WSBK Europa 2011: ancora Checa nel giorno nero di Biaggi

Secondo episodio della WSBK in scena al rinnovato circuito di Donington Park, con successi di Melandro e Checa, che prende il largo il classifica con la terza vittoria in quattro gare, grazie anche al terzo posto di Gara1

da , il

    Checa WSBK donington 2011 a

    Il secondo episodio del Circus WSBK 2011, andato in onda dal rinnovato ma tutt’ora piacevolmente old style circuito di Donington Park – dato per spacciato meno di un anno fa ed invece brillantemente risorto a tempo di record – ha visto tra mille colpi di scena (sia nelle prove che in gara) un risultato finale certamente inatteso, ovvero il rinnovato successo complessivo di un Checa ancora straordinario, nonchè utilitaristico, assai prudente nella prima frazione – dove abbiamo assistito ad una gara esaltante da parte di Melandri, decisamente la sua migliore dagli ormai remoti tempi della bagnatissima Phillip Island MotoGp 2006 – recuperata solo negli ultimi giri, e poi vero dominatore nella seconda, mentre il Campione Mondiale Uscente Biaggi è al contrario incappato in una giornata assolutamente NERA (è la parola……..:), come ormai da diversi anni non gli era più capitata.

    Anche se Melandri è meritatamente risultato in assoluto il pilota col più alto bottino di punti in questa stranissima (e sicuramente irripetibile) giornata inglese, il VERO vincitore di Donington WSBK 2011 è pertanto ancora una volta il sornione Carlos Checa, che ha splendidamente incasellato la TERZA Vittoria su 4 corse fin’ora disputate, nonchè TUTTI i Podi, per una partenza di Campionato alla vigilia sicuramente insperata, e semplicemente da incorniciare.

    Anche l’idolo locale Haslam, avvantaggiato dal fattore campo, si è ben comportato qui a Donington, con due positivi quarti posti, installandosi infine alla terza posizione nella graduatoria parziale, proprio davanti allo stesso Biaggi.

    Splendida poi è risultata in Gara 1 la fuga solitaria, a bordo della sua gialla Ducati privata, di un Smrz inspirato e velocissimo, poi nel drammatico finale vittima evidente di un calo brutale delle gomme che lo ha rallentato al punto tale da farsi mangiare un vantaggio apparentemente incolmabile da Melandri, che altrimenti non lo avrebbe mai e poi MAI raggiunto.

    Dunque, Inghilterra maledetta per Max, ancora una volta.

    Nervoso fin dalle prove anche a causa di provocazioni varie (chiamatele pure, se volete, incomprensioni, comunque ASSAI sospette, perchè buttate lì pretestuosamente, come ad arte, proprio al fine di deconcentrarlo APPOSTA, ovviamente in quanto avversario numero uno in campo) da parte del suo eterno nemico dichiarato Melandri, ma soprattutto per l’evidente carenza di messa a punto della sua moto – apparsa irriconoscibile almeno quanto (e forse anche di più!) il suo pilota di punta – in questo particolare tracciato, Max ha davvero sbagliato oggi quasi tutto l’umanamente sbagliabile, anche se va detto che, in quella particolare posizione seminascosta, vedere lanciati in piena velocità (e ben accucciati dentro al cupolino) il cartello di ride-thru era praticamente impossibile.

    Il Cinque Volte Iridato sapeva benissimo della sua falsa partenza, involontaria quanto sfortunata e goffa – del resto prima o poi è capitato a TUTTI i Campionissimi di farsi sfuggire per sbaglio la frizione allo start – ma ha pensato ad una penalizzazione finale in secondi (in realtà, a norma di regolamento, possibile) piuttosto che ad un ride-thru.

    In effetti, chi scrive non ha letteralmente MAI visto Max commettere, neppure agli albori della sua straordinaria carriera PluriIridata, in una singola corsa, neppure UN QUINTO dei tanti errori (sia pure accanto ad alcuni pregevoli sorpassi) ammassati dal Romano in Gara1.

    Il settimo posto finale di Max alla fine lo ha parzialmente graziato, perchè visto l’andamento della gara ed i tantissimi errori commessi, avrebbe potuto benissimo terminarla anche più indietro.

    Proprio per il deludente risultato della prima frazione, Biaggi si è evidentemente schierato al via nella seconda caricato come una molla, con la ferma intenzione di recuperare punti a tutti i costi.

    Ora, in una condizione mentale siffatta, di pur volonterosa sovraeccitazione, anzichè migliorare è purtroppo molto facile commettere invece errori ancora peggiori, cosa oggi purtroppo puntualmente accaduta al povero Corsaro.

    Max Biaggi WSBK Donington 2011 b
    LaPresse

    Se non sbaglio, questa a mia memoria è stata appena la terza volta che a Max sia capitato uno zero in sella alla RSV4, fin dagli ormai lontanissimi giorni del suo esordio assoluto sulla quadricilindrica Veneta a Phillip Island 2009 – dove finì undicesimo nella prima corsa e poi solo quindicesimo in Gara2 ma dopo aver addirittura guidato il gruppo (a causa di due malaugurate uscite di strada sempre per colpa altrui, ma il tutto comunque solo dopo una Superpole conclusa ad un secondo posto semplicemente fenomenale per quell’esordio – con precedenti ritiri ad Assen 09 dove non partì neppure in Gara2 a causa di gravi problemi alla frizione e proprio a Donington 09 a causa di una uscita di strada nella seconda frazione.

    Davvero l’Inghilterra NON porta affatto bene a Max: a parte gli strategicamente ottimi risultati dell’anno scorso a Silverstone – dove, ormai in posizione di netto vantaggio in Campionato, si limitò a controllare freddamente Haslam, che da parte sua fallì decisamente l’ultima occasione propizia datagli dal Gp casalingo su una pista per Max quasi sconosciuta (ci aveva corso solo in WSBK nel 2007 sotto la pioggia) – nel 2009 proprio qui a Donington Park uscì di strada in Gara2 finendo out, parzialmente rovinando una giornata cominciata peraltro assai bene con l’ottimo secondo posto appena dietro Spies (Max fu il solo ad impensierirlo realmente, braccandolo da vicinissimo per tutta la corsa) della prima frazione, ottenuto però col brivido imprevisto di una misteriosa panne di benzina – per fortuna risultata non decisiva – proprio nei metri finali, quasi sul traguardo!

    Poi, andando più indietro, all’esordio assoluto sullo storicamente classico, ma malandato, decrepito e pericolosissimo tracciato “corto” di Brands Hatch nel 2007 (sua annata di debutto assoluto in WSBK, che terminò ad appena 18 punti dal Titolo Iridato, sfuggito anche proprio per colpa dei punti persi in questo dannato episodio!), fu vittima di una decisione sbagliata della giuria, che gli appioppò ingiustamente un ride-thru per jump start (qui inesistente) in Gara 2 terminata comunque all’ottavo posto, dopo che in precedenza Max era brillantemente finito sul podio in un circuito sommamente ostico (ed inserito come apposta in Calendario – dove non era MAI apparso prima, e del resto neppure dopo – proprio per favorire il locale Toseland, che infatti ci vinse due volte e vi conquistò i punti determinanti ai fini del Titolo!) e che lui letteralmente non aveva MAI visto, a testimonianza della sua Leggendaria Versatilità.

    A perenne testimonianza di questa sua straordinaria e pressochè UNICA – nel Panorama Mondiale attuale – VERSATILITA’, Max infatti resta il SOLO PluriTitolato della Storia Recente – chi ha vinto UN solo Titolo come Kocinski non lo conto, parlo appunto di Pluri Iridati! – del Mondiale Velocità ad avere vinto almeno UN Titolo WSBK, assieme a gente del calibro di HAILWOOD e READ, che si aggiudicarono rispettivamente nel 78 e 77 il Titolo Mondiale F1/TT per Derivate Serie, storicamente corrispondente al Titolo WSBK).

    Sempre qui in UK nel 2007, in una Silverstone inondata d’acqua, Max disputò la gara (solo una, la seconda frazione NON ebbe luogo a causa delle proibitive condizioni della pista, letteralmente allagata) solo discreta finendo sesto a causa di una moto approssimativa e condizioni ambientali al limite dell’umano, addirittura infernali.

    Non parliamo poi di dolorosi episodi ancor più lontani, e legati al Campionato della Classe 500 nella sua stagione d’esordio del 1998, quando fu fatto letteralmente di TUTTO (ed anche di più) per sottrargli CON LA FRODE un Campionato Mondiale assolutamente meritatissimo, per di più al totale debutto in questa Classe.

    Come ricorderete, a Suzuka 98, prima gara della sua vita in 500, Max ripetè fulgidamente, con una leggendaria ed epica impresa, la Vittoria al debutto Assoluto nella Classe Regina storicamente riuscita precedentemente SOLO al Leggendario JARNO SAARINEN, The Flying Finn, anche se l’impresa dell’Italiano, pur se se ottenuta 25 anni dopo, fu a mio avviso addirittura superiore a quella del finlandese, semplicemente perchè ottenuta da pilota PRIVATO, per di più da solo, mentre Jarno in quel per lui tragico e fatale 1973 era UFFICIALE Yamaha, spalleggiato nell’occasione dal valido team mate Kanaya.

    Jarno Saarinen Spa 1972 350
    LaPresse

    Gara1 ha vissuto essenzialmente della lunghissima fuga di Smrz dietro al quale si sono subito messi in luce diversi piloti tra cui gli idoli locali Camier e Haslam, mentre Biaggi, Melandri e soprattutto Checa (che dopo poco si è trovato, dalla pole, addirittura undicesimo) partivano decisamente male, con Max che produceva in un autentico festival degli errori che gli hanno fatto puntualmente perdere con gli interessi quello che di volta in volta riusciva a guadagnare.

    Alla fine, Melandri è riuscito ad approfittare del drammatico calo delle gomme di Smrz che, per sua stessa ammissione, non se l’è sentita di buttare via la gara rischiando oltremisura in quelle drammatiche condizioni.

    A sua volta Checa prendendo coraggio ha iniziato progressivo recupero ed a sole due curve dalla fine ha preso e passato Haslam, recuperandogli la bellezza di un secondo in ognuno degli ultimi tre giri della gara, compiendo nel contempo un autentico capolavoro tattico, in ottica iridata, agguantando il terzo podio consecutivo.

    Biaggi invece al termine di una gara per lui incredibilmente fallosa e deludente finiva soltanto settimo al traguardo, mettendosi almeno dietro il team mate Camier, un altro che alla fine ha raccolto solo briciole di quanto aveva seminato di buono in questa corsa comunque veramente spettacolare, e ricca di colpi di scena tra cui la clamorosa uscita di strada di Sykes in ogni caso veloce protagonista a bordo di una una Kawasaki comunque in enorme progresso.

    In Gara2 Carlos ha finalmente azzeccato le coperture ideali passando alle soft, adeguandole all’aumentata temperatura dell’asfalto, ed una volta passato Haslam ha condotto la gara fino all’ultimo metro, controllando la gara in modo mirabile e resistendo bene, nonostante la preoccupante usura della gomma posteriore, al tentativo – stavolta clamorosamente fallito – di recupero di Melandri, distaccato di oltre 3,3 secondi al traguardo.

    Terzo è risultato un brillantissimo Camier che, come già a Silverstone un anno fa, sa sempre ben comportarsi in patria, avendo agevolmente ragione del conterraneo Haslam qui di nuovo quarto come nella prima frazione.

    La ritrovata competività della verdona ZX-10R è stata ribadita dal grande quinto posto di Lascorz che precedendo Rea e Fabrizio ha stabilito una singolare graduatoria di questa seconda frazione, con una variegata teoria di macchine tutte diverse ai primi sette posti, a testimonianza dell’estremo equilibrio di questo sorprendente avvio di Campionato.

    Di Max e della sua scarognatissima seconda frazione ho già detto sopra.

    Una giornata così nera, al termine della quale il Corsaro si è ritrovato con i soli nove punti del settimo posto di Gara1 all’attivo, è comunque MOLTO meglio gli sia capitata all’inizio del Campionato, ed in ogni caso in un circuito dove non aveva mai vinto o comunque raccolto troppo (a parte il brillantissimo secondo posto di Gara1 nel 2009) in WSBK, mentre ci vinse DUE volte consecutive in 250 nel 95 e 96, ed in MotoGp nello 03, con due secondi posti nello 01 e 02 .

    Ora Biaggi deve subito lasciarsi alle spalle questo spiacevole episodio e dimenticarlo del tutto, non permettendo che il suo ricordo influenzi negativamente le sue possibilità iridate, che restano ovviamente intatte.

    Restano infatti la bellezza di 22 corse ancora da disputare, e come ha dimostrato Spies nel 2009 (per citare solo l’episodio più recente) anche svantaggi molto consistenti possono essere colmati agevolmente nel corso di un Campionato che mette in palio ben 50 punti ad ogni suo appuntamento.

    Melandri WSBK donington 2011
    LaPresse

    Proprio parlando di punti, la classifica parziale Piloti vede nettamente in testa Checa con 91 lunghezze, seguito da Melandri a 72 ed Haslam a quota 53.

    Come detto sopra, al quarto posto troviamo Biaggi con 49, poi Smrz a 42, seguito dai quasi appaiati connazionali Rea a 38 e Camier settimo con 37.

    Infine, troviamo Fabrizio a quota 27, Haga a 26 e Sykes decimo con 19.

    La graduatoria Costruttori vede ovviamente in testa la Ducati con 95 lunghezze, seguita dalla Yamaha a 74 e dall’Aprilia a 66.

    Quarta è la sorprendente BMW a 53, nettamente davanti alla fin’ora deludente Honda con soli 38 punti, appena davanti ai fanalini di coda Kawasaki a livello 32 e Suzuki a 27.

    Segnalo infine con enorme soddisfazione la seconda Vittoria consecutiva del nostro Luca Scassa e la sua straordinaria Yamaha R6 (mai ritiro di una Marca fu più provvidenziale ad un pilota, perchè appena poche settimane fa Luca è stato lasciato improvvisamente a piedi dalla Triumph costringendo il suo Team a ripiegare sulle vecchiotte ma ancora vincenti moto di Iwata versione 2009 (ma ovviamente aggiornate!) già iridate con Crutchlow) nel Mondiale SuperSport.

    Il trionfo Yamaha è stato poi completato dal secondo posto di Davies.

    La prossima puntata di questo sorprendente Circus WSBK 2011 andrà in onda ancora nella Vecchia Europa, e precisamente ad Assen, un episodio ormai classico anche per la WSBK.

    Vedrete che Max saprà riscattarsi già in Olanda, in una pista che conosce assai bene pur non essendo certo tra le sue favorite (ma dove ha vinto per due volte consecutive in 250 nel 94 e 95 e pure in 500 nel 2001, mentre all’esordio in questa Classe nel 98 ci arrivò secondo) e certamente assai diversa dal passato lontano ma anche recente, ormai completamente rovinata dagli ultimi perniciosissimi rimaneggiamenti che l’hanno ridicolmente trasformata nell’ennesimo lentissimo e corto kartodromo europeo, dove di nuovo la Ducati Althea Ufficiale di Checa, proprio per le proprie caratteristiche di base (nonchè per i iperfavorevoli precedenti storici) sarà ancora la netta favorita.

    Nel dopo gara c’è stato addirittura chi ha parlato del Quintuplice Iridato Biaggi, pur Neo Campione Mondiale WSBK, come di un pilota finito: a questa ed altre emerite scempiaggini Max risponderà al più presto con i semplici fatti.

    Infatti, per l’enorme rabbia di qualcuno, The Emperor è sempre saldamente il Numero Uno al Mondo e proprio per questo ogni cosa che fa e lo riguarda, quasi sempre nel bene e questa rara volta nel male (ma solo agonisticamente parlando, non dal punto di vista comportamentale in questo caso), riempie puntualmente i Titoli della Stampa specializzata e non, arrivando anche a far impazzire qualche menagramo mentecatto……….:).

    Osservato speciale di Assen sarà ovviamente anche Rea, che correrà nella Casa del proprio Team Castrol Ten Kate e che l’anno scorso colse qui una perentoria doppietta, peraltro rimasta totalmente isolata nel carniere iridato 2010 dell’eternamente incostantissimo Nordirlandese.

    Dunque la WSBK, ovvero nettamente il più bel Campionato Motociclistico del Mondo – nonchè sicuramente quello più importante in termini di reale ritorno commerciale assieme alla consorella WSS – promette ancora uno stupendo spettacolo tra poco più di due settimane, e precisamente il terzo week end di Aprile, dove ritroveremo puntualmente in pista tutti i grandi protagonisti di questo sorprendente e per molti versi imprevedibile avvio stagionale.

    Quindi, appuntamento certo ed assolutamente imperdibile in Terra d’Olanda per il terzo GP di questo sempre straordinario e adrenalinico Circus WSBK 2011!

    DONOVAN