Vettel-FIA: il tedesco ammette la colpa e chiede scusa, la Federazione lo grazia

Il contatto tra Vettel e Hamilton si è risolto nel migliore dei modi per il ferrarista. Il tedesco, nell'incontro con i dirigenti della FIA, ha chiesto scusa per l'accaduto e la FIA ha deciso di non punirlo ulteriormente.

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    Vettel-FIA: il tedesco ammette la colpa e chiede scusa, la Federazione lo grazia

    L’incontro tra Sebastian Vettel e la FIA si è concluso. Il ferrarista, arrivato a Parigi insieme a Maurizio Arrivabene, ha parlato con Jean Todt. Durante l’incontro privato ha ammesso la colpa, per la “ruotata” rifilata a Lewis Hamilton dietro la Safety Car nel Gran Premio di Baku in Azerbaijan, e ha chiesto scusa per l’accaduto.

    Si temeva un processo sportivo nei confronti del pilota del Cavallino Rampante, invece il numero 1 della Federazione ha accettato le scuse del pilota e lo ha graziato. Vettel dovrà ora impegnarsi in iniziative riguardanti la sicurezza stradale in eventi organizzati dalla stessa FIA.

    Jean Todt ha però ammonito il tedesco e alla prossima scorrettezza in pista verrà processato e severamente punito per i fatti accaduti. Dopo tante chiacchiere e polemiche, il caso di Baku è finalmente chiuso.

    Vettel processato in tribunale?

    Vettel ha rischiato grosso perchè c’era anche la possibilità che Jean Todt volesse realmente portare la questione al Tribunale Internazionale dello Sport e in quel caso si sarebbe aperto un vero e proprio processo ai danni del Ferrarista. Sarebbero state accolte le accuse e sarebbe stata composta una giuria di tre persone della FIA a valutare il tutto. Ovviamente anche l’imputato (Sebastian Vettel) si sarebbe presentato con un proprio avvocato e avrebbe avuto almeno una quindicina di giorni per portare una difesa sulla vicenda.

    In poche parole, sarebbe stato impossibile pensare che arrivasse una squalifica nel Gran Premio d’Austria del prossimo fine settimana.

    Cosa ha rischiato realmente Seb

    Ma cosa ha rischiato realmente Vettel? Tanto o forse niente perchè il regolamento dice: “il principio di proporzionalità, tiene conto della gravità dei fatti, del grado di colpevolezza, del carattere della persona per determinare la natura e la gravità delle sanzioni. Salvo dichiarazione contraria, i reati o le infrazioni sono punibili, siano essi commessi intenzionalmente o con negligenza”. In poche parole Vettel poteva essere squalificato, se ritenuto colpevole di un atto grave e intimidatorio nei confronti di Hamilton, oppure semplicemente multato o anche ritenuto innocente.

    Inoltre l’imputato di turno avrebbe potuto presentare ricorso alla Corte d’appello internazionale qualora avesse ritenuto ingiusta la pena subita. In questa eventualità, ci sarebbero stati ulteriori settimane di attese prima di un altro verdetto. Questo caso è stato veramente spinoso e la scelta fatta dalla FIA farà sicuramente discutere. Vettel resta in testa al mondiale e i punti ottenuti a Baku sono stati confermati.