Vito Ippolito: “La Motogp deve tornare al passato”

nel caos della Motogp e' ora la federazione motociclistica internazionale che cerca di ristabilire delle nuove regole, pero' ispirate al passato, per cercare di ridurre i costi e rendere piu' competitivo il campionato mondiale

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    Finalmente si sta muovendo la Federazione Motociclistica Internazionale, che per voce del suo presidente il venezuelano Vito Ippolito, ha annunciato che presto fara’ una comunicazione ufficiale per indirizzare tutti verso un cambiamento di regole della Motogp volto alla riduzione dei costi di gestione per i team.

    Il manager sudamericano, dall’alto della sua esperienza trentennale, e’ molto preoccupato per la situazione attuale: “compito della Federazione Internazionale è quello di occuparsi del futuro e del benessere del nostro sport, perché non c’è solo la Kawasaki e la congiuntura, che peraltro si protrarrà per almeno due anni. Dobbiamo iniziare a pensare al medio e lungo periodo. Dunque diminuire i costi, anche se sull’immediato non sarà semplice, e poi ripensare ad alcuni fondamentali del nostro sport. Non voglio apparire troppo legato al nostro passato, ma non possiamo dimenticarcene. Il motociclismo è cresciuto perché ha dato la possibilità a giovani talenti di mettersi in mostra ed emergere. I nomi li sapete tutti. Fino a qualche anno fa era possibile comperare delle moto, prototipi costruiti in piccola serie, le cui prestazioni non erano troppo distanti da quelli dei mezzi ufficiali, e con quelli battersi e dimostrare tutto il proprio valore. Li costruivano Yamaha, Suzuki, Honda. Grazie a questa disponibilità le griglie erano affollate di piloti, tanto che per poterli in qualche modo catalogare Luigi Brenni, Presidente ai tempi della CCR, la Commissione Corse su Strada, arrivò ad assegnare punti ai primi quindici. In questo modo era possible stilare una classifica di merito. Oggi è impossibile acquistare una MotoGP. Il Massimo che si può ottenere è un leasing che scade alla fine di ogni campionato, lasciando i team senza alcuna risorsa tecnica. Dobbiamo tornare ai “prototipi di serie”, questa è la mia convinzione”.

    La FIM ha ragione, come hanno ragione tutti quelli che nelle ultime settimane stanno cercando soluzioni a questo momento nerissimo della Motogp: il problema e’ che quelli che ora trovano le soluzioni sono gli stessi che ci hanno portato a questo punto. Come non approvare le parole di Vito Ippolito riguardo al valore dello sport e all’impossibilita’ di gareggiare oggi con questi livelli di costi, ma c’e’ anche da chiederesi dove era la FIM in questi anni in cui la Dorna ha trasformato un campionato sano e competitivo in un circo con il suo corteo di nani e ballerine.