WSBK Germania 2010: un prudente Biaggi rimanda il Titolo ad Imola

Undicesima tappa del Mondiale di scena al Nurburgring, che ha visto i successi di Rea in Gara1 e del redivivo Haga in Gara2, con Biaggi quinto e quarto rispettivamente, che non perde praticamente punti nei confronti di Haslam

da , il

    biaggi wsbk2010 germania

    L’undicesima interlocutoria puntata di questo comunque bellissimo ed entusiasmante Circo WSBK 2010, andata in scena dal francamente scialbo circuito attuale del Nurburgring, pallido fantasma del glorioso e storico tracciato che giustamente si vantava di essere il più famoso e significativo del Mondo intero – soprattutto nella sua più nobile configurazione, ovvero l’Anello Nord, la mitica NordSchleife di quasi 23 km e 152 curve – ha visto dopo la Superpole vinta brillantemente da Biaggi, dominare invece in gara le Ducati, ovvero proprio la Marca che per viltade fece il gran rifiuto (per parafrasare il sommo Dante) scegliendo follemente di ritirarsi a fine stagione, almeno in forma Ufficiale, dal Campionato che pure gli ha dato la Gloria di 28 Titoli Mondiali, Fama planetaria imperitura e la salvò di fatto dal fallimento alla fine degli anni 80.

    Infatti, anche se Gara1 è stata vinta da Rea, in realtà anche nella prima frazione la Casa di Borgo Panigale, vincitrice della seconda col redivivo Haga, ha dominato il campo con Checa e lo stesso rider giapponese, poi sfortunatamente caduto dando così via libera al Nordirlandese.

    Anche lo stesso Carlos è incappato in un malaugurato stop nella seconda frazione mentre stava contendendo il successo finale a Nori, confermando in tal modo clamorosamente l’intatta, estrema competitività delle bicilindriche italiane, specie in circuiti lenti e guidati come questo particolare ed anomalo tracciato – spezzato, ostico e diffcile con i suoi strani rampini a gomito – assolutamente non motociclistico.

    Questa del Nurburgring è stata davvero una giornata storica per la Ducati, nel bene e soprattutto nel male.

    Infatti, la Casa di Borgo Panigale, pur mancando la vittoria in Gara1 solo per sfortuna, oggi ha in effetti dominato il campo, e proprio nel giorno in cui il Circus WSBK, riunito qui per la prima volta dopo oltre un mese di pausa estiva, commentava la scioccante notizia dela settimana, riguardante appunto il ritiro della Squadra Ufficiale di questa mitica Marca dal Mondiale delle Derivate Serie a partire da 2011.

    Questo, quando è noto pure ai sassi come la Ducati in effetti semplicemente SIA essa stessa la WSBK, la sua personificazione, la sua immagine, la sua Storia ultraventennale, che questa Casa ha saputo dominare dall’alto della Classe eccelsa dei suoi Piloti – Polen, Fogarty, Bayliss, per citare solo i tre più famosi e titolati – e della sua straordinaria, eccelsa Tecnica, vanto del Genio meccanico italico, che l’ha portata alle vette più sublimi mai raggiunte al Mondo da un bicilindrico da Competizione.

    Lo stesso nome Ducati, grazie alle corse, è universalmente sinonimo di questo schema costruttivo in tutto il Mondo.

    Le motivazioni ufficiali – invero assolutamente ridicole e completamente contraddittorie – portate a difesa di questa sconcertante decisione, che ha profondamente deluso ed amareggiato il Popolo dei Ducatisti in tutto il Mondo, sarebbero, testualmente, una “doverosa razionalizzazione dei costi” ed “una maggiore attenzione alla produzione di serie” (sic!), lasciando proprio, vedi un pò il caso, il Mondiale delle Derivate Serie in forma Ufficiale “per concentrarsi sulla tecnologia della MotoGp”………:)

    Insomma, quanto di più assurdo, grottesco e contraddittorio si possa mai neppure lontanamente immaginare per una Casa come la Ducati, che notoriamente deve in toto la sua Fama, la sua gloriosissima Storia Sportiva e – non certo ultime – le proprie fortune commerciali in tutto il pianeta proprio alla sua straordinariamente vittoriosa partecipazione, quale sua Leader mondiale indiscussa, appunto al Mondiale WSBK, ed ancor prima della sua creazione (avvenuta nel 1988), ai precedenti Mondiali delle derivate Serie quali i Campionati TT/F1, TT2 ed Endurance che pure storicamente dominò.

    Ora, l’unica motivazione sensata e reale alla base di questa incredibile e sconcertante decisione non può essere che la succitata “razionalizzazione delle risorse”, visto che questa casa ormai completamente impazzita ha proditoriamente deciso nel suo folle delirio di mettere da parte la sua stessa Storia, la sua vera identità più profonda per buttarsi anima e corpo praticamente nella sola MotoGp, ovvero stupidi ed inutili prototipi, assurdi, costosissimi e fine a se stessi, figli di una Classe altrettanto assurda, ibrida ed antistorica, quanto cioè di più lontano immaginabile dalla propria intima essenza, buttando enormi montagne di denaro per assicurarsi un emerito cavallo ormai bolso ed in netto declino quale Rossispendendo annualmente solo per lui l’equivalente di ben TRE anni di budget Ufficiale WSBK! – per questo abbandonando e tradendo di fatto la propria Tradizione Vincente, quella a cui deve in effetti tutto il proprio enorme prestigio mondiale.

    Dunque buttate tutto quanto di buono avete faticosamente costruito negli anni, la vostra Tradizione, la vostra Storia, la vostra Immagine vincente, tutto al macero per QUESTO?

    Ne siete ben sicuri, Signori della Ducati?

    Sicuri DAVVVERO?

    Come ho gia detto a proposito della cacciata di Stoner (per prendere Rossi……….:) – ovvero l’unico che sia stato capace di vincere un Mondiale MotoGp con una moto osticissima, terribilmente idiosincratica ed in definitiva impossibile quale è sempre stata la Desmosedici in tutte le sue edizioni, 1000 ed 800 – contenti loro……….:)

    Questi signori hanno un bel parlare di “ritorno alle origini”, citando le stagioni 96 e 98, quando la Ducati corse effettivamente appoggiandosi a teams esterni, ma allora i tempi erano profondamente diversi – con la WSBK sempre molto popolare tra i veri motociclisti ma terribilmente in ombra mediaticamente – ed inoltre la cosa dimostrò di non funzionare poi troppo bene………..:)

    Venendo alle corse odierne, Gara1, dopo la ripartenza, ha vissuto fin da subito di un appassionante duello a tre tra Haga, Checa e Rea, con il Nordirlandese prevalente alla fine solo grazie ad una inopinata scivolata di Haga che lo ha di fatto liberato del concorrente più pericoloso.

    Jonathan così è tornato al successo dopo quello di Gara1 di Brno bissando fra l’altro esattamente oggi il bottino complessivo di punti della recente giornata morava ma anche la vittoria in Gara2 dell’anno scorso proprio in questa pista tedesca, storicamente invece favorevole alle bicilindriche, come testimoniato dal doppio successo nel 2008 di Haga, che conta tra i suoi tre tracciati favoriti (gli altri due essendo notoriamente Monza e Magny Cours) proprio il Nurburgring.

    Lasciatemi dire come la ripartenza stessa non avesse il realtà alcun senso, semplicemente perchè in questa circostanza non si doveva dare proprio alcuna bandiera rossa.

    La decisione di esporla e di fermare la gara, non essendoci alcun vero bisogno tecnico, visto che nessun mezzo era rimasto in pista, è stata pertanto puramente politica, per evitare di far finire lì ipso facto il Mondiale di Haslam che ne era rimasto coinvolto, e che sarebbe dovuto in effetti rimanere fuori dalla gara.

    Inutile dire che il primo ed unico danneggiato da questa decisione sia stato ovviamente Biaggi, due volte penalizzato in effetti, primo perchè è stato ingiustificatamente riammesso in gara Haslam, poi perchè Max era partito molto meglio al primo start che al secondo, dove si è ritrovato molto indietro ed addirittura solo ottavo dopo la prima curva pur partendo dalla pole, a causa dell’attacco forsennato di Rea che lo ha costretto ad andare lungo.

    Fossi nei panni dei dirigenti Aprilia, avrei sicuramente sporto un vibratissimo reclamo ufficiale…………

    A fine gara, la determinante scivolata di Haga, fino a quel momento in lotta serrata per il comando con Rea, assicurava il successo al nordirlandese, mentre Checa si aggiudicava meritatamente il secondo posto davanti a Crutchlow e Biaggi, autore di una bella rimonta nonostante evidenti problemi di trazione.

    Alle spalle del pilota romano giungeva inaspettatamente quinto Sykes, portando dunque la verdona Kawasaki al miglior piazzamento dell’anno e soffiando preziosi punti ad Haslam, solo sesto, anche per la brutta botta rimediata pochi minuti prima.

    Dopo Leon, giungevano al traguardo nell’ordine Xaus, Guintoli, Byrne e Scassa, mentre tra i ritirati, oltre ad Haga, vanno annoverati pure il team mate Fabrizio, Toseland, Neukirchner, Smrz e Corser.

    Gara2 ha visto lo sfortunato Nori rifarsi in pieno, e battere stavolta Rea, un risultato che probabilmente si sarebbe ripetuto nella prima frazione se il giapponese non fosse incappato nella caduta che di fatto ha graziato il rider Honda.

    Stavolta, chi è incorso nei colpi della malasorte è stato invece l’altro ducatista Checa che, sempre nel gruppo dei primi tre fuggitivi, è poi caduto cercando di tener il passo di Haga.

    Dell’uscita dello spagnolo ne ha approfittato fortunosamente Haslam, giunto infine sul podio, precedendo Crutchlow ed un frustrato Biaggi stavolta quinto, che come nella prima frazione ha lottato a lungo facendo il possibile pur ancora alle prese con vari problemi di setting e di aderenza posteriore.

    Purtroppo, con la gomma da gara la RSV4 di Max ha dimostrato di adattarsi assai meno bene a questo tracciato che con quella morbida da qualifica, che aveva consentito all’alfiere Aprilia di conquistare sabato una bellissima Superpole.

    Alle sue spalle il team mate di Leon, Guintoli, arrivando sesto non è riuscito nell’impresa di togliere punti a Max, precedendo comunque un Sykes ancora molto positivo, Toseland, Xaus e Byrne.

    Dando un rapido sguardo alla classifica parziale, vediamo Biaggi ancora nettamente in testa con 397 punti, conservando praticamente tutto il suo vantaggio sull’eterno inseguitore Haslam, ora a quota 339.

    Segue quindi, ormai irrimediabilmente staccato dalla vetta, ma ancora il lotta per il secondo posto finale, quel Rea che ha tratto il massimo possibile da questa prova tedesca, avendo incamerato ben 45 punti portandosi a quota 288, ovvero pericolosamente vicino ad Haslam da cui dista ora solo 49 punti, un divario certo difficile ma non impossibile da colmare nei prossimi due appuntamenti.

    Dietro il nordirlandese troviamo un gruppo di tre inseguitori molto vicini tra loro, ovvero Checa a 224 punti, Crutchlow a 217 ed il ritrovato Haga a 202.

    Alle spalle di questo gruppo compatto, troviamo due grandi delusi del Campionato, Toseland e Guintoli, rispettivamente a quota 187 e 169.

    In complesso, da questo interlocutorio episodio tedesco, chi ne esce chiarissimamente vincitore in prospettiva Iridata è ancora una volta Biaggi che ormai, col suo cospicuo patrimonio di punti praticamente intatto, vede ora molto più vicino il suo sospirato e meritatissimo Titolo Mondiale.

    Infatti, da 60 punti che aveva, Max ne conserva tutt’ora 58, avendone guadagnati tre su Haslam in Gara1, e persi cinque nella seconda frazione.

    Da notare come The Emperor abbia perfettamente replicato i risultati tedeschi dell’anno scorso, solo a gare invertite, ma con bottino di punti perfettamente identico.

    Anche stavolta, Haslam doveva fare ben di più per conservare intatta qualche residua speranza iridata, fermo restando il fatto della sua clamorosa ed ingiusta riammissione alla Gara1 odierna, che di fatto lo avrebbe sicuramente escluso dalla lotta mondiale!

    Poco male, ormai alla fine dei giochi mancano solo due appuntamenti, il primo dei quali si svolgera come tutti sappiamo l‘ultimo week end di settembre ad Imola, una pista certamente più favorevole al locale Biaggi che ad Haslam, anche se, nella sua attuale e fortemente rallentata configurazione, risulti particolarmente adatta soprattutto alle bicilindriche, come del resto puntualmente evidenziato dai risultati dello scorso anno, quando le Ducati Ufficiali guadagnarono molti punti su uno Spies chiaramente in grosse difficoltà tecniche ed ambientali, e dove Biaggi colse un podio, restandone escluso in Gara2 da una manovra assolutamente oligofrenica e criminale del suo estemporaneo Team mate Simoncelli, che semmai avrebbe dovuto invece aiutarlo……….:)

    Dunque, dalla probabilissima continuazione del ristabilito dominio Ducati, all’altrettanto probabile riscossa di Biaggi alla determinatissima ricerca in Terra amica della Corona Mondiale con una prova d’anticipo, fino all’estremo tentativo di Haslam di contendergliela, tantissimi saranno i motivi di interesse legati al GP Italiano di Imola, vero episodio cruciale e decisivo del Campionato.

    Pertanto, non prendete assolutamente impegni per l’ultimo fine settimana di settembre, ed appuntamento certissimo e improcrastinabile nella bellissima Terra Di Romagna, paese di Motori per Eccellenza, per la prossima decisiva puntata di questo formidabile, adrenalinico ed insostituibile Circo WSBK 2010!

    DONOVAN