dal 1996 stagione in cui ha esordito nel motomondiale nella classe 125), prima di questo secondo posto il binomio Rossi-Ducati non era andato oltre il settimo posto dell’Estoril, per quanto riguarda questa stagione, inevitabile chiedersi quindi a cosa sia dovuto queto salto prestazionale che ha spinto la rossa di Borgo Panigale sul secondo gradino del podio riuscendo a battere uno Stoner che con la sua RC213V è sempre stato molto più veloce della coppia italiana.

    Già lo scorso anno abbiamo potuto notare come con asfalto umido/bagnato la moto italiana era molto più veloce e competitiva ripetto che sull’asciutto, basti ricordare la gara di Jerez e Le Mans dello scorso anno. A rendere il tutto meno chiaro però sono le dichiarazioni dei piloti, capitanati da Vale, che si lamentano di un erogazione troppo brusca della GP12. Questo problema sul bagnato dovrebbe aumentare ulteriormente rendendo quindi la moto ancora più nervosa e meno guidabile, invece i fatti smentiscono questa ipotesi, tanto che sul bagnato la Ducati porta Rossi a battagliare ad armi pari con la Honda di Casey.Per cercare di sviscerare questo problema è stato chiamato in causa Jan Witteveen, ex direttore tecnico dell’Aprilia, che alla Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “Ci sono assetti e ciclistica differenti e un’elettronica che taglia la potenza anche del 50%. Ma soprattutto le gomme sono completamente diverse, per profilo, struttura e mescola. Hanno una risposta più elastica e si scaldano prima: la Ducati, che fatica con le gomme da asciutto e sta tentando con il telaio in alluminio di avvicinarsi alle giapponesi, con il bagnato ha una risposta paragonabile a Honda e Yamaha“.

    Witteveen prosegue nelle sue dichiarazioni arrivando a parlare dello stile di guida del pilota, in questo caso Valentino Rossi, che in queste condizioni è fondamentale e lo fa con queste parole: “L’elemento principale, però, risiede proprio nella guida sul bagnato. Con l’asciutto l’apertura del gas avviene sull’angolo massimo di piega, dopo metà curva. Sull’acqua, invece, quando si è quasi dritti. In questo modo si annullano le differenze di prestazioni con le altre moto“, anche il ex direttore tecnico dell’Aprilia sembra quindi rendere merito al talento di Valentino Rossi capace con la sua sensibilità di guidare al massimo in queste condizioni, ma d’altra parte sembra voler far capire che c’è una differenza prestazionale fra la Ducati e le rivali giapponesi che solo la pioggia riesce a colmare, proprio in vista della diversa guida e dei diversi set up con cui la moto viene messa in pista.

    Quindi dopo la gara di domenica dove possiamo dire di aver rivisto un Rossi con una grande voglia di lottare, non ci resta che aspettare e sperare che in Ducati risolvano i problemi che impediscono ai loro piloti di essere veloci e lottare per le posizioni alte della classifica in condizioni di asciutto, perchè sicuramente il potenziale è alto ma in questa MotoGP dal livello così elevato bisogna riuscire a sfruttarlo appieno se si vuole lottare per la vittoria; per adesso dobbiamo prendere atto che solamente con la pioggia questa GP12 sembra essere competitiva, anche se c’è da dire che solo Rossi fra i piloti Ducati è sembrato in grado di esprimersi a quei livelli nonostante la pioggia visto che il suo compagno Hayen è arrivato sesto a 22 secondi dall’italiano.

    Insomma sembrano esserci molti fattori per cui la Ducati non è molto competitiva e nemmeno l’acqua sembra essere un placebo in grado di far “rinascere” tutti i piloti che la guidano, vedremo come si evolverà la moto nel corso del campionato e i conseguenti miglioramneti sull’asciutto, se ci saranno altre prove bagnate con cui potremo avere una controprova di quanto detto da Witteveen, oppure se questo è stato un semplice fuoco di paglia.

    Come potete vedere ci sono molte variabili in gioco, ma la principale domanda che tutti si fanno dopo questo podio di Le Mans è: Valentino Rossi è tornato competitivo solo grazie alla pioggia (il pilota non è più quindi così veloce come lo era alcuni anni fa e solo in condizioni particolari può sperare di ottenere qualcosa), oppure è la Ducati che non permette al pilota ancora veloce di esprimere appieno le sue potenzialità (problema questo “risolto” dalla pioggia)?