Villenueve: carriera finita?

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    Jacques Villeneuve è ormai da tanti anni la controfigura di sé stesso. L’emblema del pilota vincente è l’immagine che porteremo sempre con noi del sorpasso a Schumacher a Jerez nel ’97 e la vittoria del titolo mondiale. Da quel momento in poi solo anonimato in mezzo al gruppo dei mediocri.

    Troppi anni di oscurità finiscono per farci dubitare persino delle sue reali capacità. Forse ha vinto perché aveva l’ultima migliore Williams mai esistita? La stessa perfetta Williams degli anni ’90 che permise anche al modesto ed onesto Damon Hill di dominare il campionato ’96 o di far vincere il quarto titolo, nel ’93, ad un Prost che era già andato in pensione… O forse, come lui ha dichiarato, sono cambiati i tempi e per tirare fuori il meglio da un pilota della vecchia generazione c’è bisogno di farlo guidare davvero, non di trasformarlo in un robot al servizio dell’elettronica e delle indicazioni degli ingegneri ai box.

    A questi interrogativi difficilmente troveremo una risposta. E sarà definitivamente impossibile se Jacques venisse addirittura scaricato dalla BMW. La casa tedesca, che ha rilevato la Sauber con la quale Villeneuve ha un contratto biennale, non pare infatti entusiasta del pilota canadese e starebbe pensando ad un suo sostituto.

    Se, però, sulle doti in pista sorgono dei dubbi, essi scompaiono nei confronti dell’uomo. Mai banale o scontato nelle dichiarazioni, sempre lucido e preciso nelle analisi. Di un personaggio così il Circus avrà sempre bisogno e questo ci basta per sperare di vederlo ancora nella mischia, almeno per un altro po’.

    Il figlio di Gilles è nato il 9 Aprile del 1971 a St-Jean-Sur-Richelieu nel Québec. La sua prima corsa è stata nel 1988 al volante di un Alfa nel Campionato Italiano Turismo. In Formula 1 ha esordito nel 1996, con in tasca il titolo di campione Indy 1995 e la vittoria nella 500 miglia di Indianapolis dello stesso anno. Alla sua prima stagione con la Williams si è messo in luce come l’unico in grado di impensierire Damon Hill nella vittoria del campionato del mondo. Al suo secondo anno non si è fatto sfuggire l’obiettivo, consacrandosi nella storia per il già citato sorpasso di Jerez e per aver scritto il suo nome nell’albo d’oro della Formula 1. Da lì in poi non ha più lottato per le posizioni di vertice, complice anche il suo passaggio alla BAR: una scuderia mai all’altezza delle aspettative del pilota canadese. Dopo la rottura con la scuderia inglese ed un 2004 praticamente inattivo (salvo i 3 GP di fine stagione con la Renault), nell’ultima stagione ha guidato la Sauber senza mai un acuto degno della sua fama. Fino ad ora ha corso 153 gare ottenendo un titolo mondiale nel 1997, 11 vittorie, 13 pole position, 9 giri veloci e 23 podi.

    La sua carriera in dettaglio, a partire dal suo esordio in F1.

    StagioneTeamTitolo mondialeVittorie GPGP disputatiPolePuntiMedia punti
    2005Sauber--19-90,47
    2004Renault--3---
    2003BAR--14-60,43
    2002BAR--17-40,24
    2001BAR--17-120,71
    2000BAR--17-171,00
    1999BAR--16---
    1998Williams--16-211,31
    1997WilliamsSi71710814,76
    1996Williams-4163784,88