F1 news: Vincitori più giovani nella storia della Formula 1, la classifica [FOTO]

La storia della Formula 1 è ricca di record storici. Abbiamo stilato la classifica dei vincitori più giovani che hanno vinto il loro primo Gran Premio della carriera. Ecco i campioni più giovani.

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    La storia della Formula 1 è ricca di grandi nomi. Vediamo i vincitori più giovani nella storia della Formula 1.. In questa speciale classifica abbiamo scelto di sottoporvi i campioni che hanno avuto le carriere più brucianti di sempre. Uomini, poco più che ragazzini, con un futuro limpido fin dalle primissime gare disputate in Formula 1. Quali sono stati i campioni che hanno bruciato le tappe? Chi sono i giovani promettenti che successivamente hanno scritto pagine indelebili della storia della Formula 1? Sfogliate le pagine per scoprire la nostra classifica con i piloti vincitori pi giovani di sempre.

    Max Verstappen

    In testa a questa speciale classifica troviamo un pilota dell’attuale griglia di partenza. Il più giovane pilota ad aver vinto una gara del campionato del mondo di Formula 1 è infatti Max Verstappen che, a soli 18 anni, 7 mesi e 15 giorni (battendo il precedente record di Sebastian Vettel), ha trionfato nel Gran Premio di Spagna 2016.

    Sebastian Vettel

    Entrato nel paddock coi colori della BMW a metà 2006, venne subito notato dai vertici della Toro Rosso che lo assunsero a metà della stagione successiva per sostituire l’appiedato Scott Speed. Già vicino al podio nel corso della gara corsa sotto la pioggia (e terminata con un ritiro) al Fuji, dovette aspettare l’anno successivo per concretizzare le sue potenzialità. Nel corso del Gran premio d’Italia, di nuovo sotto una pioggia torrenziale conquistò pole e vittoria dopo una condotta autorevole, divenendo il più giovane vincitore di sempre: 21 anni, 2 mesi e 11 giorni.

    Fernando Alonso

    Altro fenomeno della Formula 1 moderna, non dovette aspettare molto prima di ricevere l’opportunità di giocarsi le posizioni di vertice. Ingaggiato da Giancarlo Minardi come titolare nella stagione 2001 (a seguito di un test privato in cui diede oltre un secondo al più diretto contendente), fu protagonista di un’ottima ma non eccelsa stagione, a causa delle rinnovate difficoltà della scuderia faentina. Passato sotto l’egida di Briatore, accettò la proposta di svolgere per un anno il ruolo di collaudatore, con la promessa di diventare titolare alla Renault 2003. Già alla seconda apparizione con la vettura francese conquistò la prima pole position, mentre per la vittoria dovette aspettare il Gran premio d’Ungheria, che vinse a soli 22 anni e 26 giorni.

    Troy Ruttman

    Americano che più americano non si può, appartiene alla storia degli albori della Formula 1, avendo preso a parte a qualche gran premio nel primo decennio della massima serie, tra il 1950 e il 1960, sempre in occasione della 500 miglia di Indianapolis allora valida come prova del mondiale. Nell’edizione del 1952 riuscì ad imporsi davanti a tutti all’età di 22 anni, 2 mesi e 19 giorni. Per dare un’idea della portata del record, basti pensare che si dovette aspettare il 2003 per vederlo infranto.

    Bruce Mclaren

    Figlio di un meccanico neozelandese, trovò nella professione del padre la propria fortuna: cresciuto in officina e dotato di curiosità,oltre che ingegno, iniziò fin da giovane a modificare le vetture con cui si trovava a che fare, riuscendo spesso a tirar fuori dal cilindro prestazioni eccelse, che lo posero all’attenzione del costruttore Jack Brabham, ai tempi dotato di Cooper. Fu proprio a bordo di una delle vetture inglesi che il giovane Bruce conquistò il Gran premio degli Stati Uniti del 1959, a soli 22 anni, 3 mesi e 12 giorni.

    Lewis Hamilton

    Dominatore assoluto delle ultime due stagioni, è forse il pilota che ha avuto la carriera più bruciante di tutti, nonostante la classifica non lo veda al primo posto. Ingaggiato dalla McLaren a 22 anni, inanellò 9 podi di fila nelle 9 gare inaugurali, portandosi in testa alla classifica fino all’amaro epilogo di Interlagos, in cui riuscì a perdere un mondiale già vinto. Comunque sia, ottene il suo primo successo alla sua settima apparizione in un gran premio, vincendo in Canada a 22 anni, 5 mesi e 3 giorni.

    Kimi Raikkonen

    Finlandese DOC, amato da tifosi e non, è riuscito nel corso della sua carriera a guadagnarsi la stima dei colleghi e degli addetti ai lavori pur non essendo propenso ai rapporti coi media e a stare sotto ai riflettori. Debuttò con un’esperienza pregressa esigua (sole 23 gare stagionali) convincendo subito grazie al primo punto iridato conquistato. Ingaggiato da Ron Dennis per sostituire nientemeno che Hakkinen nel 2002, sfiorò in un paio di occasioni la vittoria, che però arrivò soltanto nel 2003, anno in cui si giocò il mondiale fino all’ultima gara. Quando trionfo’ al gran premio della Malesia aveva 23 anni, 5 mesi e 6 giorni.

    MANUEL CASALI