Valentino Rossi: ma Le Mans non era la sua pista preferita? [FOTO]

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    Non c’è molto da dire… è stata davvero un’ Honda impetuosa quella che ieri ha letteralmente travolto Yamaha nel giorno forse più favorevole alla casa dei tre Diapason. Lo stesso Valentino Rossi era molto fiducioso in vista di questo Gran Premio che, su una pista a lui favorevolissima, avrebbe voluto conquistare almeno il podio. Non c’è però solo la questione Valentino a far “arrossire” Yamaha; notizie molto negative arrivano anche dalla sponda Jorge Lorenzo che, nella sua irremovibile determinazione, era ancora più ottimista e fiducioso del compagno di squadra.

    Dopo il disastro comunque, c’è sempre un superstite che riesce a tenere viva la speranza di poter trarre qualche cosa di buono da questa gara: Cal Crutchlow! Il pilota britannico del team Monster Tech-3 è, oltre a Pedrosa, l’assoluto e indiscusso protagonista di questo Gran Premio di Francia. Una reale prova di forza, carattere e determinazione, degna delle gesta più eroiche della storia del motociclismo, il tutto confezionato con una M1 che di ufficiale ha ben poco. Cal è senza ombra di dubbio, il pilota più coraggioso e meritevole di attenzione, in un futuro non troppo brillante in casa Yamaha.

    Il Gran Premio di Le Mans è stata una gara bellissima; ricca di emozioni, colpi di scena ed eroiche rimonte. Una giornata che ha certamente soddisfatto molti appassionati, che finalmente hanno potuto assistere ad una gara incerta e combattuta fino alla fine. Molti non avranno creduto ai loro occhi quando al primo passaggio sul traguardo, la grafica sul teleschermo indicava Dovizioso in testa, seguito da Lorenzo e Pedrosa. Tutto vero invece! Il tanto discusso “cancello rosso” non solo si porta al comando dopo la prima curva, ma ci rimane per buona parte di gara ma non solo… si prende anche il lusso di battagliare e vincere più volte il confronto con Honda, fino all’inevitabile momento in cui le gomme non andavano più bene nemmeno per essere riciclate.

    Andrea Dovizioso ha resistito finché poteva e ha regalato comunque uno spettacolo degno di nota sotto il diluvio francese.

    Il Gran Premio Di Le Mans doveva essere necessariamente una prova convincente per i portabandiera Yamaha, che qui su questo circuito vantano diversi successi proprio con i due piloti ufficiali negli ultimi anni. Lorenzo ha raccolto ben 3 successi nelle ultime 5 stagioni, tante quante Valentino Rossi anche se una in meno con Yamaha.

    L’anno scorso proprio Valentino Rossi disputò su questo tracciato un’ottima gara, sempre all’insegna del bagnato ma ciò che più fa riflettere, è che ha ottenuto un podio con quella Desmosedici che tanto ha fatto soffrire lui e i suoi tifosi per due intere stagioni, tanto da indurli a pensare che con Yamaha avrebbe potuto “stravincere” al suo ritorno. La realtà però non è sempre come la si immagina e anche i più accaniti ultrà devono ammettere che il ritorno in sella a quella moto, che ha fatto esultare e gioire molti sostenitori del dottore di Tavullia, non è stato dei migliori dopo quattro gare. Valentino Rossi non è partito male qui in Francia, ha ottenuto dei buoni tempi nelle FP del venerdì conquistando il terzo tempo in entrambe le sessioni. In griglia è partito ottavo e ha tenuto un buon passo fino a metà gara, ma nel tentativo di tenere testa ai piloti che scappavano e si facevano sempre più piccoli ai suoi occhi, incappa in una caduta in quella tanto criticata curva 6, punto in cui molti sono finiti a terra, sia in prova che in gara. Chiuderà dodicesimo e se non avesse forzato troppo, avrebbe potuto sperare almeno nel quarto posto e sopratutto mettersi davanti a Lorenzo come desiderava già dal venerdì.

    Il disastroso week-end di Le Mans per Yamaha, porta con sé forse la nota più negativa di questo Gran Premio. Jorge Lorenzo è velocissimo in tutte le prove, perdendo la pole per soli 30 millesimi di secondo sul connazionale n. 93 di casa Honda. Lorenzo parte bene in gara dopo il miglior tempo ottenuto nel warm up del mattino; tiene un buon passo ma dopo il sorpasso subito da Pedrosa, sembra entrare in un tunnel di problemi dal quale non riuscirà più ad uscirne. La moto è visibilmente instabile, scivola, esce molto lento dalle curve e frena con largo anticipo rispetto agli inseguitori. Lorenzo è un buon pilota sul bagnato e potrebbe fare la differenza con una moto in cui l’anno prima, nelle stesse condizioni e sullo stesso tracciato, vinse.

    La gara continua e alla settima tornata vede sbucare il 46 giallo di Valentino Rossi che non sarà l’unico a passarlo. Al nono giro è addirittura 6° con mezzo secondo di ritardo da Hayden che lo precede; il pilota spagnolo non riesce a guidare, deve chiudere il gas continuamente e a 11 giri dal termine deve battagliare pure con Bautista per l’ottava posizione. Gara che chiuderà poi in settima posizione con tanti ringraziamenti a Rossi e Bradl per essersi insabbiati a suo favore. Lo stesso pilota di casa Yamaha ha denunciato i vari problemi che il team deve risolvere per poter contrastare Honda.

    C’è sempre un superstite sotto le rovine di un disastro, un superstite che durante il sabato di qualifiche, si fionda mezzo massacrato all’interno del medical center per farsi rilasciare l’idoneità per correre, decisione che prenderà contro la volontà del suo team. Cal Crutchlow non sta bene, sanguina vistosamente dal naso e ha contusioni su molte parti del corpo dopo la brutta caduta nella FP4. Il britannico però non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione di dimostrare che un pilota deve avere passione per correre e che soltanto quella fa superare ogni dolore e paura. Partirà quarto in gara e dopo il primo giro è in settima posizione; ha una Yamaha e per di più non ufficiale… e poi dopo la botta del sabato dove vuole andare? La risposta è semplice: a conquistare un secondo posto di forza, di coraggio e di MANICO e a zittire tutti coloro che pensano e che dichiarano ai microfoni che Yamaha sia molto inferiore a Honda!