WSBK Germania 2011: Biaggi out, Checa ormai iridato anche nel diluvio

decima tappa della WSBK al Nurburgring che vede la virtuale conquista del Titolo Mondiale da parte di Checa, vincitore in Gara1 e poi prudente ottavo nella seconda frazione devastata dalla pioggia torrenziale e che vede vincitore insperato Sykes con la Kawasaki, a secco di vittorie in questa Classe dal lontano 2006

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    Checa WSBK Assen 2011 a1

    Il decimo episodio di questo sempre più drammatico Circus WSBK 2011, andato in onda qui dal brutto e prettamente autobilistico tracciato attuale del Nurburgring – neppure pallida ombra della gloriosissima NordScheife stradale, la Pista Nord di quasi 23 km e 223 curve, il più antico e mitico circuito motociclistico dell’Europa continentale – ha visto Checa, nuovamente vincitore in Gara1, consacrarsi virtualmente Campione del Mondo WSBK 2011, mercè l’incredibile infortunio in prova dello sfortunatissimo Biaggi, a cui spetta quest’anno davvero il record planetario della malasorte, essendosi stavolta senza neppure cadere fratturato un piede, colpito (nonostante lo stivale) da un detrito proveniente dalla moto di un concorrente caduto prima di lui!

    MAI, assolutamente MAI visto nulla di simile in oltre 45 anni di continua frequentazione delle corse Iridate……….

    La seconda frazione ha visto un autentico diluvio riversarsi sui rilievi dell’Eifel, con automatica ecatombe di piloti caduti nella quasi impossibile impresa di reggersi in piedi attraverso muri d’acqua che oltre a rendere la pista un patinoire, limitavano terribilmente la visibilità.

    Chi ne ha fatto le spese è stato ovviamente Haga – qui nel suo circuito preferito assieme a Monza – buon terzo dopo Melandri nella prima frazione e sicuramente degno vincitore della successiva, MA sfortunatamente caduto appena un giro e mezzo prima della decretata fine della corsa, appena completati i 2/3 dei giri necessari per dichiararla valida secondo regolamento (quando però ormai la pioggia era virtualmente cessata), col successo finale di un sorprendente Sykes che ha finalmente portato la sua verdona Kawasaki ad un insperato successo che storicamente mancava alla Casa di Akashi da un lunghissimo lustro, ovvero dal remoto settembre 2006 quando Chris Walker, vinse Gara1 ad Assen.

    Tolto di mezzo Biaggi – che oggi pur avendole tentate proprio tutte, non è proprio stato in grado di prendere il via a causa del dolorosissimo piede fratturato nelle incredibili circostanze riferite sopra – ancora una volta dalla sfortuna più nera, ormai nulla può più fermare Checa dalla conquista del Titolo iridato WSBK 2011.

    Questo Titolo, mi spiace per il pur bravo Carlos, NON è stato assolutamente meritato perchè pesantissimamente viziato in origine dalla incredibile malasorte (di cui oggi abbiamo appunto avuto l’ennesimo esempio lampante) che ha colpito il suo più illustre avversario (pure derubato di una Vittoria sacrosanta a Monza!), dalla mancanza per lui di gomme adeguate a causa del misterioso ritiro già dopo Misano 2010 della famosa gomma soft tipo 516, dalle piste dell’attuale calendario quasi tutte ultra favorevoli alla Ducati e soprattutto da un regolamento semplicemente vergognoso e squilibratissimo, che favorisce sfacciatamente le bicilindriche, ovvero le Ducati: senza alcuna limitazione esse godono di ben 200 cc in più, essendo tra l’altro da oltre un anno le uniche a poter sfruttare in gara le gomme morbide attualmente messe a disposizione dalla Pirelli.

    Questa assurda e ridicola situazione, ormai insostenibile per le Marche delle quadricilindriche, come già ho ribadito più volte, ha causato il ritiro delle Squadre Ufficiali di Yamaha (con il conseguente appiedamento di Melandri, adesso in bilico tra Aprilia Pata, BMW o Kawasaki Ufficiali) con ogni probabilità anche di Suzuki, nonchè la rinuncia da parte della Honda a far debuttare il prossimo anno in gara la famosa V4 – attesissima erede delle gloriose RC30 e RC45 – pur da lunghissimo tempo allo studio, sostituita provvisoriamente dalla solita CBR1000 RR che ormai non vince più nulla dai tempi del peraltro fortunoso Titolo Piloti 2007 (si dice insistentemente nei paddocks WSBK che le Honda attuali siano esattamente le stesse decrepite moto che corsero nel 2007, tenute assieme a forza di riparazioni!) di James Toseland, che purtroppo è stato costretto ad un triste ritiro definitivo da un apparentemente banale incidente (proprio allo stesso polso già infortunato di recente) occorsogli in Gara2 proprio qui in Germania.

    Una sfortunata coincidenza certo, ma anche altamente significativa per le assolutamente diverse circostanze storiche che evoca.

    LaPresse

    Infatti, sempre andando alla stagione 2007, occorre ricordare come anche allora il diluvio di Silverstone portò malissimo a Biaggi, allora esordiente assoluto nella Classe perchè causò la cancellazione di Gara2 e quindi una preziosa occasione in meno per il Corsaro di accorciare le distanze proprio da Toseland, che tra le varie fortune ebbe anche l’insperato aiuto di godere di ben tre tappe britanniche (Donington, Silverstone e la decrepita e pericolosa Brands Hatch, dove a Max fu penalizzato ingiustamente da un jump start in realtà assolutamente INESISTENTE!) in calendario, cosa a mia memoria MAI PIU’ verificatosi nelle ultraventennale storia della WSBK.

    Ciò nonostante il Corsaro arrivò vicinissimo al Titolo, mancandolo alla fine all’ultimissima sfida e per soli 18 punti

    Lo storico episodio della cancellazione della gara inglese – citato oggi come precedente pure dal vertice organizzativo della WSBK, proprio qui in occasione delle inevitabili polemiche seguite all’esito della seconda frazione della tappa tedesca, per ribadire la loro storica attenzione per la sicurezza in caso di pioggia battente – mi dà certamente l’occasione di riflettere su cosa si sarebbe dovuto fare di fronte ad una situazione ambientale eccezionale come quella verificatasi oggi al Nurburgring.

    Premesso che ho visto e vissuto un epoca in cui, senza voler minimamente parlare di era flag to flag che allora era una cosa semplicemente inimmaginabile, NON si poteva assolutamente alzare la manina neppure in caso di Uragano Carolina o Diluvio Universale in pista, e neanche in caso di quelle tremende ed impenetrabili NEBBIE che affliggevano spesso lo IOM TT e proprio il leggendario e terribile Nurburgring stradale – assurda condizione meteorologica di cui un giovanissimo ed atterrito Agostini fu suo malgrado protagonista al suo terrificante, storico debutto Mondiale avvenuto nel 64 proprio alla Nordschleife! – credo che oggi sarebbe stato meglio sospendere la gara ben prima di quanto si sia fatto, e farla poi ripartire in seguito con la griglia composta dalla graduatoria in essere alla sospensione, esattamente come da regolamento.

    Infatti, fermarla proprio nel momento in cui gli inani e pavidi organizzatori lo hanno finalmente fatto – ovvero al raggiungimento dei 2/3 dei giri necessari per dichiararla valida ai fini del Campionato – è stata una cosa in fondo priva di senso, visto che ormai avesse già praticamente smesso di piovere

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    Meglio farlo ben prima dunque, o non farlo affatto, visto quanto meteorologicamente successo al momento della sospensione effettiva.

    Gli organizzatori hanno un bel dire come in fondo siano caduti “solo 5 piloti”: in realtà penso si siano riferiti ai ritiri effettivi, visto che le cadute sono state di più, ma alcuni sono poi riusciti a ripartire, vedi ad esempio Rea.

    In ogni caso hanno finito in 13 appena.

    Una situazione del genere certo NON si sarebbe MAI potuta verificare in MotoGp, dove avrebbero certamente fermato la gara ben prima, il che ci porta a meditare sulle grandi differenze sempre esistite tra la maschia WSBK e il Mondiale Velocità, notoriamente popolato per lo più da signorine viziate, assolutamente troppo delicate per affrontare situazioni del genere, che per le generazioni iridate precedenti costituivano peraltro l’assoluta normalità………….:)

    Venendo alle gare in sè, Gara1, vedi un pò il caso, è stata puntualmente dominata dalla moto nettamente più adatta e competitiva per questa pista, ovvero tanto per cambiare la Ducati Ufficiale di Checa.

    L’unico che avrebbe potuto contrastare Carlos oggi era ovviamente Biaggi, che al momento del suo incredibile e kafkiano infortunio in prova si trovava virtualmente in pole e davvero in uno stato di forma esaltante in questo tracciato pur assolutamente inadatto alla sua RSV4.

    Impossibilitato il Corsaro a correre, tutto facile dunque per il leader iridato che ha vinto agevolmente su Melandri ed Haga.

    LaPresse

    Laverty si è complicato la vita (come anche il team mate, del resto) con qualche lungo di troppo, ma è poi riuscito a rimediare la corsa afferrando una decente quarta posizione davanti ad Haslam che pure, finito fuori pista, ad un certo punto si è trovato addirittura quattordicesimo.

    Alle spalle del Leon della BMW, Guintoli è finito buon sesto ben sette secondi davanti a Lascorz sulla prima Kawasaki, che ha bruciato proprio sul traguardo (di appena DUE millesimi) un chiaramente deluso Camier, qui solo ottavo.

    Hanno poi completato le prime dieci posizioni Badovini e l’altrettanto abbacchiato Rea.

    Gara2 ha infine visto, dopo numerosi colpi di scena nel corso di una gara dominata da Haga fin quasi alla fine e resa indimenticabile e terribile insieme da un torrenziale diluvio iniziato dopo pochi giri di fine pioggerella, la sorprendente Vittoria finale di Sykes, che ha preceduto sul traguardo i due esponenti dell’ Effenbert Liberty Racing Team, ovvero Guintoli e Smrz, a conferma del dominio complessivo delle bicilindriche – e con qualsiasi condizione meteorologica – qui al Nurburgring.

    Non solo si tratta della prima Vittoria Kawasaki in questa Classe dal 2006, ma pure del primo successo in assoluto del rider britannico in WSBK. Ovviamente la pioggia torrenziale ha reso durissima la vita a tutti in questa corsa fermata precocemente al 13 giro, una volta completati i due terzi di gara. Il manto della pista ha tutto sommato fatto il suo dovere drenando bene l’acqua nelle prime tornate, ma poi veramente si è rischiato oltre il lecito nella parte centrale della gara, quando i concorrenti procedevano lenti per cercare di rimanere in piedi, specie in certi punti del tracciato letteralmente allagati.

    Haga ha dominato quasi interamente la gara, accumulando un vantaggio via via sempre più ampio, fino alla sua inopinata caduta avvenuta a meno di due giri dal forzato stop.

    Tanti, praticamente tutti hanno alzato la mano e fatto ampi gesti per suggerire la sospensione della corsa agli organizzatori, che invece si sono preoccupati solo di renderla valida per la classifica, senza minimamente pensare, come invece era logico, ad interromperla per poi farla riprendere con una nuova partenza – ricordo che adesso da regolamento non si tiene più conto dei distacchi precedenti – appena le condizioni ambientali lo avessero permesso, ovvero da li a poco come poi si è visto.

    Dunque chi ha fatto veramente le spese di questa pessima gestione di gara è stato soprattutto il malcapitato rider giapponese, che avrebbe veramente meritato il primo successo dell’anno.

    Quarto si è piazzato Rea, rimontato in sella dopo una caduta ad alta velocità che in un primo tempo aveva fatto pensare ad un suo ritiro, a precedere la coppia Yamaha Melandri e Laverty.

    Settimo è risultato Badovini che ha preceduto di tre secondi il giustamente prudentissimo Checa, che ha mirato a finire la gara in piedi senza preoccuparsi troppo del risultato visto l’ormai abissale vantaggio in classifica. Alle spalle del leader iridato sono poi arrivati Haslam e Berger rispettivamente in nona e decima posizione.

    Da notare come in fondo, visto la tremenda pioggia, la gara non sia stata neppure troppo lenta visto che Sykes ha tenuto una rispettabilissima media di 134,358 km/h, contro i 158,077 km/h fissati da Checa nella gara asciutta.

    La Classifica parziale Piloti vede ovviamente Checa ormai irragiungibile in testa con 376 punti, avendone ben 74 di vantaggio su Melandri, passato al secondo posto superando con 302 lunghezze lo sfortunatissimo Biaggi, fermo a 281.

    Quarto è Laverty con 232 punti, mentre alle sue spalle troviamo una coppia ugualmente britannica formata da Haslam con 176 e Camier a 154.

    Settimo è Fabrizio che a quota 141 precede di poco Guintoli a 139 e Badovini a 134, mentre decimo segue l’oggi sfortunato Haga con 115.

    La classifica Costruttori, vede la Ducati pure saldamente prima con 400 punti, con 49 lunghezze di vantaggio sulla seconda, ovvero la Yamaha a quota 351.

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    Che dire ormai a questo punto?

    Neppure il famoso ASTEROIDE assassino che non si decide ad aiutare il derelitto Rossi potrebbe fare qualcosa per gli avversari di Checa a questo stadio, con soli tre GP ancora in calendario e 150 punti ancora teoricamente in palio.

    Solo un malaugurato e grave infortunio che lo appiedasse di qui fino a fine stagione potrebbe togliere adesso dalla testa di Carlos la corona Iridata, e forse neppure quello, perchè magari lo spagnolo potrebbe forse vincere lo stesso il Titolo anche NON correndo più quest’anno, tanto è grande il suo vantaggio!

    Difficilmente – come fece trionlfalmente Biaggi un anno fa, ma allora si trattava della penultima tappa, non della terz’ultima come adesso – Checa potrebbe festeggiare il Mondiale già ad Imola, la prossima prova iridata in programma, un tracciato una volta splendido e veloce ma reso via via nel tempo, da troppe stolte modifiche, ormai terribilmente lento e guidato e che sembra letteralmente fatto apposta per la sua moto.

    Infatti, letteralmente da sempre in WSBK è stato storicamente dominato dalle bicilindriche……….Honda RC51 (iridata nel Mondiale Piloti nel 2000 e 2002) di Edwards inclusa, naturalmente.

    Qualcuno forse ha dimenticato il sublime spettacolo offerto da Texas Tornado e da Bayliss nel 2002, all’ultimissima, decisiva sfida di Gara2 nel circuito Romagnolo (allora non crudelmente svilito da improvvide chicanes come adesso!), dove chi avesse vinto, si aggiudicava pure il Titolo Iridato?

    Colin trionfò solo sul traguardo, dopo una incredibile girandola di sorpassi mozzafiato, facendo il pass decisivo alla penultima curva, ma lo spettacolo fu semplicemente straordinario, unico ed entrambi avrebbero davvero meritato, ex aequo, la Corona Mondiale.

    Ormai questa stagione invece, lungi dal poterci offrire un simile finale al fulmicotone, vedrà una lotta aperta solo per il secondo posto, ma il Cinque Volte iridato Biaggi, che pure come pilota vale abissalmente più di Melandri, parte svantaggiato non solo da 21 pesantissimi punti in meno, ma pure dal suo serio infortunio che, al momento di scrivere queste note, certamente NON lo vede sicuro partente neppure nella sfida italiana di fine settembre.

    Noi tutti comunque speriamo che il Corsaro possa onorare, sia pure perseguitato da una sfortuna tremenda, inesauribile, che quest’anno davvero non lo ha mai abbandonato, le tre ultime sfide stagionali che ancora ci restano davanti, per catturare almeno quella piazza d’onore che certo andrebbe comunque stretta per chi, come lui, avrebbe sicuramente meritato – se non per la malasorte e le ragioni tecniche e di regolamento spiegate all’inizio – la riconferma Mondiale.

    Pertanto, non prendete assolutamente impegni per l’ultimo week end di Settembre, ed appuntamento certissimo ed imprescindibile in Romagna – la fatidica e mitica Terra dei Motori per Eccellenza – per godere ancora una volta del sublime spettacolo dei questo sempre bellissimo, appassionante e drammatico Circus WSBK 2011!

    DONOVAN