Vettel-Hamilton, giù le maschere a Baku: il confronto adesso sarà rovente e senza quartiere

L'episodio del Gran premio di Baku vale come ulteriore escalation della durezza del confronto iridato. Incomprensibile se si usa la logica, quasi legittimo se si ragiona con le emozioni

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    Vettel-Hamilton, giù le maschere a Baku: il confronto adesso sarà rovente e senza quartiere

    Il caso Vettel-Hamilton registrato nel Gran Premio di Baku F1 2017 può leggersi da svariate angolature. Quel che regala, tuttavia, è la chiusura di stucchevoli complimenti e lusinghe a vicenda, gli scambi di complimenti dell’Australia e della Cina, qualcosa che ha sempre lasciato il sapore di falsità, come quando pacche e scambi di complimenti avvenivano tra Hamilton e Rosberg.

    Se analizziamo la vicenda dell’Azerbaijan in punta di regolamento, c’è poco di cui discutere: Hamilton fa il ritmo, non ha frenato improvvisamente da quelle che sono le evidenze in mano alla Federazione, Vettel lo ha tamponato e poi ha perso la testa, andando a centrarlo deliberatamente sulla ruota anteriore. Non si fa. Questo, galateo alla mano. La razionalità dice altro e in quel frangente Sebastian l’ha persa del tutto, è diventato Sebastiano, il fratello italiano del pilota nato a Heppenheim. Incavolato per essere stato “brake-tested” sceglie di farsi giustizia da sé.

    “Non si fa così”, “Si deve rispettare l’avversario”, “Ha sbagliato a reagire”: i commenti possibili, collegando il cervello, vanno inevitabilmente tutti in una direzione. Ma pensiamo un attimo alla bellezza di un confronto duro e maschio, che si risolve in pista con ogni mezzo.

    Pro e contro, non significa che i piloti possano farsi giustizia da sé, ma quant’è bello vivere pienamente l’adrenalina della sfida tra uomini, prima ancora che piloti. Vettel che non ci vede più dalla rabbia e si arrabbia in malo modo. Non sono quelle di Baku le ruotate ammissibili, la storia è piena, tuttavia, di comportamenti oltre il regolamento, quelli che sono rimasti come simbolo massimo di una risposta personale a un’ingiustizia subita, percepita tale o concreta. Nel caso di Vettel e Hamilton i contorni sono un po’ diversi e Sebastian ha conosciuto, a proprie spese, il livello fino al quale porterà il confronto Hamilton. Il mondiale si giocherà sui filo dei punti all’ultima gara ma anche, e soprattutto, sul confronto psicologico fatto di tranelli a ogni occasione possibile e ricorso a tutti i mezzi più o meno leciti.

    Resta il “bello” di una battaglia rustica e, consentiteci di dire, finalmente. Non se ne può più di battaglie condotte con una tazza di the in una mano e il volante nell’altra. Bello sfidarsi a ruotate, quella chiara assestata da Vettel per difendere la posizione in uscita dai box a Barcellona, il calcione rifilato a Baku, reazione a un comportamento imprevisto, furbo e mirato a far salire la temperatura e perdere le staffe. Questa volta le ha perse Sebastian, che giuriamo allargherà i gomiti ancor più del possibile alla prossima occasione di confronto diretto.

    Tranello Hamilton, Vettel abbocca

    Per certi versi, la scorrettezza sembra quasi rappresentare il bollino del raggiungimento del massimo livello di confronto, dopo il quale la battaglia si fa senza quartiere. Di stonato a Baku ci sono state le modalità, la furbizia di Hamilton a tendere il tranello e la poca lucidità di Vettel nell’abboccarvi. Ma volendo analizzare l’episodio con la logica, è chiaro come Sebastian avesse necessità di restare incollato al retrotreno Mercedes a pochi secondi dalla possibile ripartenza, per sfruttare l’unica concreta opportunità di sorpasso. Doveva fare quel che ha fatto, inutile immaginare una prospettiva diversa, un “perché non è rimasto più distante”. Hamilton, dalla sua, può decidere l’andatura, rallentare a piacimento purché resti entro le 10 macchine di distanza dalla safety car: è leader e può fare l’andatura. Tanto più con i dati della telemetria esaminati dalla FIA che dicono non ha frenato improvvisamente. Certo, procedere a 49 km/h in uscita di curva è una velocità impensabile per una Formula 1.

    L’imprevedibilità dei confronti futuri

    Cosa ci riserverà adesso il mondiale? Un confronto più aspro ancora, altri episodi simili non sono da escludere, anzi. Hamilton è maestro nel portare il confronto sul piano psicologico e della lotta ruota a ruota, chiedere a Nico Rosberg per conferme. Stavolta, però, il rivale è di ben altro calibro rispetto a Nico, mai in grado di confrontarsi sul piano del duello corpo a corpo con il pilota inglese. Vettel sa come fare, non ha lesinato decisione e aggressività in Spagna e, con il dente avvelenato per quanto accaduto a Baku, appena potrà proverà a rendere con la stessa moneta l’affronto azero. A vincere sarà lo spettacolo e l’imprevedibile follia di un mondiale che ancora tante tappe ha da affrontare, tanti episodi da proporre e tanti confronti al vertice roventi.