Valentino Rossi sulla stagione: “il 2013 è stato un anno difficile”

La stagione MotoGP 2013 va in soffitta

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    Valentino Rossi intervista

    Siamo ormai alla fine dell’anno. Valentino Rossi, dopo la presentazione del nuovo team della Moto3, si godrà un periodo di vacanza, prima di tornare in sella tra qualche tempo. Così ha rilasciata un’ultima intervista a MotoGP.com, svariando tra vari argomenti: dalla stagione appena trascorsa, alla voce di ritiro e poi smentita, fino alla tragedia di Doriano Romboni. Parole interessanti, che ci mostrano come il Dottore ormai sia “amico” del compagno di box Jorge Lorenzo, e che non si è per nulla arreso ad accettare il ruolo di quarto della griglia.

    Valentino, il 2013 è stato un anno di alti e bassi. Mercoledì sera avete ripercorso la stagione passata all’evento Yamaha di Milano…

    “Sì, è stata una bella serata nella quale abbiamo ripensato tutti insieme alla stagione conclusa: momenti buoni e bei video da guardare. È stato un anno caratterizzato da un sacco di belle gare, ma certamente abbiamo avuto alti e bassi. Un 2013 sicuramente difficile e, alla fine, avrei voluto essere più competitivo magari lottando per il podio. Non sempre sono stato capace di tenere un buon passo, ma ci proveremo l’anno prossimo”.

    Qual è l’obiettivo di Valentino Rossi per il 2014?

    “Prima di tutto vorrei rilassarmi e ricaricare le batterie. L’obiettivo è cercare di far meglio: provare ad arrivare più volte sul podio e magari vincere qualche gara. A fine stagione, poi, vedremo dove siamo arrivati”.

    Si è parlato di un tuo pensionamento, ma poco dopo hai detto alla stampa che c’è stato un malinteso…

    “Non è stato davvero un malinteso! E ‘stato tutto molto chiaro. Hanno girato la notizia in modo sbagliato creando delle voci! Ho un altro anno di contratto e nel mio cuore voglio continuare anche dopo, per altri due anni. Ma devo essere competitivo e veloce quindi deciderò nel 2014″.

    Hai richiesto qualcosa di particolare a Yamaha in termini di moto?

    “Continuare a lavorare, risolvendo i problemi e adattando la M1 al mio stile di guida. Questo è l’obiettivo. Anche la squadra ha un sacco di motivazioni per mettermi nelle condizioni di provare a rimanere tra i primi. Non vedo l’ora! Vedremo, ma questo è quello che voglio: migliorare la moto e renderla più adatta a me”.

    Ed è sempre bene avere un compagno di squadra come Jorge Lorenzo. Lui ha detto che si sente benedetto a lavorare vicino a te…

    “Penso che siamo una bella squadra! C’è sempre stata cordialità e un’atmosfera, quest’anno, molto buona. Così come il rapporto tra Jorge e me. È uno dei più bravi… Ora è lui il migliore. Quest’anno ha fatto qualcosa di grande pur non vincendo il campionato. Sono molto felice di dividere il box con lui, è sempre una grande lotta che porta ad aumentare il livello di competitività di entrambi”.

    La scorsa settimana abbiamo assistito alla presentazione della nuova squadra Sky-VR46 Moto3, con i piloti Romano Fenati e Francesco Bagnaia. Sembra che ci sia un sacco di entusiasmo per il progetto..

    “Yeah! Il progetto è partito prima di tutto come un’accademia per i giovani piloti, un grande pensata che ci piace un sacco. Abbiamo una buona organizzazione e stiamo cercando di aiutare alcuni corridori italiani ad arrivare in cima. La seconda idea, quella di un team competitivo in Moto3, è arrivata da sola. All’inizio eravamo molto preoccupati e lo siamo ancora, ma è un buon progetto e ci divertiamo un sacco. Abbiamo messo insieme una buona squadra e, con molta esperienza, cercheremo di aiutare Fenati e Bagnaia a raggiungere dei bei piazzamenti l’anno prossimo”.

    Purtroppo, la stagione è terminata con una nota tragica, la morte di Doriano Romboni…

    “Quello che è successo a Doriano mi ha lasciato senza parole per diversi motivi. Prima di tutto, Doriano era come un eroe per me quando ero giovane. Nei primi anni ’90 seguivo molto il MotoGp e la classe 250. Con Max Biaggi e Loris Capirossi erano i tre più famosi in Italia. Ero un grande fan di Doriano e ho avuto la fortuna di conoscerlo molto bene, era un buon amico di mio padre Graziano. All’epoca avevo dieci anni, con me era sempre molto dolce e gentile. L’incidente è stato semplicemente da non credere… perdere la vita in una gara organizzata per ricordare Marco Simoncelli. Tante cose insieme mi hanno lasciato senza parole. Sono molto, molto triste.