Valentino Rossi vincitore, Lorenzo eroe, e Pedrosa?

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    MotoGP Valentino Rossi Jorge Lorenzo Assen 2013

    La carovana della MotoGp fa tappa in Olanda ad Assen, unico circuito presente nel calendario dal ’49. Il circuito di Assen, 7700m di pista veloce con 18 curve (12 a sinistra e 6 a destra), è considerato “l’università delle due ruote”.

    La pista che strizza l’occhio alle Yamaha (albo d’oro che vede 6 Yamaha, 4 Honda e 1 Ducati come vincitrici negli ultimi 11 anni) diventa testimone di una della pagine più belle del motociclismo mondiale che vede l’incrociarsi di tre “traiettorie” incredibili e anche a tratti amare.

    La prima “traiettoria” vede protagonista un certo Valentino Rossi che a 34 anni conquista la sua vittoria numero 106 su 283 gare disputate, 59 pole e circa 88 giri veloci, dopo una lunga attesa durata 993 giorni, Sepang 2010. Non importa se la vittoria arriva in un weekend particolare e in condizioni particolari, l’importante è sentire suonare sul podio più alto l’inno di Mameli e vedere sorridere di gusto Valentino.

    Rossi vince un po’ come ai vecchi tempi: dopo 3 giri staccatone su Marquez, dopo 4 sorpasso su Pedrosa e poi un arrivederci al traguardo. Marquez, Crutchlow e Pedrosa (rispettivamente secondi, terzi e quarti al traguardo) fanno il loro tempo migliore all’11 giro, Rossi al quinto. La nostra impressione è che Rossi abbia ritrovato un po’ di fiducia in se stesso e nella sua guida perché la moto c’è da inizio stagione. Il mondiale è andato ma sicuramente può togliersi ancora qualche sassolino (Rossi primo al traguardo e Ducati in decima posizione dietro anche ad un grande Espargarò con la CRT).

    Lorenzo dopo nemmeno 48 ore dall’operazione alla clavicola fratturata in modo scomposto (se le cose si fanno vanno fatte bene) si presenta al warm-up dicendo di voler correre e conquistare 5 punti; con la clavicola ricomposta con una placca e 8 viti fa segnare l’ottavo tempo, risultando comunque il più veloce nei primi due settori, un marziano.

    Parte dodicesimo secondo il nuovo regolamento (imbottito di infiltrazioni e antidolorifici) e arriva quinto dietro il suo rivale alla vittoria finale della MotoGp rimanendo in scia nella classifica mondiale a soli 7 punti da Pedrosa, leader della classifica.

    Finita la gara ancora prima di rientrare nella sua motorhome, quando l’effetto degli antidolorifici sta terminando, quando l’adrenalina e la stanchezza è a massimi livelli e la clavicola chiede i “danni” morali, Lorenzo spiega “Gli eroi sono quelli che alla fine del mese riescono a mangiare, io sono solo pagato per correre io sono un ragazzo fortunato che pagano per fare questo, che è quello che mi piace“. Un grande onore averti incontrato

    La terza e ultima traiettoria (più amara) vede come protagonista Pedrosa che parte quinto per finire quarto guadagnando una manciata di punti su Lorenzo. Oggi Pedrosa doveva vincere e mettere un’ipoteca sul mondiale visto gli infortuni più o meno gravi dei rivali; invece oggi arrivando dietro a tutti perde psicologicamente il mondiale indipendentemente da come finirà.

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