WSBK Australia 2012: un Biaggi mostruoso domina Philip Island!

Prima prova della WSBK in Australia che vede il trionfo di Biaggi, primo in GAra1 e secondo in Gara2 (vinta da Checa) dopo essere uscito si strada ala prima curva dopo lo start ed essere rientrato ultimo a 9 secondi dall'ultimo! Biaggi primo in classifica, seguito da Melandri e Sykes Prossima gara Imola il 1 Aprile-

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    Max Biaggi phillip island 12

    Il primo clamoroso episodio del nuovissimo Circus WSBK 2012, andato in onda qui dal ventoso e bellissimo circuito australiano vecchia maniera di Phillip Island, ha visto un mostruoso Biaggi dominare entrambe le Gare dall’alto di una Classe semplicemente inarrivabile, vincendo per clamoroso distacco la prima corsa – assolutamente Max Biaggi Style – e producendosi nella successiva in una rimonta fantastica, assolutamente incredibile dall’ultimo posto (e con un ritardo di quasi nove secondi dall’ultimo!) fino al secondo, compiendo un’impresa Storica, senza paragoni nella scena Mondiale negli ultimi 10 anni e oltre, qualcosa che SOLO Max avrebbe potuto compiere tra i piloti attualmente in attività (e che ricorda molto da vicino il miglior Mike Hailwood), il tutto in una pista ostica in cui non aveva MAI vinto in WSBK e come tutti sanno supremamente favorevole alla Ducati.

    Il rivale di sempre Checa, dopo il pauroso volo in Gara1 causato dall’irresistibile pressing di Max a suon di giri veloci, si è rifatto vincendo Gara2 solo approfittando della disavventura del Corsaro (tornato Nero come in 250 e nel 2009 nell’anno di esordio della allora neonata RSV4 che debuttò proprio su questa pista) allo start, piegando e quasi rompendo la leva del freno dopo un fortuito, scarognato contatto con Sykes – che dopo una scatto velocissimo al semaforo si era piantato alla prima curva – e relativo “dritto” con rientro alla curva due, ultimo e con quasi nove secondi di ritardo dall’ultimo.

    Da quel momento abbiamo assistito ad uno spettacolo semplicemente subilime, con Max che con sorpassi mozzafiato ed un’azione travolgente si è perentoriamente quanto incredibilmente portato al secondo posto, mancando la strameritata seconda Vittoria solo per mancanza di giri a sufficenza per riprendere Checa. Inultile dire, che, con una partenza regolare di Max, Carlos sarebbe stato raggiunto e superato ben presto dal Cinque Volte Iridato.

    Ottimo esordio di Melandri che in Gara1 al debutto assoluto sulla pur ballerina BMW la porta subito al miglior risultato di sempre in WSBK, con il poleman Sykes quarto dopo un ottimo Guintoli giunto meritatamente sul Podio a conferma della intatta ed enorme competitività delle bicilindriche anche private, per nulla penalizzate da un aumento di peso atteso da due stagioni (ovvero esattamente da oltre un anno e mezzo) per riequilibrare almeno in parte una situazione di vantaggio assolutamente ridicola) che in realtà non sposta proprio di un’emerita virgola lo scandaloso trattamento di favore da sempre a loro riservato sia dal regolamento che dallo stesso calendario mondiale, con la quasi totalità delle piste a loro completamente favorevoli.

    A ulteriore conferma di quanto ho appena affermato, quinto nella Prima frazione è arrivato il team mate Smrz con un’altra Ducati privata del Team LIberty Racing.

    L’alfiere Kawasaki è poi giunto terzo nella Seconda frazione dopo Carlos e Max, e davanti al redivivo Rea che a sua volta ha preceduto i due riders BMW, Haslam e Melandri.

    Appena messo materialmente in grado di farlo, dopo tanta disumana sfortuna, infortuni assurdi (tipo l’incredibile frattura subìta senza neppure cadere) ed assoluta mancanza di gomme decenti, Max ha fatto subito vedere a tutti di COSA sia capace.

    La sbalordita concorrenza ha già preso dolorosamente nota.

    Per fortuna, quest’anno la Pirelli – resasi finalmente conto che la situazione coperture favorisse in modo incredibile e colpevolmente assurdo la Ducati da oltre un anno e mezzo, ovvero da Misano 2010 quando fu ritirata la famosa gomma morbida tipo 516 con la scusa “che la sapesse sfruttare solo Biaggi” lasciando pertanto le SOLE bicilindriche a poter montare IN GARA le gomme soft – è corsa a ripari sfornando finalmente gomme soft sfruttabili in corsa (e non più solo in prova o in qualifica) ANCHE dalle quadricilindriche, non più SOLO dalle Ducati, ed i risultati si sono visti subito.

    In tal modo è stata finalmente corretta una ingiustizia clamorosa ed una situazione gomme kafkiana, paradossale e così assolutamente irreale da indurre le Squadre Yamaha e Suzuki Ufficiali a ritirarsi precipitosamente dalla WSBK, nonchè la Honda a rinunciare a schierare la nuova V4 che pure ha già pronta da tempo.

    The Emperor dall’alto di una Classe semplicemente inimitabile ha dominato spietatamente il campo pur in una pista certo da lui ben conosciuta ma dove non aveva MAI vinto in WSBK, neppure nel trionfale 2010, ed in un modo talmente perentorio da lasciar capire a tutta l’esterrefatta concorrenza e soprattutto a Checa che quest’annoTerribile Sfortuna dell’anno scorso permettendo, quella che gli ha materialmente impedito di provare a difendere il Doppio Iride WSBK meritatamente conquistato nel 2010 – stargli davanti sarà veramente molto, molto difficile.

    Come già detto, la neonata RSV4 esordì proprio qui nel 2009, ed anche allora con una incolpevole uscita di pista del Corsaro ad inizio gara (ma allora fu nella prima frazione) che coinvolse pure Spies poi trionfatore di Gara2.

    Proprio la significativa coincidenza delle straordinarie Vittorie di Spies nel 2009 e di Max ora, entrambe all’esordio della stagione, quella di tre anni fa poi trionfale per il Genio Texano, lascia ben sperare in un Campionato alla fine vittorioso anche per l’alfiere Aprilia, tornato in uno stato di forma semplicemente strepitoso dopo un inverno difficilissimo ed estremamente spinoso, che lo ha visto alle prese con un lento recupero dall’infortunio e con la totale ricostruzione della sua fidatissima Squadra Corse Aprilia, azzerata totalmente e migrata altrove, attirata in MotoGp da un vano miraggio CRT certamente MOLTO più povero – ovvero, sicuramente privo! – di successi iridati.

    LaPresse

    Una stagione ASSURDA come quella che l’anno scorso ha visto il successo tanto scontato quanto (all’inizio) inaspettato di Checa – buon pilota per carità, ma che in assoluto non vale un’unghia di Biaggi – NON potrà più ripetersi, almeno quest’anno.

    ASSURDO è infatti l’unico aggettivo che possa descrivere adeguatamente lo stupefacente andamento della anomala ed univoca stagione 2011.

    ASSURDI i clamorosi vantaggi goduti dalla Ducati Ufficiale e da tutte le altre, a partire dagli incredibili 200 cc in più, al vantaggio di peso di 6 kg in meno accordato un anno prima e mai piu revocato nonostante le numerosissime Vittorie, alla quasi totalità delle piste favorevoli, alla maggior coppia e facilità di trazione intrinseche del bicilindrico fino a poter disporre in modo esclusivo delle gomme soft in gara, assolutamente inusabili per le quadricilindriche.

    ASSURDA la terribile Sfortuna di Biaggi per tutto il Campionato, culminata nello stupefacente infortunio che lo ha fatto fratturare pur NON cadendo neppure, colpito da un detrito della moto posta davanti a lui, dovendo saltare cosi i tre appuntamenti decisivi.

    ASSURDA l’ingiustizia patita dal Corsaro a Monza – dove fu dolosamente privato di una Vittoria strameritata, mentre altri riders incorsi nella stesso piccolo errore (di un metro percorrendo la via di fuga della prima chicane) NON sono stati sanzionati affatto, e comunque in virtù di una norma sommamente ingiusta e VEDI UN PO IL CASO abolita in tutta fretta quest’anno!! – ASSURDE le polemiche – basate su accuse totalmente farlocche – di Bevilaqua, che puntualmente ha ripreso subito il teatrino già dopo questo primo appuntamento, parlando della RSV4 come di un prototipo da MotoGp, rea in realtà soltanto di essere figlia di un progetto recente, vincente ed assolutamente geniale.

    ORA però BASTA

    Tali ASSURDITA’ sono FINITE.

    Sono bastate le mostruose Classe ad Abilità di Guida del Penta Iridato Massimiliano “Max” Biaggi – sempre di più, a giudizio di chi scrive, il Migliore e Più Completo Pilota tutt’ora in attività al Mondo – a tacitarle per sempre, spazzandole via, con una prova di forza meravigliosa e mirabile, peraltro già passata alla Storia del Motociclismo Iridato, in una pista per di più tradizionalmente del tutto favorevole alle bicilindriche.

    Gara1 come già detto è stata dominata in lungo ed in largo da Biaggi, che dopo una buona partenza ha superato Sykes alla terza tornata premendo poi su Checa in modo così clamoroso -stampando nel contempo il giro più veloce – da indurre subito all’errore al curvone lo spagnolo, disarcionato dalla sua 1198 con uno spettacolare quanto innocuo high side.

    Da quel momento nessuno ha più visto Max fino all’arrivo, avanti a tutti di oltre 10 secondi, di cui 3 persi percorrendo a passo d’uomo il rettilineo finale per meglio godersi il meritato trionfo.

    Secondo è risultato un ottimo Melandri, che, come anticipato prima, all’esordio assoluto in gara sulla quadricilindrica bavarese – peraltro evidentemente ancora non a posto di ciclistica – centra subito il miglior risultato di sempre in WSBK per questa Casa, con Guintoli ben dietro di lui, a conferma della intatta competitività delle bicilindriche anche private, visto anche il quinto del team mate Smrz dietro al poleman Sykes arrivato quarto dopo un promettente inizio alle calcagna di Checa.

    Dietro al cèco troviamo poi sesto Fabrizio a precedere un deludente Rea seguito a ruota dal team mate Aoyama in ottava posizione, poi Giugliano con la seconda Ducati Ufficiale (perchè TALE è, in tutto e per tutto, il Team Althea) davanti al sorprendente Staring con la Kawasaki del Team Pedercini.

    Gara2 come già ampiamente detto ci ha elargito uno spettacolo semplicemente sublime e verrà per sempre ricordata come una delle corse più belle ed eccitanti MAI disputate in tutta la prestigiosa Storia di questo magnifico Campionato che proprio oggi raggiunge il suo Quarto di Secolo di vita, entrando nella sua 25esima stagione.

    Dopo il fortuito contatto iniziale con Sykes che gli ha spostato e quasi spezzato la leva del freno, a Max, non potendo staccare, non è rimasto che uscire di strada alla prima curva frenando solo col disco posteriore, bravissimo a non cadere ed a rientrare prima possibile alla curva due, peraltro staccato di quasi NOVE secondi dall’ultimo, ovvero, nella triste condizione che gli anglosassoni giustamente chiamano “dead last“.

    Per nulla scoraggiato, The Emperor è rientrato in gara con le gamme sporche di terra ma rmato di una grinta formidabile ed una granitica determinazione, servendoci lo straordinario spettacolo di 22 giri da Campione Assoluto, pieni di sorpassi mozzafiato (anche bruciando due avversari alla volta), Giri Veloci e sfide perentoriamente vinte con chiunque incontrasse nel suo recupero, issandosi fino all’incredibile Secondo Posto finale, col solo rimpianto di non avere abbastanza tornate per andare ad acciuffare Checa, primo per poco più di cinque secondi, che col suo tremendo ritmo avrebbe sicuramente raggiunto in altri tre-quattro giri al massimo.

    Di sicuro, questo già leggendario Secondo posto vale ben più di una Vittoria, come confermato da un raggiante Biaggi a fine gara.

    Il suo smisurato Talento – che nel panorama attuale può essere degnamente accostato solo a quello di Stoner – lo aveva infatti appena ricompensato e consolato per le innumerevoli amarezze ingoiate durante tutto l’anno scorso e questo stesso inverno, in cui aveva assistito sconsolato al completo disintegrarsi della sua fidatissima Squadra Corse Aprilia, Sandi in testa.

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    Alle spalle di Max, un combattivo Sykes con uno splendido ultimo giro ha meritatamente soffiato a Rea il Podio – il suo primo “asciutto” in sella alla Verdona dopo la famosa Vittoria ultrabagnata al Nurburgring la scorsa stagione – che assieme al quarto posto della Prima frazione lo colloca ottimo terzo in Campionato dopo Biaggi e Melandri.

    Ancora una volta, dopo il mediocre settimo di Gara1, Jonathan ha deluso chi lo aspettasse finalmente competitivo dopo le convincenti prove di fine stagione 2011 con la moto equipaggiata col ride by-wire.

    Insomma, quando c’è da fare veramente risultato, Rea delude quasi sempre, ed anche oggi non è sfuggito a questa triste regola.

    La Castrol, storico sponsor Honda in WSBK, tutto sommato pare abbia fatto bene ad abbandonare al suo destino il Team Ten Kate, dopo la cocente delusione della scorsa stagione, in cui il Team olandese partiva come uno dei favoriti.

    La decisione della Honda di rinviare ancora il debutto della nuova V4 (imitata dalla Ducati, che ha preferito non omologare neppure per la WSBK la nuova 1199 Panigale, ben conscia degli eccessivi vantaggi goduti già con la vecchia ma vincente 1198), pur già pronta da tempo, pare abbia avuto in questo senso un peso decisivo.

    In questa Seconda frazione, più calda della prima (che ha pure sofferto di qualche scroscio di pioggia in parti isolate del tracciato) di ben dodici gradi, alle spalle di Rea si sono piazzati in coppia gli alfieri della BMW Ufficiale, ma stavolta con l’ancora infortunato Haslam buon quinto a precedere Melandri, solo sesto in questa seconda corsa ma significativamente già secondo in classifica dopo Biaggi.

    Alle spalle del ravennate, troviamo poi Berger su Ducati, l’infortunato Laverty eroico ottavo (dopo la precoce uscita di scena di Gara1) con la seconda RSV4 Ufficiale, Aoyama su Honda e Canepa decimo ancora su una bicilindrica privata a precedere Smrz su un mezzo simile, a riprova del nugolo di Ducati nei primi posti.

    Opaca la prova di Camier (out nella prima corsa) solo dodicesimo all’esordio sulla Suzuki-Yoshimura inglese del team inglese Samsung Crescent proveniente dalla BSBK, che ancora aspetta lo sfortunatissimo Hopkins.

    La Classifica parziale Piloti WSBK dopo appena il primo dei 14 appuntamenti vede ovviamente Biaggi primo con 45 punti, seguito da Melandri con 30 e Sykes terzo a quota 29, seguito da Checa con 25. Quinto è Rea a livello 22, seguito da Guintoli a 16 a pari punti col suo Team mate Smrz,

    Ottavo è Haslam a quota 15, ex aequo con Aoyama, infine Berger nono con 12.

    Per quanto concerne i Costruttori, abbiamo chiaramente prima l’Aprilia a 45 punti, poi la Ducati a 41, la BMW a 31 seguita dalla Kawasaki quarta a 29, dalla Honda con 22 ed infine dalla Suzuki a livello 4.

    Il prossimo attesissimo appuntamento a Imola tra un mese costituirà un probabile primo turning point della stagione, in quanto altra pista smaccatamente favorevole alle Ducati, per le quali il lento e guidato tracciato attuale sembra essere fatto apposta.

    Qui le Ducati hanno sempre fatto tradizionalmente man bassa di Vittorie, pure nel 2009 e nel 2010 quando non hanno vinto il Titolo Piloti, e SE Biaggi riuscirà anche in tale romagnolo territorio di caccia delle bicilindriche ad imporre la sua Classe, ALLORA le cose si metteranno davvero male per Checa, perfino con ancora 12 rimamenti rounds da disputare.

    Ovvero, SE, come già perentoriamente dimostrato qui in Australia, Max riuscirà a vincere pure in gran parte delle piste in assoluto più favorevoli alla Ducati, ovvero praticamente TUTTE quelle in calendario tranne Monza (nonchè, ma solo parzialmente, Aragon e Portimao) vorrà proprio dire che per il pur valido Checa e la sua avvantaggiatissima cavalcatura NON potrà esserci scampo alcuno.

    La pista romagnola allo stato odierno, spezzettata e rallentata da tante chicanes, tuttavia abbastanza scorrevoli (e non demenziali come ad esempio la prima di Monza, quella subito dopo lo start che attualmente spezza il vecchio Curvone), risulta comunque abbastanza godibile, seppur lenta e totalmente favorevole alle bicilindriche proprio perchè costituita totalmente da tratti guidati – nonchè da apprezzabili dislivelli che magnificano proprio le superiori doti di coppia delle Ducati – senza assolutamente più un vero rettilineo.

    Imola comunque porta bene a Biaggi, che vi fu proclamato Campione del Mondo WSBK nel 2010, chiudendo così in netto anticipo il suo conto con Haslam, mentre l’anno scorso invece Checa nonostante il buon bottino di punti e l’assenza di Biaggi infortunato, pur facendo già la bocca al Titolo alla fine ci rimase con un solennissimo palmo di naso (mentre era già tutto pronto per i festeggiamenti casalinghi……:) e dovette giocoforza aspettare il round successivo per vedersi aggiudicato matematicamente l’alloro Iridato.

    Per la agognata Vittoria Finale avremo comunque una sfida epica e gigantesca – secondo me, esclusivamente tra questi due Grandi Protagonisti, visto che il terzo incomodo Melandri, pur pilota a mio avviso un pelino migliore di Checa, non pare disporre di una moto ancora all’altezza di Aprilia e Ducati Ufficiali – che ci godremo con gusto percorrendo insieme questo lunghissimo cammino Iridato.

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    In OGNI CASO, il mio pronostico di quest’anno – salvo sempre possibili infortuni- resta per il Quintuplice Iridato Biaggi, anche se Checa gode della moto migliore, sempre massimamente favorita dalle piste in calendario e dal regolamento, fatto – come detto tante volte – su misura per lei.

    Dunque non perdetevi per nulla al Mondo il sublime spettacolo del VERO Campionato Mondiale delle VERE moto, ovvero le nostre amate SBK, ed appuntamento certo ed immancabile in Romagna, la mitica Terra dei Motori per eccellenza, per la seconda eccitante puntata di questo epico, adrenalinico ed insostituibile Circus WSBK 2012!

    DONOVAN