WSBK Australia 2011: Checa domina, Biaggi doma Phillip Island!

Prima puntata d'esordio dell'atteso Mondiale WSBK in Australia, a Phillip island, che ha visto il Dominio di Checa, due volte vincitore sulla Ducati Ufficiale sempre davanti al Campione Mondiale in carica Biaggi su Aprilia

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    Checa WSBK Phillip Island 2011 laP

    Questa prima attesa ed adrenalinica puntata della lunga, appassionante e neonata Saga WSBK 2011, andata in scena dal bellissimo, ventoso e romantico tracciato old style di Phillip Island, ha visto come del resto ampiamente previsto il dominio della moto più adatta a questa pista, ovvero la Ducati Ufficiale (ovviamente aggiornata e migliorata) dello scorso anno affidata – come già l’anno scorso da Miller Park in poi, vista l’assoluta incapacità dei due piloti Ufficiali Xerox – alle capaci mani dell’assoluto eroe della giornata Carlos Checa, che in tal modo bissa ed addirittura migliora il già brillantissimo risultato dell’anno scorso (quando trionfò in Gara 2) dominando in modo perentorio e convincente il week end australiano a cominciare dalle prove, aggiudicandosi facilmente entrambe le frazioni.

    Il SOLO in grado di tenere testa allo scatenato rider spagnolo è stato un comunque efficacissimo – nonchè neo Iridato, come testimonia il nero Numero 1 perentoriamente sfoggiato (all’emerita faccia della scaramanzia, visto che pare porti sfortuna, almeno negli ultimi 10 anni) dalla sua RSV4 – Max Biaggi che, dopo le enormi difficoltà del 2009 e soprattutto dell’anno scorso, doma finalmente questa pista, certo stupenda ma anche tradizionalmente avversa e pochissimo adatta alle caratteristiche di base delle quattro cilindri in generale, ed in particolare della sua (peraltro estremamente veloce, pur dovendo forzatamente rinunciare alla distribuzione ad ingranaggi, che non si sa bene perchè gli è stata proibita nel 2011, pur avendo l’anno scorso l’Aprilia – appunto come da regolamento 2010 – messo regolarmente in commercio il kit di conversione della distribuzione da quella di serie a catena al nuovo tipo ad ingranaggi!

    Praticamente la Casa Veneta è stata punita per aver osato vincere DUE Mondiali, lei microscopica realtà Italica contro i colossi industriali giapponesi……..:) selvaggia cavalcatura.

    Una vera sorpresa di questa primo round australe è stato il bel comportamento globale di Melandri – che per inciso si è sempre ottimamente comportato qui a Phillip Island, mettendo a segno pure una strepitosa vittoria bagnata in MotoGp nel 2006 – pur reduce da un’operazione alla spalla e pertanto non ancora certo fisicamente al top, raccogliendo un gran bottino di punti, con un quinto ed un terzo posto, per un esordio sicuramente insperato e sommamente positivo.

    Gli stessi risultati del ravennate, ma invertiti nelle due gare, li ha ottenuti pure Haslam che, con due prove altamente convincenti, ha portato la sua velocissima ma assai ballerina BMW ad un debutto stagionale assolutamente sorprendente.

    Attenti, ragazzi: il Quintuplice Iridato Massimiliano “Max” Biaggi – ovvero per gli anglosassoni The Emperor, nonchè per chi scrive il Più Forte e Completo Pilota tutt’ora in attività al Mondo – è tornato, ed è più in forma che mai.

    Il Corsaro e la sua Magnifica Aprilia RSV4, duplici (Piloti e Costruttori) Campioni Mondiali 2010, si sono pertanto comportati ottimamente ed in modo addirittura insperato qui in Australia, e per lo sgomento degli avversari risultano pertanto già in nettissimo vantaggio sulla peraltro trionfale tabella di marcia dell’anno scorso, quando qui raccolsero solo un quinto ed un sesto posto, mentre nel 2009 qui in Australia nonostante il brillantissimo secondo posto in Superpole (addirittura all’esordio assoluto dell’allora sommamente acerba quadricilindrica veneta!) subirono la sfortunata disavventura di una duplice uscita di pista: ill Corsaro fu pertanto solo sedicesimo in Gara1, e poi quindicesimo nella frazione successiva, dopo aver condotto il gruppo per un buon tratto.

    Il risultato è che Max dopo questa insidiosissima prima prova è già secondo in Campionato, mentre l’anno scorso era solo settimo.

    Se questo non e ben cominciare………….:)

    Il doppio successo di Checa è stato netto, limpido ma, in un certo senso, anche annunciato, sfruttando molto abilmente circostanze comunque decisamente favorevoli.

    Questa pista è infatti sicuramente più adatta alle bicilindriche, dalla erogazione dolce e sfruttabile, tutta coppia, che non alle ben più nervose ed assai meno trattabili quadricilindriche. Il mezzo Ufficiale dello spagnolo era pertanto decisamente avvantaggiato su tutti gli altri concorrenti, come del resto già ampiamente dimostrato storicamente nelle tantissime prove australiane precedenti della WSBK.

    Qui conta la trattabilità del mezzo, la coppia e la facilità di trazione, essendo il rettilineo troppo breve per poter fare la differenza in velocità massima: a riprova, la duplice vittoria è puntualmente andata alla moto forse più lenta in assoluto come velocità pura. Inoltre, Checa ha sempre amato questo tracciato.

    Ritiro fittizio della Ducati a parte, ora finalmente il miglior pilota di Borgo Panigale dispone del mezzo Ufficiale fin dalla prima gara.

    Se ricordate, nel 2010 ho sempre sostenuto che SE l’avessero dato PRIMA allo spagnolo – visti i miserevoli disastri dei piloti del team Xerox – e non solo da Miller Park (compreso) in poi, sarebbe stato Checa, e NON Haslam, a disputare fino in fondo il Titolo a Biaggi.

    Genesio Bevilacqua, gran capo e patron del Team Althea Unibat, quest’anno è decisissimo a vincere il Mondiale, ed i suoi mezzi da milionario potrebbero permettergli migliorie alla moto sconosciute perfino al budget del Team Xerox della scorsa stagione.

    Il risultato di questo gigantesco sforzo è che suo pilota, bravo e determinato, ora come ora sembri proprio l’unico rivale davvero degno del Grande Corsaro.

    Avete notato come anche la colorazione scarlatta e bianca – peraltro non tanto diversa da quella dell’anno scorso – della 1198R Ufficialissima di Carlos assomigli molto a quella ugualmente Ufficiale Xerox del 2010? Non è un caso, amici miei………..:).

    Vero tallone d’Achille del rider spagnolo resta la continuità, assolutamente indispensabile per poter puntare al Titolo, ovvero la dote che gli è sempre clamorosamente mancata negli anni scorsi e soprattutto la scorsa stagione.

    L’attesissima Gara1 australiana, con cui è finalmente ripartito il Circus Iridato WSBK dopo la soporifera pausa invernale, per la cronaca è partita con la pista ancora umida in alcuni tratti, a causa di un rovescio di pioggia precedente.

    Checa, pur scattato dalla pole, si è ritrovato alla prima curva al terzo, poi subito dopo al secondo posto, ma già al terzo giro ha superato Laverty involandosi poi in testa, posizione mai più mollata fino al traguardo, costruendo via via un vantaggio di tutto rispetto, risultando alla fine di oltre 4 secondi.

    Ugualmente Biaggi, ritrovatosi ben presto al terzo e poi al secondo posto (dopo essersi presentato in testa alla prima curva) dopo aver saltato Laverty, ha fatto del suo meglio per ricucire lo svantaggio dal battistrada, ma pur siglando il giro più veloce non è riuscito nell’intento, anche perchè nel finale le sue coperture non glielo hanno assolutamente consentito.

    LaPresse

    La comunque velocissima azione del Campione Romano ha in ogni caso scavato un autentico abisso tra sè e la concorrenza, ben 6,3 secondi sul terzo arrivato, ovvero l’alfiere della BMW Haslam, che pur cambiando quest’anno cavalcatura ha dimostrato ancora una volta la sua intatta Classe di pilota con un debutto assoluto al fulmicotone, centrando subito il podio.

    Ovviamente l’inglese ama questa pista (sua la Vittoria in Gara1 lo scorso anno, con pure il secondo posto in Gara2!), ma certamente questo suo esordio australiano si presentava assai problematico, su una moto ostica, enigmatica e ben poco fluida ed efficace quale si è sempre dimostrata – almeno in WSBK – la quadricilindrica bavarese.

    Pure Melandri verso i tre quarti di gara sembrava forse destinato al podio, ma nel finale Marco non ha saputo passare un determinatissimo Haslam pur dopo una lotta furibonda (per l’inglese, quasi più con la sua stessa moto, sempre terribilmente scomposta, che con il romagnolo) e poi è stato addirittura bruciato proprio sul traguardo dal rimontante team mate Laverty, un pilota che sicuramente dispone di tutti i numeri per fare bene in questo Campionato SE saprà controllarsi, ovvero proprio quello che NON è quasi mai riuscito a Crutchlow (GP locale di Silverstone a parte) lo scorso anno con la sua stessa moto.

    Un altro che eccede sempre è proverbialmente (non si sa quante volte sia caduto in prova qui a Phillip Island, facendosi pure parecchio male) Rea , che infatti dopo una precoce uscita di strada come al solito dovuta alla troppa irruenza ha ripreso, concludendo però appena al (per lui miserando) dodicesimo posto.

    Alle spalle del ravennate sono giunti Fabrizio – sulla rediviva GSXR già di Haslam – a meno di un secondo, e gli staccatissimi Smrz con la seconda Ducati in gara, Sykes e Haga sulla Aprilia privata Pata.

    Invece, la seconda guida Ufficiale della Casa Veneta, ovvero Camier, partito putroppo assai debilitato dai postumi di una fastidiosa influenza, si è invece dovuto accontentare in questa prima frazione di un modesto tredicesimo posto, preceduto da Corser, Rolfo e l’altro ultradeluso Rea.

    Gara2 ha visto Checa prendere definitivamente il comando alla fine del secondo giro – dopo una breve scaramuccia con Haslam – per non lasciarlo nemmeno stavolta più fino al traguardo, anche se con un vantaggio assai più risicato (poco più di un secondo) rispetto alla prima frazione.

    Biaggi invece, partito malissimo – probabilmente uno dei più brutti start della sua carriera in WSBK – e ritrovatosi intruppato ed appena settimo dopo la seconda curva, ha avuto il suo bel d’affare per passare tutti gli avversari di fronte a lui, esibendosi con un’azione velocissima e spettacolare in sorpassi puliti e semplicemente magistrali, per conquistare definitivamente la seconda posizione intorno al primo terzo di gara, siglando nel contempo, anche in questa seconda frazione, il giro più veloce.

    Lo splendido dogfight ingaggiato da Max prima per riconquistare il secondo posto, e poi per battagliare fino all’ultimo metro con Melandri, ha sicuramente rappresentato il vero spettacolo di Gara2, e nel contempo la prova definitiva che Il Corsaro sia già in forma semplicemente strepitosa: ben difficilmente anche quest’anno The Emperor, ben supportato dal suo formidabile Team, si lascierà sfuggire la Vittoria finale, in virtù di una micidiale continuità di risultati (cosa del resto ben dimostrata nel trionfale 2010) sconosciuta a tutti i suoi avversari in campo.

    Nel contempo, prima l’idolo locale Corser – a lungo prima al terzo e poi al quarto posto, una volta infilato da Biaggi – e successivamente Laverty (mentre era sesto dietro Haslam) si sono resi protagonisti di due innocue uscite di pista con relativo rientro, sufficienti però per rovinare completamente la loro gara (l’inglese sarà solo 15esimo, mentre l’australiano addirittura non finirà la corsa), mentre un ritrovato Haga si portava prepotentemente al quinto posto tallonato dall’ex team mate Fabrizio.

    Nel concitato finale, la furibonda lotta tra Il Campione del Mondo e Melandri portava questo velocissimo duo molto vicino al vincitore Checa, mentre alle loro spalle rinveniva con irresistibile azione un formidabile Rea che arraffava meritatamente il quarto posto soffiandolo a Haslam, mentre anche un sorprendente Camier, benchè staccato di quasi sei secondi da Leon, riusciva a rimontare fino alla sesta posizione, precedendo nettamente Haga e Fabrizio.

    Dietro l’italiano della Suzuki, troviamo poi Sykes, seguito da Xaus, decimo sulla seconda Honda Ufficiale, ed infine Smrz e Rolfo.

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    Dunque, finalmente ci siamo.

    Il più spettacolare Campionato motociclistico al Mondo, ovvero ovviamente la WSBK, è infine tornato, dopo un’interminabile pausa invernale, ad infiammare i nostri cuori di appassionati, e state pur certi che lo farà puntualmente – del resto come ogni anno – fino in fondo facendocene vedere come sempre delle belle.

    La parzialissima graduatoria Piloti, dopo appena due delle ben ventisei corse in programma, vede ovviamente in testa Checa a punteggio pieno, ovvero 50 punti, già braccato da vicinissimo da Biaggi con 40.

    Terzi ex equo seguono già staccati Haslam e Melandri a quota 27, mentre dietro a questo duo troviamo Fabrizio quinto a 18, poi Rea con 17 ed Haga a 16.

    Chiudono le prime dieci posizioni Sykes a quota 15, infine Laverty e Smrz appaiati a 14.

    Come si vede, rispetto alla classifica dell’anno scorso Checa e soprattutto Biaggi crescono, Haslam, Rea, Fabrizio ed Haga calano (il primo e gli ultimi due, proprio di brutto:).

    La Classifica Costruttori vede prima la moto Ufficiale tutto sommato sempre favorita negli ultimi anni, ovvero la Ducati con 50 punti, seguita dalla Aprilia con 40, la Yamaha a 29, poi la sorprendente BMW a 27.

    Seguono poi la Suzuki a 18, la finora altamente deludente Honda a 17 e infine la solita Kawasaki, sempre buona ultima a quota 15.

    Dopo aver centrato clamorosamente i pronostici nel 2009 in WSBK con Spies, (da me indicato sicuro Campione Mondiale appena dopo la PRIMA prova australiana, in cui pure incappò subito con la sua proverbiale sfortuna con uno zero subito in Gara1!) ed entrambi quelli del 2010 con Biaggi in WSBK e Lorenzo in MotoGp, dopo gli altri pronostici centrati in WSBK nel 2006 con Bayliss, in MotoGp sempre nel 2006 – a partire da Catalunya 06: prima di quella corsa, commentavo solo la WSBK) con Hayden e nel 2007 con Stoner (da me indicato quale sicuro vincitore del Titolo DOPO appena LA PRIMA gara in Qatar, mentre i due pronostici del 2008 e 09 nella medesima Categoria sono secondo me NULLI a causa della clamorosa scorrettezza di Rossi a Laguna Seca che falsò tutto il Campionato e dal volontario ritiro di Stoner l’anno dopo), eccomi puntuale a rinnovare la tradizione anche quest’anno.

    Ebbene, sempre salvo possibili infortuni o ritiri (ho sempre fatto precedere questa formula ad OGNI mio precedente pronostico stagionale: ovviamente, il ritiro volontario di Stoner del 2009 causa grave indisposizione è del tutto assimilabile ad un infortunio, potendo essere questi anche di natura medica, e non solo ortopedica!), secondo me la lotta per il Titolo Iridato WSBK, ovvero quello attualmente più prestigioso – nonche commercialmente di gran lunga più importante – al Mondo, è sicuramente ristretta ai soli Biaggi e Checa, ovviamente col primo nel ruolo di mio SICURO FAVORITO per la Vittoria Finale.

    Di Checa nonchè del suo agguerrito e fortissimo Team Ufficiale, che dispone per di più di una moto formidabile e sicuramente netta favorita in molti tracciati guidati – che costituiscono la maggioranza nel corso del Mondiale – ho già detto all’inizio, e non voglio ripertermi.

    A parte questi due, che anche per Classe Pura si distinguono nettamente da ogni altro contendente in campo, non vedo infatti nessuno in grado di poter competere realmente e fino in fondo per la Vittoria Finale.

    Infatti, a differenza dello scorso anno, quando avevo indicato dopo la prima prova quali favoriti i soli Haslam e Biaggi (per poi scegliere sicuramente MAX quale certo vincente già a partire dalla seconda prova portoghese), ma indicando Rea ed Haga quali vaghi outsiders, stavolta scegliere dei piloti per tale ruolo appare veramente difficile.

    LaPresse

    Infatti, il pur bravo Haslam non è – nè sarà mai, come puntualmente dimostrato l’anno scorso – un vincente, e cavalca una moto certo adesso velocissima (la più rapida sul dritto dopo la RSV4), tuttavia ben poco equilibrata e dalla tenuta di strada ballerina, addirittura evanescente, che dopo ben tre anni ancora denuncia problemi di gioventù.

    Melandri ha forse la quadricilindrica più efficace e versatile in campo, molto veloce, facile ed adatta a tutte le piste a differenza dell’Aprilia (cosa del resto vista in pieno sia due anni fa che l’anno scorso, quando la RSV4 soffriva di clamorose idiosincrasie a certi tracciati), ma lui stesso assolutamente non è, proprio al pari di Haslam, un pilota neppure lontanamente vincente: farà, alla fine, probabilmente meglio del team mate e potrà ancora certamente salire sul podio, ma per lui, la strada al Titolo è a mio giudizio sicuramente sbarrata.

    A questo punto resta praticamente il solo Rea, ed ovviamente è appunto lui che mi sento di indicare quale quasi certo terzo nella Classifica finale (l’anno scorso fu invece quarto dietro Checa, e nel 2009 quinto alle spalle di Biaggi pur in sella all’esordiente Aprilia) ma senza minacciare veramente i due favoriti, a causa di una proverbiale inconsistenza che lo caratterizza da sempre, e di cui ha dato ampiamente prova anche in questa primo episodio australiano.

    Il Team Honda Castrol (sponsor che storicamente evoca per la Casa di Hamamatsu grandi Vittorie Iridate in WSBK) parte con grandi speranze ed era – lo è in effetti tutt’ora – dato quale favorito nel Mondiale dalla stampa anglosassone, ma per ora non ha dimostrato granchè, salvo poi magari quasi sicuramente crescere nel proseguo del Campionato.

    Non basterà però certo prevalere solo ad Assen, ovvero la pista di casa (dove come ricorderete Rea l’anno scorso centrò una doppietta), per vincerlo……….

    Stesso discorso per Laverty: la stoffa c’è, la moto ipercompetitiva pure, ma mancano la continuità e la sicurezza nei propri mezzi, mentre abbondano invece l’eccessiva irruenza ed una grande inesperienza: insomma, a conti fatti, un degno allievo del nordirlandese.

    Quanto ad Haga e Fabrizio, assieme a Rea i grandi delusi dell’anno scorso, piloti inconcludenti e NON vincenti per antonomasia (come si è visto bene nel 2009 e pure nella disastrosa scorsa stagione, pur disponendo sempre del mezzo Ufficiale di gran lunga migliore in campo), assoluto pollice verso, salvo magari qualche rarissimo podio, casuale ed isolato.

    Invece, ho ancora fiducia in Camier e penso che farà alla fine assai meglio del brand mate giapponese alla guida dell’Aprilia, e certamente comunque meglio del proprio risultato finale dell’anno scorso, quando anche a causa di alcuni infortuni non ebbe proprio modo di essere costante, nonostante qualche notevole exploit.

    Dopo questo formidabile assaggio iniziale, che già ci ha fatto pregustare in un esordio clamoroso e sfavillante il magnifico ed avvincente proseguo della lunga Stagione che ci si prospetta innanzi, l’inimitabile spettacolo del Circus WSBK offirà la prossima attesissima rappresentazione soltanto tra quattro settimane per il GP d’Europa nella rediviva e rinnovata pista di Donington Park, che appena qualche mese fa sembra a destinata ad un declino ed un oblio spaventosi (si parlava addirittura di un decennio senza gare Mondiali……) e forse irreversibili.

    Invece, grazie ad inauditi, quasi sovrumani sforzi del comitato che ha ereditato la fallimentare gestione prececente, sebbene a lavori giocoforza non ancora ultimati assisteremo al meritato ritorno alla luci della ribalta Iridata di questa gloriosa pista, dove rivedremo in azione il VERO Campionato Mondiale delle VERE moto, ovvero le nostre amate SBK!

    Ovviamente, si tratta di un tracciato che vedrà partire nettamente avvantaggiati i piloti locali (come già nel 2010 a Silverstone), ma che nel 2009 vide il netto predominio di Spies, di cui Biaggi fu il solo degno competitore, pur in sella ad una moto nuova ed acerbissima.

    Un appuntamento tradizionale dunque – in un tracciato old style che speriamo non risulti troppo modificato (come invece in tanti altri nefasti casi, che hanno visto completamente snaturati e totalmente rovinati gloriosissimi tracciati quali ad esempio Assen e Misano, ormai pallide ombre di sè stessi) in nome della sicurezza – ma comunque non visto l’anno scorso, dunque in qualche modo anche inedito (appunto per le modifiche apportate alla pista), che sicuramente riserverà qualche sorpresa.

    Lasciatemi infine commentare con uno squillantissimo BRAVO la vittoriosa gara d’esordio in WSS di Luca Scassa, che molto probabilmente l’ha imbroccata clamorosamente, a lasciare la WSBK – in cui peraltro è spesso stato un abile comprimario – per vivere da assoluto attore protagonista una vincente Campagna in SuperSport con la magnifica Yamaha R6.

    Appuntamento dunque a fine Marzo, lontano ma certo ed assolutamente imprescindibile in Terra Britannica per la seconda, attesissima nuova puntata di questa già spettacolare, splendida ed insostituibile Saga WSBK 2011!

    DONOVAN